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L’ANDAMENTO DELLO SPREAD TRA BTP E BONOS

 

In questi mesi abbiamo sempre guardato all’evoluzione dello spread fra Btp e Bonos perché in grado di isolare le differenze fra le politiche seguite nei due paesi di fronte alla crisi del debito e perché rimuove gli effetti degli interventi della Bce a sostegno di Italia e Spagna. Come si evince dal grafico, il differenziale tra i due spread è cresciuto di quasi 240  punti negli ultimi sei mesi, mentre, in termini assoluti, il rendimento dei nostri titoli di stato è aumentato, negli ultimi 6 mesi, di quasi 300 punti. Una diminuzione del divario con i Bonos spagnoli è avvenuto dopo la nomina di Mario Monti come primo ministro, fino quasi ad azzerarsi. Questo effetto di credibilità personale del primo ministro è però evaporato rapidamente e, con la formazione del nuovo governo in Spagna, è tornato a salire. Il varo della manovra italiana di inizio dicembre aveva portato a una nuova riduzione ma relativamente contenuta. attualmente i nostri titoli di stato decennali pagano circa 160 punti in base in più di quelli spagnoli.  Le scelte della BCE prima del vertice europeo, che permettono ora di utilizzare anche prestiti immobiliari come garanzie, hanno contribuito a questo miglioramento della condizione relativa della Spagna, in quanto le banche spagnole sono molto esposte in quell’ambito.

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LA RISPOSTA AI COMMENTI

  1. marco ferrari

    come va il BTP rispetto all’omologo spagnolo?

  2. marco ferrari

    L’andamento dello spread BTP vs Bund non ha molto senso, occorre normalizzarlo con gli altri paesi area euro per depurarlo dalle oscillazioni comuni a tutta l’area. Ecco perché era interessante il confronto spread BTP vs Bund – bonos vs Bund, che fine ha fatto? Si potrebbe anche confrontare lo spread del BTP con lo spread di una media di Francia e Spagna.

  3. GIUSEPPE D'ELIA

    Salve, forse sarà stupido. Ma non sarebbe il caso di rappresentare lo spread tra lo spread Btp-Bund e lo spread BondSpagnoli-Bund? Avremmo l’effettivo andamento della fiducia nei nostri confronti rispetto alle manovre in attuazione. No?

  4. P. Magotti

    Nella prima stesura del decreto “salva Italia” avevo visto discrete misure di crescita, che che se ne dica. Certo anch’io auspicavo molto di più, soprattutto sul fronte dei tagli e delle liberalizzazioni. Come sappiamo i mercati sono timorosi soprattutto per la bassa crescita italiana e i passaggi parlamentari del decreto, che hanno drasticamente ridotto quelle poche liberalizzazioni introdotte in un primo momento, sono stati dirompenti. Un segnale pessimo ai mercati. Spero che il governo si concentri sulle liberalizzazioni ora, in modo organico e rivoluzionario, che cancellino definitivamente “Ancien Régime”.

  5. Giovanni

    Oltre agli altri elementi segnalati, mi/vi chiedo quale peso su questo differenziale abbiano: sia la diversa incidenza del debito pubblico sul pil dei due paesi sia la diversa struttura demografica delle popolazioni. In altri termini, a parità di interventi, quale è la soglia del tasso di crescita richiesto alle due economie per onorare il debito e generare prospettive di lungo periodo? In una battuta: comprereste un debito medio di un mediamente adulto o un debito alto di un mediamente maturo? Ovviamente centrali e imprescindibili gli aspetti legati allo stock delle qualità tangibili ed intangibili delle due comunità e dei rispettivi sistemi paese. Speriamo che Babbo Natale e la Befana ci portino una Fase 2 e 3 – piena di equità, di sviluppo e di discontinuità…

  6. FG

    Un quadro completo delle aspettative del mercato sul rischio di credito degli Stati si ha solo se si guarda l’andamento dello spread non solo della Spagna e dell’Italia, ma anche degli altri paesi europei. Solo così si può cogliere la maggiore o minore rischiosità di un Paese sulla base di un ampio confronto tra i diversi spread. Sul seguente blog: http://rischiometro.blogspot.com/ vengono riportati settimanalmente gli spread tra diversi titoli di Stato europei e non con il Bund e T-Note USA. Importante rilevare l’andamento anche degli spread a 2 anni, in quanto misura meglio il rischio del Paese. Può quindi essere un sito per un utile confronto.

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