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  1. Ezio Magi Rispondi

    La spesa sanitaria pro capite ed in rapporto al PIL sono correlate al reddito pro capite e al PIL, all'aumentare della ricchezza si tende a spendere una percentuale sempre più ampia di questa in sanità. I paesi con economie libere sono in genere più ricchi e quindi hanno una spesa sanitaria più elevata, questo non significa che la loro spesa sanitaria sia meno efficiente di quelli, come l' Italia, in cui esiste un servizio sanitario pubblico. Se infatti si valuta un' indicatore efficace come la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di vari tipi di tumore al primo posto troviamo gli Stati Uniti , mentre il Regno Unito è dietro a molti paesi europei. L'Italia sembrerebbe fare meglio del Regno Unito ma, purtroppo, il dato del nostro paese non è confrontabile perchè il registro tumori è presente solo in aree molto limitate e non rappresentative dell' andamento generale. Queste sono solo alcune brevi riflessioni critiche ma sulla tendenza al cattivo uso dei dati statistici allo scopo di giustificare una scelta politica se ne potrebbero fare molte altre.

  2. giorgio gurrieri Rispondi

    Il controllo della dinamica dei costi del SSN è un'ottima notizia, ma come ci si è arrivati? E' diminuito il numero di prestazioni erogate o è diminuito il costo unitario delle stesse? Nel primo caso alcuni utenti sono stati costretti all'esclusione dai servizi, nel secondo caso è doveroso verificare se la qualità dell'erogato è sufficiente a coprire il Rischio presente in ogni prestazione. Il controllo della spesa farmaceutica si è ottenuto immettendo in commercio farmaci della cui qualità ci si è preoccupati solo dopo che hanno dimostrato di non essere tutti di assoluta qualità; si potrebbe verificare lo stesso nella determinazione di procedure di diagnosi e cura.

  3. anna Rispondi

    Come sempre, di fronte ai numeri, nonostante l'articolo sia scritto da uno dei massimi esperti nel campo, è necessario porsi delle domande. Non è che per caso di fronte all'abbassamento della media procapite di spesa per servizi sanitari espressa in dollari e a parità di potere d'acquisto l'italiano abbia meno potere d'acquisto e quindi anche (se non soprattutto) per i servizi sanitari? Non è che forse di fronte a fatture da capogiro per cure specialistiche si arriva a chiedere lo sconto, nascondendo quindi fasce di spesa che sfuggono alle statistiche?

  4. lucio sepede Rispondi

    Il controllo degli sprechi richiede purtroppo interventi completamente diversi dai soli tagli, sostanzialmente lineari, effettuati finora sotto le direttive dei tavoli tecnici egemonizzati dal Mef. Per tagliare gli sprechi e migliorare la qualità delle prestazioni è necessario ridefinere i processi operativi delle prestazioni sanitarie, analogamente a quando si interviene nel core business delle aziende, anche quelle in stato di fallimento, per ristrutturarle e rimetterle sul mercato. Sarebbe necessario iniettare una diversa cultura, di tipo sanitario-organizzativa, a tutti i livelli, a partire dai tavoli tecnici del Mef e del Ministero della Salute. Bisognerebbe sviluppare la cultura e le competenze per ridisegnare le reti di assistenza sanitaria, trasformando e riqualificando le strutture territoriali e molte strutture ospedaliere che continuano a sopravvivere più per comodita di chi ci lavora (medici e infermieri) che per la qualità e la tempestività del servizio erogato al cittadino. Sarebbe necessario introdurre monitoraggi, il più possibile automatici, nei processi di erogazione delle prestazioni. Sarebbe infine opportuno incentivare l'assistenza sanitaria integrativa.

  5. Marco Spampinato Rispondi

    Da due recenti inchieste giornalistiche si apprende che investimenti realizzati in sanità pubblica in Calabria (Ospedale di Geraci, con tanto di pannelli solari; e un Ospedale in provincia di Cosenza) non sono mai stati aperti (Geraci) o verranno chiusi (prov. di Cosenza) per necessità di contenimento della spesa, dopo che è stato appena completato l'acquisto di costosi macchinari; tutto ciò mentre il vicino ospedale di Cosenza è stracarico, ciò che comporta forti disagi alla popolazione. La popolazione poi, immancabilmente, va a rivolgersi alle strutture private, convenzionate (ne sono state aperte nuove a Geraci). Capire "come" si taglia la spesa è quindi indispensabile per espirmere un giudizio, una valutazione, sul suo "contenimento". Anche pensando alla fatiscenza di molte strutture pubbliche mi sembra che la notizia sia buona solo in parte. Virtuoso è chi sa risparmiare mantenendo buoni standard, non chi risparmia a casaccio.