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RENDIMENTI A CONFRONTO

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Il grafico evidenzia il costo sempre maggiore imposto dalla crisi finanziaria sul servizio del debito per l’Italia. Rappresenta il costo dei Btp a due e a dieci anni nell’ultimo mese. Nello stesso periodo, sono aumentati i tassi anche su altri emitttenti sovrani quali Spagna e Francia e, da ultimo, anche la Germania: si tratta quindi di una crisi che investe tutta l’area euro, non solo l’Italia. Il recupero del tasso a due anni rispetto al decennale testimonia come le preccupazioni degli investiori siano maggiormente rivolte al breve termine, tanto che la curva dei tassi presenta ormai una inclinazione negativa.   

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L’ORRIBILE SCENARIO DEL DEFAULT

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MOLTO RIGORE, POCA EQUITÀ E POCHISSIMA CRESCITA

  1. Roberto A

    Ve ne siete accorti che la crisi coinvolge tutta l’area euro? E che forse, non esisteva la papi’s-tax come invece dice il Prof. Boeri, visto che dopo l’arrivo di Monti, per ora, non è cambiato proprio nulla. Oggi lo spread con la Spagna è a 60 punti, stesso spread che con Berlusconi finchè ha avuto la maggioranza e non si è aperta l’instabilità politica.

  2. Giorgio Massarani

    Ho avuto esperienza dell’inversione dei tassi con una obbligazione strutturata la cui cedola era calcolata in base al differenziale tra l’EURIRS a 10 anni e 2 anni, l’inversione si verificò nella seconda metà del 2008 dal mese di maggio al mese di novembre, quando l’intervento delle banche centrali di tutto il mondo, dopo il cataclisma di Lehman Bro, rilassò il mercato interbancario e l’inversione rientrò. Il valore dell’obbligazione era scesa all’80% del nominale e mi dissero che non avrei visto alcuna cedola alla seguente scadenza annuale ma le cose si rimisero al bello: la cedola fu ottima nell’inverno seguente e l’anno dopo l’obbligazione giunse a scadenza e fu rimborsata al 100%. Ora, in questo caso è ancora possibile il lieto fine sperimentato allora? Forse con lo stesso tipo di interventi di allora?

  3. GIACOMO PETTERLE

    La Grecia ha invertito la curva dei rendimenti governativa tra i titoli 2/10 anni a fine del 2010. Il Portogallo ha invertito la cura dei rendimenti governativa tra i titoli 2/10 anni a febbraio 2011. I due paesi nei mesi successivi hanno perso l’accesso ai mercati dei capitali (sostazialmente un default di fatto). Mi domando se oggi abbiamo ancora tempo da perdere sulle polemiche politiche, quelle stesse che hanno condotto il paese dentro al baratro finanziario. L’Italia potrebbe ritrovarsi tra qualche tempo col cappello in mano ad elemosinare soldi ai tedeschi, al fondo Monetario … e ancora oggi non capiamo che siamo a questo punto è grazie a chi a condotto il paese fino a qui rendendolo vulnerabile rispetto a una crisi che sicuramente ha anche una matrice estera. L’inversione di mentalità non è avvenuta, quella della curva sì. Se la prima non inverte non c’è futuro per il paese.

  4. Michele

    Dare la colpa al governo Berlusconi mi sembra superficiale poichè non tiene conto della debolezza dell’euro e soprattutto della crisi che sta attraversando l’Europa e gli Stati Uniti. Forse la manovra economica di Monti potrà attenuare la situazione ma dopo saremo come prima se non si trova una cura all’euro. Per favore evitati questi paragoni tra Monti e Berlusconi non sono scientifici sono solo ideologici, il PAESE non ha bisogno di questo.

  5. FG

    Se vi interessa l’andamento degli spread, segnalo questo sito, dove si riporta l’andamento degli spread dei btp e di altri titoli governativi alla chiusura di ogni settimana. Inoltre c’è anche il cosidetto time spread: la differenza di rendimento tra btp a 10 e 2 anni. Nelle ultime settimane si vede che è aumentato in misura più che proporzionale lo spread del btp a 2 anni, rispetto a quello a 10. Conseguentemente si è invertita la curva dei rendimenti.

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