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  1. Vittorio Olivati Rispondi

    Il vostro articolo è molto interessante, ma occorre un chiarimento sul termine "beauty contest": usate sempre l'articolo determinativo (o la preposizione articolata) come se il problema fosse lo strumento del beauty contest e non il modo con cui è applicato all'assegnazione in oggetto. E' chiaro che, a fronte di risorse destinate a servizi di utilità pubblica quali appunto le frequenze, nell'assegnazione occorre considerare il soddisfacimento di requisiti qualitativi volti a garantire livelli accettabili di qualità del servizio, sia esso radiotelevisivo che telefonico / dati, e quindi il beauty contest è il metodo preferibile. La vs. critica sembra invece essere sul come in dettaglio sia predisposto QUESTO beauty contest, ossia su quali siano nello specifico i requisiti qualitativi. Se la mia interpretazione è corretta, l'articolo risulta più chiaro scrivendo "[di] questo modo di applicare il beauty contest" anziché "del beauty contest" o "il beauty contest".

  2. Giuseppe Ferrari Rispondi

    Sarebbe come dire che i camion valgono zero, perchè senza un autista non servono a nulla...

  3. Antonio Sassano Rispondi

    Rispondo a titolo personale al sig. Franco Baldussi: Le frequenze usate dalla TV (UHF) si propagano bene e sono utilizzabili anche per la Banda Larga Mobile (smartphone, tablet etc.). L'orientamento di tutti i paesi del mondo (Europa e USA in testa) è quello di liberare la banda UHF dagli attuali usi televisivi ed utilizzarla per questi usi innovativi. Non esistono infatti "frequenze televisive" o "frequenze per le telecomunicazioni". E' l'evoluzione tecnologica a determinare l'uso ottimale. Le frequenze UHF servono anche per i radiotaxi ma nessuno dice che valgono poco perché nessuna compagnia di radiotaxi è capitalizzata a sufficienza. Per determinare il valore di un bene pubblico che può avere usi diversi (come lo spettro) sono state inventate le aste. Si parte da un valore ragionevole e si consente agli interessati di rilanciare liberamente. Se si partisse da zero (come nel "beauty contest") l'asta non potrebbe andare deserta! L'asta per (alcune) frequenze UHF si è appena tenuta. Gli operatori TLC hanno pagato 50 Meuro per un MHz. Le TV (tutte) utilizzano 40 canali da 8MHz ciascuno. Dunque 320 MHz, per un valore (ad oggi) di 16 miliardi di euro. Antonio Sassano.

  4. Franco Baldussi Rispondi
    In tutto il mondo, ma proprio in tutto il mondo, le frequenze televisive vengono assegnate senza esborsi. Perchè il possesso di una frequenza televisiva non significa assolutamente niente. Differente è il caso di altre frequenze di altre lunghezze d'onda, come le onde medie. Perchè? E presto detto, in termini sommari: Possedere le lunghezze d'onda medie significa possedere tutto. Basta una baracchetta e, per via delle modalità di propagazione di quel tipo di onda, si trasmettono segnali in tutto il mondo. Con una frequenza televisiva, il cui segnale si propaga solo in linea retta (ma queste cose l'articolista le sa?) o si possiede la rete di ripetitori o li si devono realizzare o li si devono affittare. Insomma, una frequenza televisiva, da sola, non serve a niente. Va da sè che il suo valore, se gliene si volesse attribuire uno, sarebbe prossimo allo zero. Quanto all'ipotetico valore di quelle frequenze nel caso in cui davvero avessero un valore, e non lo hanno, si parla nientepopodimenochè della fantasmagorica cifra di 16 miliardi di Euro. Molto, molto più della somma totale di capitalizzazione di RAI, Mediaset e Sky. Boh!
  5. Giuseppe C. Rispondi
    Ripeto la domanda al ministro Passera formulata da Cambini/Sassano. Che ne pensa sig. Ministro? Come cittadino italiano ho in capo un bel po di debito pubblico e vorrei si riducesse. Come azionista del paese Italia vorrei non si regalassero beni tangibili o intangibili che siano. Come europeo vorrei che le stesse regole valessero in tutta Europa.
  6. Claudia S. Rispondi

    Visti i limiti e le illegittimità palesi dell'attuale procedura per l'assegnazione delle frequenze, e l'interesse di altri operatori a poter partecipare a condizioni eque, nessuno ha pensato di fare ricorso al TAR? A mio avviso i presupposti ci sono.