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  1. Davide Muratori Rispondi

    Il debito pubblico per l'Italia è una droga:più se ne ha più se ne vorrebbe. Si rende indispensabile rompere questo circolo vizioso creatosi fra la necessità di finanziamento che lo stato ha e l'indebitamento conseguente. Solo indirizzando il risparmio degli Italiani verso forme d'investimento produttivo, che generino profitto, dato dalle attività industriali controllate dallo stato, anche in regime di monopolio, questo risparmio può essere fonte di risorse sane. Credo diversamente da altri che lo stato debba essere imprenditore, e che debba esserlo in quei settori strategici di grande rilevanza, capaci di generare utili certi, rendite da utilizzare in sostituzione degli introiti fiscali, così da ridurre la pressione fiscale, ad iniziare dalle famiglie e dai lavoratori perecari dandogli modo di essere più attivi sul mercato in qualità di acquirenti,favorendo così anche le imprese avendo esse clienti con più possibilità di acquistare beni. Acquistare titoli del propio paese è segno di fiducia, corrotti e corruttori tradiscono questa fiducia, dobbiamo liberarcene.

  2. Domenico Di Bisceglie Rispondi

    Riposto qui un modesto suggerimento: e se modulassimo la temutissima tassa patrimoniale in modo tale da imporre a coloro che sarebbero soggetti passivi della stessa un acquisto, per un valore pari alla tassa da pagare, di titoli del debito pubblico italiano, con interesse di mercato e obbligo di mantenerli fino a scadenza o comunque per un certo periodo di tempo? Questo avrebbe molteplici vantagggi: non sarebbe una norma a effetto "espropriante" ma sinallagmatico, ridurrebbe la necessità per l'Italia di ricorrere al mercato in situazioni sfavorevoli, e al tempo stesso non ci metterebbe sotto il giogo di FMI e consimilari, potrebbe essere reiterata (chiaramente cum grano salis) a seconda dei bisogni contingenti del Tesoro, coinvolgerebbe maggiormente i detentori di grandi patrimoni e liquidita' nella sorveglianza della gestione della cosa pubblica, ed infine... Coi tempi che corrono, un investimento "sicuro" al 5/7% annuo (con tassazione bassissima oltretutto) non pare proprio una cosa da buttar via. In definitiva si avrebbero risultati migliori rispetto all'acquisto volontario o all'introduzione di nuove tasse,con un impatto negativo sull'opinione pubblica nettamente inferiore.

  3. Rossano Zanin Rispondi

    Suggerirei di far riemergere capitali nascosti al fisco sia in Italia sia all'estero obbligando ad investire su titoli di stato quinquennali almeno l’ 80% delle somme ad un tasso predefinito del 2%. L'obbligo potrebbe essere imposto anche ai beneficiari del recente scandaloso scudo fiscale che al prezzo di un misero 5% hanno ripulito fior di miliardi di euro di evasione fiscale. Rientrerebbero nella legalità somme infruttifere posteggiate da qualche parte che sarebbero investite in debito pubblico ad un tasso decente sia per lo Stato sia per gli aderenti allo scudo; questi ultimi avrebbero l'obbligo di mantenere i titoli almeno fino a scadenza, in caso di vendita anticipata le somme verranno tassate con un'aliquota del 20%, come fosse tutto Capital Gain. Il risultato è accettabile sia per lo Stato sia per i soggetti scudati che pagherebbero l'imposta solo se disinvestono prima.

  4. GIUSEPPE MARIO MINNELLA Rispondi

    Partendo dal principio che noi viviamo in un Paese ricco con uno Stato povero (parole non mie), c'è poco da dire, questa è una storia che è molto meglio risolvere in famiglia quindi, invece di vendere il nostro debito all'estero invogliando con tassi sempre in aumento gli speculatori, il debito visto che lo abbiamo prodotto, ce lo paghiamo. Sfruttando l'attaccamento degli Italiani al proprio "campanile", secondo me il debito dovrebbe essere posto in capo alle Regioni le quali, dovrebbero offrire una proposta di investimento ad un rendimento decisamente minore (+0,5 rispetto al tasso di sconto BCE del momento) ai propri cittadini residenti ma se si vuole anche aperto ai flussi esterni. Una parte dei risparmi andrebbe a copertura del debito Pubblico, il resto si potrebbe destinare anche ad interventi sul territorio, alle infrastrutture alla ricerca etc. etc che modernizzerebbero e rimetterebbero in sicurezza la nostra Nazione oltre a dare risposta immediata al problema dell'occupazione, si porranno le basi per sviluppi futuri del proprio territorio anche con soluzioni consorziate tra Regioni vicine evitando ai nostri figli di cercare altrove fortuna e lavoro.

  5. beppe caravita Rispondi

    Effetto politico dal basso e soglie quantitative. Spacciare per giudizio su una possibile iniziativa una pur corretta ma sola analisi parziale sui vasi comunicanti (banche-cittadini, cittadini-estero) è gravemente insufficiente, anzi fuorviante. Il mio punto di vista per esteso su questa nota è qui. Vi invito ad allargare il tiro.

  6. Alessandro Pagliara Rispondi

    Tutti gli analisti sono concordi con il dire che i fondamentali del Paese Italia sono migliori di molti altri paesi (Spagna, Inghilterra, Irlanda, Portogallo, e forse perfino la Francia). Tranne che per il problema della bassa crescita, problema che non è però un'assoluta novità, anzi. Mi domando come si possa fermare la speculazione di banche che posseggono 300-400 miliardi di debito con una BCE che al massimo gioca su 80-100 miliardi. In questo caso guardiamo al problema non alla sua causa, ma se continuiamo ad assicurare titoli, obbligazioni e fondi in generale... Il prezzo più che dal titolo, obbligazione o fondo è dettato dal contratto assicurativo. Quindi deleghiamo ad un'assicurazione (swap) il prezzo che non si forma più sul mercato. In questi casi o deleghiamo la BCE ad emettere swap senza agire sul debito ma su una sua minuscola parte e pilotando i giochi, oppure vietiamo gli swap. Un'altra soluzione è quella di agire massicciamente sul debito, ma si sa, i tedeschi sono restii a farlo. Un ultimo commento: la Germania con la sua rigidità di pensiero ha già perso 2 guerre. Siamo proprio sicuri che siano i migliori strateghi ai quali affidarsi?

  7. silvano Rispondi

    Aumentiamo l'export, aumenta l'inflazione (adottiamo delle misure perchè l'aumento sia inferiore ai benefici ottenuti sul PIL con l'aumento dell'export), il debito europeo perde valore. E aumentiamo i salari in misura proporzionale con l'inflazione, così anche le famiglie potranno sostenere meglio le rate dei loto prestiti. Che ne pensate? Anche perchè non si vede il motivo per cui un'economia non molto forte nell'area euro debba avere una moneta (sua espressione) così "forte".

  8. maurizio mauri Rispondi

    Se fossi il ministro del tesoro farei anche così: costruirei dei pacchetti di beni immobili di proprietà pubblica da vendere ma con pagamento in pacchetti di titoli pubblici da conferire a un fondo ammortamento debito pubblico. Nazionalizzerei immobili industriali e aziende agricole improduttive inoperosi/sfitti da più di 5 anni e predisporrei un bando internazionale per imprenditori sotto i 40 anni che vogliono mettere a frutto i loro capitali e le proprie competenze per proporre produzioni in settori già maturi con nuove tecnologie, dopo X anni di attività che hanno prodotto effettivi ricavi l'immobile diviene di proprietà dell'imprenditore. Ci sono dei corsi di laurea che producono laureati fasulli e senza sbocco professionale concreto? Chiudiamo e diamo i locali a università straniere di provata efficenza per fare corsi di laurea di livello internazionale nei settori dove abbiamo più lacune, con corsi tenuti in lingua inglese.

  9. giuseppe Rispondi

    Riferendomi ai commenti qui su riportati, è palese che di soluzioni intelligenti alla crisi del debito ce ne sono: quella del ITA-euro mi sembra la più ragionevole. Mi chiedo però se siano altrettanto accettabili da parte della misteriosa Eurozona, che a parer mio sembra voler trovare tutte le soluzioni pur di non adottare quella veramente risolutiva... Anzi, pare che dall'ultimo G20 sia stato reintrodotto il rischio di cambio nei paesi dell'Area Euro, già eliminato prima della nascita dell'euro: che non sia questa la soluzione risolutiva?

  10. Piero Rispondi

    La soluzione che il debito pubblico fosse tutto nelle tasche degli italiani, sicuramente avrebbe bloccato l'attacco verso i nostri titoli. Dobbiamo chiederci perchè non vi sia stata una campagna in tale senso. Abbiamo assistito ad una campagna tendente alla caduta del governo, che alla fine ha avuto successo? Gli italiani si devono chiedersi se Monti abbia davvero la bacchetta magica, se aggiungerà al nostro panorama tributario una imposta in più chiamata patrimoniale per sostenere la finanza e deprimere ancora di più i redditi e quindi i consumi; tutto il contrario di ciò di cui ha bisogno l'Italia, ma forse non la Germania che non si può permettere lo sfascio dell'euro.

  11. Davide Bolcioni Rispondi

    Sulla falsariga di questa e di altre proposte, lo Stato potrebbe pagare, per alcune voci di uscita, riaprendo emissioni precedenti di BTPi, i BTP indicizzati all'inflazione europea. Riaprendo emissioni precedenti si avrebbero tassi noti a priori e indipendenti dalle ansie dei mercati, mentre l'aggancio all'inflazione salvaguarderebbe il potere d'acquisto. Per gli stipendi dei dipendenti pubblici e affini si potrebbe pensare a una franchigia pari a tre-quattro volte la pensione minima, fatta salva la quale il 20% dell'importo sarebbe corrisposto in BTPi. Inoltre tutto l'importo superiore a, diciamo, dieci volte la pensione minima sarebbe corrisposto in BTPi. Un 20% sembra adeguato per i fornitori. Gli emolumenti per le cariche elettive potrebbero avere una proporzione di BTPi superiore, sperando che ciò leghi l'interesse degli eletti alle sorti dello Stato in modo tangibile e diretto. Per le pensioni, d'altro canto, si dovrebbe introdurre, per evidenti motivi anagrafici, una proporzione inferiore, magari legata all'età. Occorrerebbe contestualmente eliminare il superbollo sul deposito titoli o almeno escluderne i BTPi

  12. fulvio gnesda Rispondi

    Perchè non dare la possibilità di investire ciò che oggi viene accantonato nei fondi pensione in BTP ad un tasso fisso, una specie di fondo garantito? L'esperienza dimostra, con buona pace dei gestori, che il risultato sarebbe molto migliore. Il fondo aziendale a cui aderisco da quasi 25 anni è a testimoniare che se tutti avessero avuto la possibilità di farlo ci avrebbe guadagnato non solo lo Stato ma anche il lavoratore. Persino il fondo a comparto garantito non ha garantito un bel nulla.

  13. IlDuca Rispondi

    Come vedete l'idea di riprendere un po' il modello francese, dove i lavoratori dipendenti dedicano un giorno (mensile credo) del proprio salario allo stato, non percependo stipendio, facendo si che invece , in Italia quel giorno (o quei giorni ipotizzando una soluzione bimensile) il salario sia erogato in Tds (magari a zero commissioni). Magari con qualche limite, ovvero il non rivenderli sul mercato entro un tot di tempo? saluti

  14. Giorgio Di Maio Rispondi

    L'invito del signor Melani a dare mandato alla propria banca di acquistare i titoli di Stato sul mercato primario e nel quadro di una strategia di lungo periodo come è evidente è mirato a salvare lo Stato, cioè la nostra società, da una cura alla greca che solo nelle intenzioni di chi la propone appare risolutiva. L'effetto sulle banche italiane francamente mi pare di secondario interesse, visto anche il loro comportamento che meriterebbe un discorso a parte. Tuttavia vi scrivo perché secondo me sarebbe utile sviluppare l'idea del signor Melani che in pratica ripropone soluzioni da tempo di guerra, ed è in una condizione simile che ci troviamo. Ad esempio lo Stato potrebbe emettere titoli di lunga durata con un rendimento reale predefinito ovvero agganciati all'inflazione italiana e riservati ai cittadini italiani. In mancanza di liquidità, lo Stato potrebbe anche emettere "nuova moneta", ad esempio ITA-euro (dalle AM-Lire), che potrebbe immettere nel mercato attraverso i suoi pagamenti e recuperare attraverso le imposte. Tutto ciò in attesa di una stabilizzazione a livelli accettabili del mercato del debito o del recupero della sovranità monetaria. Cordiali saluti.