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  1. Luca Schiavoni Rispondi

    Non solo non vale zero, ma parte di esso (sicuramente la banda 700) é appetibile per gli operatori mobili. Qualche giorno fa l'ITU ha confermato di guardare al "secondo dividendo digitale" per la banda larga mobile. Questo é un ulteriore argomento contro l'allocazione gratuita, se ve ne fosse bisogno. Da tempo sostengo anche che siano necessarie la separazione verticale citata nell’articolo (presente in molti paesi europei piú attenti alla concorrenza rispetto al nostro) e meccanismi di assegnazione che favoriscano i nuovi entranti, se non addirittura l’esclusione di chi detiene una rilevante porzione di spettro. Bene ha fatto il ministro a bloccare il beauty contest, ma non é chiaro cosa intenda fare ora, considerato che ha negato di pensare ad un’asta. Sará importante garantire i soggetti meno potenti e forse rinviare l’assegnazione della banda 700, che potrebbe essere allocata con maggiore profitto e per usi diversi da quello televisivo. Le frequenze per il “4G” lo scorso anno sono state assegnate in un’asta e con il principio della neutralitá tecnologica, al quale anche qui si richiama. Non si vede il motivo per cui le nuove frequenze debbano sfuggire ai medesimi criteri.

  2. Alessio Salinari Rispondi

    Articolo molto interessante