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UN’OPERAZIONE DI SINERGIA

Operazione di sinergia: così è stata battezzato un progetto che ha messo insieme la finanza di un gruppo aziendale con il know-how di un altro, entrambi in amministrazione giudiziaria. L’operazione smentisce quanti diffondono il falso messaggio secondo cui le imprese in amministrazione giudiziaria sono destinate al fallimento. Ma se il salvataggio deve costituire il principio fondante della loro gestione, ciò può avvenire solo a condizione che siano amministrate con oculatezza e capacità, in completa autonomia e discontinuità con le pregresse gestioni illecite.

Operazione di sinergia: così è stata battezzata un’iniziativa che ha messo insieme la finanza di un gruppo aziendale con il know-how di un altro.
Ma la singolarità dell’avvenimento non è certo questa, quanto la circostanza che l’operazione sia stata posta in essere fra due gruppi aziendali in amministrazione giudiziaria.

DUE GRUPPI IN AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA

Il Gruppo Di Vincenzo, che opera nel nisseno, è costituito da una molteplicità di società controllate o partecipate da una holding. Ed è stato sottoposto alla misura di prevenzione patrimoniale nel mese di luglio 2009.
Fin dal primo momento in cui mi è stato conferito l’incarico di amministratore giudiziario, la gestione dell’intero gruppo si presentò di non facile approccio; vuoi per la forte connotazione padronale della governance esercitata dal proposto alla misura, vuoi per l’eccezionale ascendente di cui lo stesso proposto godeva sul territorio e vuoi ancora per l’inenarrabile stato di sudditanza al quale aveva indotto il personale dipendente, l’applicazione di una discontinuità di gestione all’insegna della legalità non si presentò facile.
Fra le tante operazioni poste in essere, strettamente correlate al core business aziendale, “l’operazione sinergia”, si distingue per la sua notevole singolarità.
La holding Cos.E.I. srl – che costituisce la vera cassaforte in quanto proprietaria della maggior parte del complessivo patrimonio immobiliare – controlla, fra l’altro, la Di Vincenzo spa, società dotata di mezzi e competenze per la realizzazione di opere di ogni genere, e la Palmintelli srl, società proprietaria di un fondo a destinazione edilizia. Nel corso dell’amministrazione giudiziaria, il comune di Caltanissetta ha rilasciato alla società la concessione per l’edificazione di un complesso immobiliare molto articolato da realizzare nel centro più ambito della città.
L’impegno finanziario si presentava di ben consistenti dimensioni. In termini di costi di costruzione l’operazione si attestava intorno ai 16 milioni di euro, mentre la proiezione alla vendita si attestava intorno a 26 milioni di euro.
La società non godeva di capacità finanziaria sufficiente per fare fronte all’operazione; le banche non erano disponibili a concedere nuove linee di credito per la realizzazione del progetto. Ma, al contempo, non era concepibile fare scadere i termini per l’apertura del cantiere senza procurare seri danni alla società titolare della concessione edilizia.
Sarebbe stato opportuno rivolgersi a un partner che avesse non solo finanze disponibili, ma anche credibilità bancaria e che, per questo, fosse dotato di un patrimonio immobiliare utile a fornire adeguate garanzie. È ovvio che tale partner non poteva essere ricercato sul mercato comune al fine di non mettere a rischio l’amministrazione giudiziaria da eventuali infiltrazioni di poco raccomandabili terzi soggetti.
Il Gruppo Zummo di Palermo, che è costituito da alcune società che operano nel campo della gestione immobiliare, è stato posto in sequestro nell’anno 2002.
Fin dall’inizio dell’amministrazione giudiziaria mi sono adoperato per mettere a reddito ogni singola unità immobiliare allo scopo di consentire alle società il massimo della redditività e la conservazione, se non l’incremento, del proprio patrimonio.
Tale tipo di gestione ha consentito la formazione di flussi finanziari non indifferenti che, per ovvi motivi, sono stati investiti in fondi o titoli a basso rischio e, quindi, a basso rendimento.
Confortato dai preventivi pareri favorevoli dei tribunali, competenti per i dovuti provvedimenti autorizzativi, di Palermo e di Caltanissetta, ho costituito una new.co, denominata A.G. Sinergie srl al cui capitale sociale, nella misura di 6,4 milioni di euro, ho fatto partecipare quattro delle società del Gruppo Zummo, più dotate finanziariamente.
Il capitale della nuova società è stato utilizzato per l’acquisto del fondo a destinazione edilizia di proprietà della Palmintelli srl (Gruppo Di Vincenzo) unitamente alla concessione edilizia, previa apposita stima rilasciata da tecnici di fiducia.
Ciò ha consentito alla A.G. Sinergie srl di rivolgersi agli istituti di credito per la concessione del mutuo edilizio necessario alla realizzazione del progetto. Ovviamente, la richiesta di mutuo si presentava ben supportata, sotto il profilo delle garanzie immobiliari e della capacità di rimborso del piano di ammortamento.
Ottenuto il mutuo di 9 milioni di euro da parte di Banca Nuova, la A.G. Sinergie srl ha conferito in appalto la realizzazione dell’opera alla Di Vincenzo spa, che è società fornita del necessario know-how.

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I VANTAGGI DELLA LEGALITÀ

L’operazione ha procurato notevoli vantaggi al Gruppo Zummo che ha potuto trasformare le proprie risorse finanziarie liquide, investite a bassi rendimenti, in patrimonio immobiliare.
Tuttavia, poiché l’amministrazione giudiziaria, pur facendo impresa, rimane scevra dalle logiche tipiche dell’imprenditore, non avendo, come fine assoluto, il conseguimento dell’utile quanto piuttosto l’incremento del patrimonio, in corso d’opera si terrà sotto controllo il break even point fra costi di costruzione e ricavi, raggiunto il quale la società committente dell’opera non avrà più interesse alla vendita di altre unità immobiliari delle quali preferirà rimanere proprietaria.
Il Gruppo Di Vincenzo, di converso, si avvantaggerà di una commessa di notevoli dimensioni che contribuirà a rendere più corposo il proprio conto economico che, inevitabilmente, almeno per quanto riguarda la gestione del comparto edilizio, registrerà risultati altamente positivi.
L’operazione sinergia è la prima realizzata in Italia.
Il cantiere è stato già aperto e l’operazione di realizzazione è stata denominata “Piazza città libera”, nome che prenderà il piazzale antistante il complesso immobiliare. (1)
In particolare, l’operazione smentisce quanti si sono prodigati in più occasioni a diffondere il falso messaggio secondo cui le imprese in amministrazione giudiziaria sono destinate al fallimento. Invero detto destino è riservato a quelle imprese che comunque presentano stati di grave decozione o che, oltre ad avere origine illecita, sono state al tempo stesso strumento dell’illecito, al punto da non potersi inserire in alcun modo nel mercato della legalità.
Ovviamente, il salvataggio delle imprese in amministrazione giudiziaria deve costituire il principio fondante della loro gestione, ma è altrettanto ovvio che ciò può avvenire a condizione che esse vengano gestite con oculatezza e capacità, in completa autonomia e discontinuità con le pregresse gestioni illecite.

(1) Vedi sito: www.piazzacittalibera.it

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THOMAS TASSANI RISPONDE A MILENA GABANELLI E AI COMMENTI DEI LETTORI

  1. Cuccovillo Daniele

    È proprio bello leggere storie come questa, serie ma liete, testimonianze ed esempi di ciò che funziona: mi piacerebbe un sacco trovarle anche nei telegiornali, nel mio piccolo l’ho già diffusa via FacciaLibro 🙂 Saluti

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