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  1. luca quinzan Rispondi

    La proposta del contratto unico, sic et simpliciter, prevede l'allungamento del periodo di prova, superato il quale il rapporto di lavoro si qualifica a tempo indeterminato. La novità, corretta da mio punto di vista, è di prevedere un'indennità per risarcire il lavoratore se interviene il recesso del rapporto prima del termine di tre anni. Completerei la proposta inserendo lo sgravio contributivo da riconoscere al datore di lavoro che stabilizza il rapporto e quindi con l'azzeramento dei contributi previdenziali dal quarto anno e per un periodo, per esempio, di tre anni. Tali contributi si recuperano nel tempo proprio grazie alla stabilità del rapporto e, compatibilmente con l'osservanza delle direttive europee si potrebbe differenziare il vantaggio per agevolare la stabilizzazione del rapporto per giovani e donne. Aggiungo che si potrebbe prevedere anche un ulteriore vantaggio durante i primi tre anni della fse d'ingresso: la defiscalizzazione della 13ma mensilità come intervento a tutela del reddito nella fase nella quale il lavoratore non è ancora stabilizzato.

  2. michele Rispondi

    Prima di rendere costoso il licenziamento in genere, la legge dovrebbe disincentivare il licenziamento di Borsa, nelle aziende che hanno fatturato e utili in crescita. Nelle aziende che lasciano a casa la gente, premi di produzione e stock option dovrebbero essere tassati con l'aliquota massima del 43%, non al 10%! Perchè i manager guadagnerebbero direttamente dai licenziamenti primachè un tetto alle retribuzione dei dirigenti, tema sentito in Spagna e altri paesi, sarebbe più che giusto porre un limite alle indennità di uscita svincolate dai risultati ottenuti. Facciamo una bella norma che dichiara nullo qualsiasi patto che riserva in caso di recesso del rapporto di lavoro un'indennità superiore a 700 volte l'entry level aziendale: tipicamente 1000 euro, quindi un buono uscita massimo di 700.000 per una equa redistribuzione della produttività aziendale, le indennità dei dirigenti apicali dovrebbero essere poste in relazione ai salari più bassi, di chi entra in azienda