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  1. SAVINO Rispondi

    Chiediamoci, chi ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità? Risposta: i pensionati baby, i pensionati privilegiati, la casta e sue derivazioni, i falsi invalidi, i falsi poveri con la Ferrari in garage, chi ha intascato contributi pubblici a pioggia per fare impresa ed è scappato, tutti gli evasori fiscali a tutti i livelli, chi ha mangiato sugli appalti per le opere pubbliche, chi, come la Fiat, invece di investire sulla competitività ha elemosinato gli incentivi, i "capitani coraggiosi" che dovevano salvare Alitalia e hanno munto anche loro, le spudorate banche e i loro prodotti finanziari, i ciarlatani delle assicurazioni e delle libere professioni, chi, come Berlusconi, si è fatto confezionare ("oliando il sistema") da Craxi leggi ad personam (frequenze tv) - onde, poi, confezionarsele da solo -, i papaveri e i manager dello Stato e della P.A. entrati senza merito, i baroni delle Università e delle cliniche, chi specula persino sulla salute, sulla sicurezza, sull'ambiente, sulla cultura, sulla formazione e sul volontariato, ed, in generale, tutti coloro che scambiano lo Stato per un bancomat. Signori, la pacchia è finita. Si esce dal ristorante dopo aver pagato il conto.

  2. Paolo Sbattella Rispondi

    Nel corso degli anni e fino ad oggi si è assistito al varo di manovre che non sono state strutturali, non riuscendo ad invertire la tendenza al peggioramento dei conti pubblici. I dati ci sono sempre stati; è mancata la volontà politica, assumendone la responsabilità anche a fini elettorali, di fare ciò che serviva. E' inaccetabile che l'Italia abbia un debito pubblico che è superiore alla ricchezza che produce annualmente. Un' umile casalinga fa quadrare i conti della sua famiglia; non si capisce perchè una nazione che ha entrate consistenti, ministri, tecnici,strumenti di controllo, rapporti dettagliati e previsionali su entrate ed uscite e tanto altro ancora presenti ai suoi cittadini-contribuenti buchi o meglio voragini che sono difficili da comprendere. E allora, vogliamo mettere, dati i risultati dei precedenti, qualche casalinga a controllare la finanza pubblica? Costerebbero di meno e probabilmente avremmo risultati migliori.

  3. Piero Rispondi

    In base alla mia esperienza se l'ente pubblico ha meno fondi diventa piu' produttivo, è l'unico modo per evitare gli sprechi, in ogni caso il suo compito viene sempre fatto.

  4. Brubo Rispondi

    Articolo molto interessante per me che di professione faccio il medico geriatra. La grande epidemia montante della terza e quarta età con la relativa problematica della salute e i relativi costi ci deve interrogare. Esistono studi che hanno disaggregato la spesa sanitaria per i decili di età. Il dato sconvolgente è la spesa sanitaria dell'ultimo anno di vita degli individui. In molti casi il costo sanitario dell'ultimo anno è maggiore del costo del resto della vita.

  5. A. Rispondi

    Viene da chiedersi, allora, perchè nel tendenziale la spesa delle AA.LL. crescesse così tanto rispetto a quella delle Centrali. Se partiamo dal principio che le spese previste nel tendenziale sono tutte necessarie per poter far fronte alle esigenze del Paese, non conta poi molto il fatto che, post manovra, queste non diminuiscono. Contano, eccome, le percentuali di cui vengono tagliate. Come Lei stesso osserva, esistono invece spese quantomeno 'anomale', come quelle per la difesa. Ecco, iniziamo da lì. Non si può prescindere da un'analisi qualitativa della spesa per decidere dove tagliare. E poi perchè parlare solo di spesa corrente: e la dinamica dei prezzi? Una misura di blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici opera proprio in quest'ottica: la spesa per gli stipendi pubblici non diminuisce (perfetto, si direbbe leggendo il suo articolo)...e dovremmo essere contenti che le famiglie vedono ridursi il proprio potere d'acquisto reale?

  6. AG Rispondi

    Condivido tutto quanto detto nell'articolo e sarei felicissimo se il dibattito politico italiano fosse fatto di interventi di questo tipo che aiutano davvero a cercare vie concrete di uscita dai nostri problemi. Per altro conferma che la vera voce su cui agire è la spesa per pensioni ossia sull'età di pensionamento. In una mia lettera a La voce del 14.9.2011 ("Spunti per una contromanovra") mi sono permesso di avanzare una modesta proposta in merito, che tenga conto anche dell'esigenza di molte aziende di "ringiovanire" la forza lavoro.