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VERSO GLI STATI UNITI D’EUROPA

Dopo ore di negoziati, 25 paesi dell’’Unione Europea (tutti i 27 meno il Regno Unito e la Repubblica Ceca) hanno raggiunto un accordo sul cosiddetto Fiscal Compact, il patto volto a rafforzare le regole di bilancio e di controllo dei debiti pubblici all’’interno dell’’Unione Europea. E’’ un accordo – da firmare nel marzo 2012 –  che vincola i singoli paesi europei a raggiungere un sostanziale pareggio di bilancio ma che esclude,  pare, ulteriori aggravi e correzioni di bilancio per i paesi il cui debito pubblico superi il 60 per cento del Pil. Sarebbe stata una clausola suicida non solo per l’’Italia ma anche per gli altri paesi europei dato che il rapporto debito pubblico-Pil medio UE 2011 sfiora il 90 per cento.
Sull’accordo pendono come spade di Damocle il fallimento di Grecia e Portogallo che i mercati finanziari stanno ormai contabilizzando come una probabilità molto concreta nei valori astronomici degli spread dei loro debiti rispetto al bund. Eppure l’accordo è un buona base per il futuro dell’Unione: se davvero si vuole andare verso un’Unione Fiscale o un’Europa federale, la nuova creatura dovrebbe provare ad ispirarsi all’esempio più ovvio che viene in mente, ovvero gli USA. Negli Stati Uniti i singoli stati dell’Unione hanno il divieto di fare deficit pubblici. Ed è solo in cambio di questa clausola che il governo federale può intervenire in situazioni di emergenza (come hanno fatto Bush e Obama durante la crisi) con fondi federali che sostengano l’economia senza creare rischi di default. In definitiva questo propone da mesi la signora Merkel: si oppone agli eurobond in un’Unione di paesi egoisti che vogliono solo socializzare le perdite ma non hanno un progetto comune. Nello stesso tempo spinge per far avanzare un progetto comune, con un fondo salva stati potenziato (da luglio 2012) ma severe regole di bilancio nazionali (da marzo 2012), stretta tra un elettorato che vuole tornare al marco e il resto dell’Europa che vuole i soldi tedeschi, cash e subito. Ma la futura Unione dovrà assomigliare a quello ha in mente la signora Merkel. Se no, non saranno gli Stati Uniti di Europa, ma piuttosto l’’Europa delle Mille Libertà e degli Zero Doveri. Qualcosa di cui potremmo e dovremmo fare a meno.

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Link Utili

DICHIARAZIONE DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO EUROPEO 30 GENNAIO 2012 – Verso un risanamento favorevole alla crescita e una crescita favorevole alla creazione di posti di lavoro (non sottoscritto dalla Svezia)

STATEMENT of President Barroso following the Informal meeting of the European Council Joint press conference Brussels

PRESS REMARKS by the President of the European Council Herman Van Rompuy following the informal meeting of members of the European Council

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CI VUOLE UNA VERA RIFORMA DEL LAVORO

  1. Piero

    Se si vuole realizzare il progetto dell’Europa unita politicamente, con un progetto di stati federali simile agli USA, dobbiamo togliere il condizionamento degli elettori ai singoli capi di governo, quindi alle elezioni europee si deve fare un programma di Europa federale, il parlamento europeo così formato avrà il mandato elettorale per tale progetto. Quello che si sta facendo oggi è solo un tentativo di salvare la moneta unica con il fiscal compact, l’Europa politica non interessa ai tedeschi, come possiamo seguire la Merkel, se deve rispondere al suo elettorato? Non penso che le manovre di Monti vadano nel verso giusto, non si impone in Europa, noi e l’Europa possiamo uscire da questa palude solo con la politica monetaria ( debito/PIL medio 90%), i tedeschi sono per la moneta forte, l’Europa ha bisogno di una moneta competitiva, i tedeschi sono per una politica di bilancio rigorosa, l’Europa ha bisogno di investimenti in infrastrutture, la Germania non è disposta agli eurobond per finanziare le infrastrutture, non vedo coma si possa unire l’Europa politicamente con queste divergenze.

  2. Marino

    Fatemi sognare che frau Angela sia l’Alexander Hamilton degli Stati Uniti d’Europa. Come diceva il suo concittadino Brecht, “il quadro è stato dipinto coi colori che c’erano”

  3. Federico Zenari

    Purtroppo credo che l’Europa se vuole rimanere tale dovrà unificarsi,anche se in modo diverso dagli USA. Un’unione politica,bancaria ed economica sarebbe il miglior modo per uscire dalla crisi. All’inizio sicuramente ci sarebbe una recessione sopratutto della Germania che dovrebbe “abbassarsi” per permetterci di salire sul gradino. Ma la politica del domani effettivamente non va di moda, si preferisce rattoppare un vecchio vestito che cucirne uno nuovo. Bisogna muoversi nella direzione di un’Europa più unita e sperare che il governo,gli imprenditori e l’opinione pubblica tedeschi capiscano che a furia di fare toppe si peggiora soltanto la situazione e che stiamo navigando tutti alla cieca.

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