logo


Rispondi a Ivo Annulla risposta

1500

  1. cosimo benini Rispondi

    A me pare che, pur con dati e grafici, l'articolo versi piuttosto sul generico. Innanzitutto va detto che la pressione fiscale in Italia è un dato teorico: l'evasione genera un'imposta occulta a carico del lavoro dipendente per il quale la pressione fiscale tende a coincidere con quella sostanziale. Vago è altresì il concetto di spesa improduttiva: in Italia esiste soprattutto spesa tossica, non sempre per corruzione, spesso per incuria e superficialità. Sono i meccanismi che presiedono all'esercizio ed al monitoraggio della spesa pubblica che vanno rivisti: ad esempio non è pensabile che ogni ASL abbia il suo ufficio gare ed il suo prezziario anche per costose apparecchiature. Occorre ricentralizzare una funzione di controllo preventivo e validazione delle spese nei settori che maggiormente impegnano il bilancio dello Stato e, soprattutto, occorre spogliarsi di rigidità ideologiche che limitano la razionalità delle scelte.

  2. Piero Rispondi

    A livello economico i mercati non guardano solo il debito pubblico, ma il debito totale detratto il risparmio totale, l'Italia sul punto è più virtuosa della Germania, quindi il problema della solvibilità non è nel livello del debito ma sulla modalità del debito, ossia il debito in euro per i paesi area euro è come se fosse in valuta estera, pertanto i mercati stanno speculando su tale aspetto, sanno che i singoli stati non possono stampare moneta, quindi attaccano in massa e lucrano grosse plusvalenze. Ma già tutti gli economisti, gli addetti alle istituzioni finanziarie dicono: intervento massiccio Bce, svalutazione del cambio per la competitivà dell'Europa con il resto del mondo, vincoli di pareggio dei bilanci nei paesi euro, politiche nazionali per l'arretramento dello stato dall'economia. Ricordiamoci che all'inizio dell'euro il cambio con il dollaro era 0,90 oggi 1,35, ciò perchè in questi 10 anni la Fed ha fatto una politica monetaria espansiva, mentre la Bce non ha fatto nulla, in presenza di un debito superiore all'America, le cause della crisi sono queste.

  3. Ivo Rispondi

    Finalmente una proposta che ha un senso politico ed economico riconoscibile. Come si può sperare anche solo di stabilizzare il debito se si comprime la crescita eil potere d'acquisto degli italiani con nuove tasse? Sono un piccolo commerciante e credo di poter capire bene le difficoltà di chi vede diminuire la propria capacita di spesa (se non intaccando i risparmi), ma aumentare le spese. Sono un sostenito convinto del welfare state e di uno Stato capace di indirizzare investimenti in scuola e formazione, ma credo anche che in Italia esistano ampi margini per ridurre la spesa pubblica improduttiva (due esempi: stop ai trasferimenti a fondo perduto al meridione, ma credito d'imposta, standard riconosciuti nel rapporto tra servizi e personale, costi standard nelle prestazioni) senza toccare le tasse già molto elevate.

  4. umberto Rispondi

    L'articolo focalizza molto bene gli effetti perversi della sconsiderata crescita di un debito già elevato in partenza (2008 inizio del governo Berlusconi). Inoltre pone il dito sulla piaga: la spesa eccessiva ed in parte improduttiva. A quest'ultimo proposito vorrei ricordare che una recente analisi economica stima in 500 milardi l'anno il costo della corruzione, dell'illegalità e dell'evasione fiscale in Italia. Una vera miniera d'oro cui attingere per abbattere il debito, liberando il Paese dall'esosa tassa che esso paga alla corruzione politica e non ed all'illegalità.

  5. Pirro Rispondi

    Queste sono misure per il futuro per competere in un mondo globalizzato, che dopo l'apertura alla Cina è diventato più competitivo. Per il passato queste misure sono inefficaci, i debiti dell'area euro pari al 90% circa del PIL europeo, sono visti dai mercati finanziari debiti a rischio non rimborsabili. Prima o poi ci sarà la ristrutturazione, il mercato valuta questo debito più rischioso del debito inglese o giapponese o americano a prescindere dal rating dato dalle agenzie. Il motivo è a tutti noto: in Europa non vi è una banca centrale che svolga la funzione di prestatore di ultima istanza agli stati.

  6. Andrea B Rispondi

    Complimenti, questo è il genere di articoli per cui ho finanziato (anche se solo con 50 euro dato che sono uno studente) in parte questo sito.