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  1. silvano veronese Rispondi

    Condivido lo sforzo di Onida a sostegno di una riforma per il CNEL al fine di garantire all'Istituzione autorevolezza ed incisività. Non si tratta però di fare del Consiglio un Centro Studi pubblico o un secondo ISTAT che - tra l'altro - la politica dimostra di non volersene servire. Se il suo ruolo - come pensavano i costituenti - è quello di offrire alla poltica una sede dove le rappresentanze delle forze produttive e del lavoro contribuiscono alla legislazione - attraverso pareri e proposte - in materia economica e lavoristica - serve (come propone Onida) che questo contributo preventivo divenga per legge obbligatorio e che Governo (e Parlamento) politicamente vogliano tenerne conto, ma è altrettanto necessario che ne siano convinti gli attori interessati (cioè le forze sociali) rivendicandolo con forza. Se invece si accontentano delle inutili "sceneggiate" di confronto con il Governo presso la "Sala verde" di Palazzo Chigi.... contenti loro... ma il CNEL non avrà il ruolo che Onida giustamente auspica.

  2. AM Rispondi

    Non è escluso che produca qualche utilità, ma certamente non in misura tale da giustificarne i costi, soprattutto in un momento di tagli alla spesa pubblica. Chiudiamolo!

  3. bellavita Rispondi

    Il Cnel è stato inserito nella costituzione da chi riteneva che non tutto del corporativismo fosse da buttare. Invece era proprio da buttare. Se si dovesse finalmente cambiare l'altra anomalia italiana, di avere due camere con identici compiti, il che allunga di 3 volte i tempi di approvazione di una legge (una camera, l'altra emenda, la prima ratifica), i compiti del CNEL potrebbero rientrare tra quelli del Senato.

  4. renata negri Rispondi

    Ma sapete che il Presidente si prende come stipendio una cifra stronomica. Che ogni consigliere ha a disposizione un servizio apposito - persone adetti vari stanze riunioni ecc.) e che produce materiale quasi mai visibile per il mondo che lavora?

  5. Renato Rispondi

    Il CNEL non serve a nulla, è un cimitero degli elefanti dove si distribuiscono stipendi a sindacalisti e politicanti L'unica soluzione è chiuderlo.

  6. giorgio ponzetto Rispondi

    In un mondo ideale come quello delineato dai costituenti, in cui le istituzioni collaborano fra loro ed i partiti non sono così invasivi, il Cnel avrebbe potuto avere un ruolo importante .L’esperienza concreta è un’altra:è difficile trovare qualche provvedimento governativo o parlamentare di intervento riformatore in materia di economia e lavoro per cui sia stato significativo il ruolo del Cnel. I Ministri si avvalgono dei loro consulenti e i parlamentari seguono le indicazioni dei rispettivi partiti. Non è pensabile, purtroppo, che una riforma possa modificare questa situazione. Tanto vale abolirlo. Cosi almeno si risparmia e si supera anche l’altro aspetto che ha caratterizzato il Cnel: essere diventato il luogo dove sindacati e associazioni di categoria collocano i loro dirigenti da sostituire per il ricambio interno. Curioso e sintomatico dello scarso rispetto delle regole che caratterizza il nostro tempo è poi il fatto che mentre la Costituzione stabilisce che la composizione del Cnel sia fissata con legge, si pensi di ignorare questo vincolo, prevedendo che bastino Decreti Presidenziali su proposta del Governo, non è una differenza da poco e neppure una questione solo formale!

  7. Giovanni Rispondi

    Visto quello che hanno fatto o meglio, non hanno fatto fino ad oggi, non sarebbe meglio sopprimerlo? Tanti tentativi, andati puntualmente a vuoto, sono stati fatti in passato per sopprimere o anche ridimensionare questi enti che servono soltanto come poltronificio per ex sindacalisti. Sono sempre vivi e vegeti.

  8. Andrea Rispondi

    il Cnel non è mai servito a nulla. Serve solo a stipendiare politici, sindacalisti e amici vari dei politici.