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MEDIASET E LO SPREAD

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In questi giorni molti osservatori hanno notato che, prima dell’incarico a Monti, oltre all’impennata dello spread, si assisteva in borsa al crollo dei titoli Mediaset, azienda di famiglia del Premier Silvio Berlusconi.
Comparando i tassi di variazione giornaliera dello spread BTp-Bund e quelli dello ‘spread’ Mediaset-FTSE del settore di riferimento (Ftse Telecomunicazioni) si ottengono dei risultati sorprendenti. Il grafico mostra che quando lo spread aumenta, anche la borsa, ovviamente, va male, ma i titoli Mediaset vanno peggio, sistematicamente, della media dell’indicatore di borsa relativo ai titoli delle imprese di comunicazione. Il periodo considerato, nel grafico, parte dagli inizi di settembre 2011, quando lo spread sui titoli decennali aveva già superato i 350 punti base e arriva all’8 novembre.
Il grafico è suggestivo e mostra una chiara correlazione. Una possibile spiegazione è che gli investitori potrebbero aver anticipato, con le proprie scelte, la circostanza che il Governo Berlusconi non avrebbe potuto resistere a lungo con tali livelli di spread e ne hanno tratto anche le conseguenze economiche su Mediaset. Altre interpretazioni sono comunque possibili.

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12 commenti

  1. claudio

    Impressionante. Complimenti, siete riusciti a dimostrare con i numeri il conflitto d’interesse!

  2. antonio

    Sarebbe interessante avere anche un’analisi numerica della cosa (i.e. correlazione).

  3. matteo

    Mi domando se Berlusconi si sia accorto di questo e se le sue dimissioni non fossero una mossa per mettere al riparo le sue aziende piuttosto che l’economia italiana…

  4. giobatta

    E’ tutta colpa delle democrazie plutocratiche dell’occidente.

  5. Francesco Millo

    Probabilmente l’analisi è sostanzialmente corretta, ma se non si depura l’analisi dall’effetto del beta del titolo mediaset rispetto all’indice di riferimento, il risultato incorpora sicuramente una distorsione.

  6. Bruno Stucchi

    Per dimostrare l’ipotesi (?) basterebbe prolungare il grafico di qualche mese, dopo l’Avvento Salvifico del governo Goldman-Sachs.

  7. giancarlo c

    Chissà. Sta di fatto che alla vigilia del voto sul rendiconto Berlusconi è volato a Milano per una riunione con Confalonieri e con i suoi due figli maggiori, mentre Doris (Mediolanum) benediceva pubblicamente un eventuale governo tecnico. Qualche ora prima delle dimissioni, poi, Confalonieri era a Palazzo Grazioli.

  8. Paolo T.

    Può anche esserci un fondo di verità, però, come già detto da altri, serve un po’ di algebra per dargli sostanza… Peraltro (credo) l’indice con cui comparate il titolo mediaset si compone di titoli italiani e soprattutto extra-italiani. Ecco allora che una motivazione più semplice e meno complottista da “architetti del diavolo” è che quando lo spread sale i titoli italiani soffrono di più dei pari-settore esteri. Credo si potrebbe replicare l’analisi sostituendo alla serie Mediaset-FTSE Telecom, la serie Fiat-FTSE automotive, la serie INTESA SP-FTSE FServices oppure la serie FTSE MIB-EUROSTOXX. Saluti, Paolo

  9. Giorgio Massarani

    Faccio un’ipotesi: che l’andamento del titolo Mediaset abbia risentito negli ultimi sei mesi della progressiva perdita di potere personale e dell’avvicinamento della fine di Berlusconi. Questo si può verificare dalla differenza tra la perdita dell’indice FTSE Mib e la perdita del titolo Mediaset, ben maggiore e crescente. Si tratterebbe allora della parte calante di una curva che ha avuto in passato una parte crescente pompata dalla situazione opposta: l’ascesa del potere personale ed il consolidamento del potere politico. L’intera parabola è basata sulla leva del conflitto di interesi. Solo un’ipotesi!

    • La redazione

      Grazie per i commenti. Ovviamente l’indice FTSE tlc si riferisce a Piazza Affari e riguarda titoli media e tlc quotati su Borsa Italiana individuati adottando la classificazione internazionale ICB. Abbiamo usato il FTSE settoriale telco e abbiamo anche controllato preventivamente per quello media. Su quello media, la correlazione era ancora più forte e significativa all’1. Abbiamo allora preferito usare quello di un settore più prossimo ma con minore correlazione (dunque le osservazioni di Paolo T. sono ultronee e infondate). Rispondendo a F. Millo, precisiamo che il test di significatività statistica della correlazione in figura ci conferma una significatività al 5%. Sarà interessante studiare la serie (con strumenti statistici più che algebrici (?!)) su un orizzonte più lungo, come suggerito da alcuni commentatori, con l’inserimento di alcune covariate rilevanti, anche se il rischio di una correlazione spuria pare non esserci.”

  10. Giuseppe Fumagalli

    Il grafico è chiaro, e io ne darei una interpretazione che ipotizza una tendenza: l’aumento dello spread avvicinava il passo indietro di Berlusconi, che a sua volta farebbe presumere una non più “benevola” e poco corretta attenzione del Governo a Mediaset per il futuro. Questo, a mio avviso, slegherà da qui in avanti l’andamento dello spread da quello del titolo Mediaset.

  11. michele

    Mi sembra un ragionanamento troppo elementare, e sopratttutto a mio avviso non dice nulla. Come avete scritto, altre interpretazioni sono comunque possibili. Quindi per nulla scientifico.

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