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  1. Roberto Antolini Rispondi

    Concordo che lo stato potrebbe spremere più risorse dall'Autobrennero, ma non sull'ipotesi di minori tariffe. Certo, economicamente ci starebbero, però c'è il problema dell'inquinamento che il traffico su gomma si lascia dietro in una valle alpina, con effetto-serra. Credo sia necessario non abbassare troppo le tariffe, e favorire invece l'attraversamento delle Alpi in treno, come fa la Svizzera. Quindi investire sul passaggio gomma-rotaia, anche con tariffe autostradali alte.

  2. Alessandro Biagiotti Ferruzzi Rispondi

    Un altro mistero è quello della neve; come mai quando nevica sulla A22 gli addetti spargisale e spazzaneve se ne accorgono sempre in ritardo, arrivati al confine con l'Austria non vi è traccia di ghiaccio o di neve in questa autostrada austriaca, ma prima di raggiungerla si tribola dalla parte italiana. Non stiamo tanto a cercare perchè e percome, tutto a livello pubblico in Italia è una pagliacciata, finchè ci saranno persone incapaci a gestire le "cose nostre", noi avremo (noi cittadini) solo disservizi, anzi che disservizi... Magari! Avremo gente che ci crea dei veri e propri problemi, alla faccia di uno Stato che rispetti il proprio popolo, che sinceramente in Italia non ha mai contato molto.

  3. daniel1971 Rispondi

    L'autobrennero Spa è una società in house quasi totalmente pubblica, gestita da enti locali della regione Veneto, Trentino ed Alto-Adige. (vedi qui) L'attenzione degli amministratori politici è massima per trattenere la concessione in "casa". Questo soprattutto perchè un nuovo concessionario non darà le "garanzie" di quello attuale. E si tratta del fondo ferrovia che verrà utilizzato per finanziare i tunnel del Brennero (55km di gallerie), vedi qui. L'Autobrennero dovrebbe finanziare il 10% del progetto. Progetto che costerà ca. 8-9 miliardi ad oggi...

  4. Tarcisio Bonotto Rispondi

    Nei paesi latini si paga l'autostrada, nei paesi scandinavi e anglosassoni non si paga, salvo pochissime eccezioni. Non solo qui in Italia la privatizzazione ha portato ad aumenti tariffari, anche se le autostrade sono già state ripagate da un pezzo e vi sia solo la manutenzione e modifiche strutturali. Le autostrade sono un bene comune e fanno parte in una società avanzata alle cosiddette MINIME NECESSITA', dovrebbero essere gestite dalle AMMINISTRAZIONI LOCALI, con il criterio di "NE' PERDITA NE' PROFITTO2 per mantenere bassi i costi. Oggi molti concessionari spartiscono gli utili vengono "partiti". E paghiamo sempre noi. Dovremmo sviluppare una nuova politica dei beni di primaria necessità come i trasporti, e compresi anche l'abitazione, alimenti e vestiario. Non si può speculare su questi fattori. Ma al Governo sembra non gliene fregahi proprio nulla. C'è un detto: "I politici in 6000 anni di storia non hanno mai fatto nulla di buono per l'umanità"... Speriamo che cambi il vento.

  5. lollo1971 Rispondi

    Vista da Trento. Societa Autobrennero gestita politicamente, con stipendi sopra la media, produttività pari ad un ente pubblico, assunzioni degli amici o amici degli amici. D'altra parte, vedendola da un punto di vista egoistico, fornisce alla nostra auotonomia notevoli risorse economiche.

  6. ivan beltramba Rispondi

    L'Autobrennero ha come azionisti di mangioranza gli Enti Locali principali che incontra lungo il percorso (in prevalenza le Province), con nucleo di controllo saldamente in mano a PAT e PAB (TN e BZ). Mi sembra piuttosto una gara fatta apposta per imboccare la lunga e lenta strada della Giustizia Amministrativa, tanto per ritardare il procedimento. Sulla terza corsia Modena-Verona osservo un fatto preoccupantissimo: a poche decine di metri (fino a 5 km al massimo) di distanza c'è la linea ferroviaria MO-MN-VR: 98km, 90 a binario unico, trazione elettrica, Vmax 140, telecomando da Verona. Orbene gli attuali tempi di percorrenza dei treni Regionali con (quasi) tutte le fermate superano le due ore. 10-15 anni fa in Diesel, con segnali ad ala e scambi a mano si impiegava 1h 50'. Nel 1955 con circa le stesse fermate i treni Diesel impiegavano poco più di 2 ore, i treni a carbone con molte fermate in più e sosta di oltre 20' a Mantova per rifornimenti 3 ore. Pur attraversando territori densamente abitati, chi volete che usi il treno? I soliti disperati. E si fa largo in me il sospetto che la lentezza dei treni non sia accidentale e men che meno strutturale. Peccato solo per la nebbia.

  7. bob Rispondi

    La gestione di questa autostrada è qualcosa di scandaloso non solo nel rinnovo della concessione, Provate a fare una verifica delle gare d'appalto in genere e per gli asfalti. Non credo che in Italia ci sia sistema più corrotto e mafioso del sistema Trentino saluti-verona.

  8. Renzo Moser Rispondi

    L'analisi non mi sembra per nulla convincente. Ecco perché: 1. Non si capisce perché il fondo accantonato pro ferrovia dovrebbe copnsiderato di proprietà dello Stato. Si tratta di utili non distribuiti agli azionisti (in gran parte pubblici, trattandosi di enti locali), sulla base di quanto previsto da due leggi finanziarie che autorizzavano l'accantonamento in esenzione di imposta. La controparte, per i soci che rinunciavano a gran parte degli utili, era un rinnovo trentennale della concessione, che è rimasto un sogno. 2. Se il bando di gara è stato cucito su misura per la concessionaria uscente, perché quest'ultima ha reagito in maniera durissima, impugnando il bando stesso, e ottenendone, per ora, la sospensiva al Tar del Lazio? 3. Gli azionisti dell'Autobrennero non sono solo i menzionati "politici altoatesini": ci sono, tra gli altri, i trentini, che tutto fanno tranne che appoggiare questo governo (cosa che non fanno nemmeno i sudtirolesi, se è per questo...).

  9. mario Rispondi

    Nel condividere le argomentazioni di tipo politico gestionale, pongo in evidenza anche gli errori di tipo legale, ma soprattutto di natura sostanziale. In particolare, dovendosi affidare la concessione nel rispetto del Codice degli appalti pubblici (dlgs. 163/06), le richieste circa la capacità economico finanziaria sono in palese contrasto con l’art. 41 del Codice, posto che il volume d’affari deve essere riferito agli ultimi tre esercizi e non ai cinque previsti dal bando e, in ogni caso, deve essere rapportato al triennio nel suo insieme, senza alcuna possibilità di suddividerlo per anno pena la violazione del principio di libera partecipazione al mercato degli appalti (c.f.r. Deliberazione Autorità Vigilanza sui contratti pubblici 27 giugno 2007 n. 209). Parimenti illegittima è la prescrizione per l’accertamento della capacità tecnica, sia perché il periodo deve riferirsi, a mente dell’art. 42, al triennio antecedente la pubblicazione del bando, sia perché sproporzionata al valore dichiarato, come più volte sancito dalla giurisprudenza amministrativa (ex multis Cons. Stato, Sez. V, 2 febbraio 2010 n. 426).

  10. carmen Rispondi

    Ecco un classico esempio italico di come viene creato il debito pubblico: mancate entrate per garantire rendite di posizione e lucrosi guadagni a colossi privati. E gli italiani pagano. E smettiamola di dare la colpa del debito sempre ai soliti (incolpevoli) noti: pensionati e dipendenti pubblici.

  11. Sergio Monari Rispondi

    Possibile che questa notizia non interessi a nessun P.M.? All'Anas ci sono dei cialtroni o dei furbi? E poi stiamo a tagliare su scuole e ospedali perchè non si sono fondi! Povera Italia.