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  1. davide Rispondi

    d'accordissimo sullo spostare il tfr in busta paga. io ho 26 anni, ne ho gia` lavorati 5 (part time perche` dovevo studiare) e ho erroneamente destinato il mio tfr a fondi pensione..risultato? mi sono dimesso a ottobre e ora lavoro all'estero, e quei soldi accantonati chi lo sa se e quando li rivedro` mai piu`, percio` meglio riceverli sbito quei soldi, del doman non vi e` certezza. ah ovviamente sto facendo anche un fondo pensione individuale...ma penso che tra 3 anni lo elimino. e` tutto troppo incerto

  2. carlo cetteo cipriani Rispondi

    Bene le tante cicale dicono: dateci subito i soldi. Poi quando starnno per crepare chiederanno aiuto allo Stato, che se gli dicesse: te li sei già mangiati, sarebbe accusato d'insensibilità, tirchieria, di dare ai ricchi e far morire i poveri, ecc.... Allora ti faccio un gruzzoletto ed a fine lavoro lo prendi. Che se poi ti licenzi per andare a lavorare altrove già lo prendi, per gli anni che hai lavorato, e poi continui ad accumulare con un altro lavoro.

  3. annata77 Rispondi

    In realtà il Tfr in busta paga potrebbe essere concesso solo ad un fruitore maturo, consapevole che il ciclo di vita prevede un risparmio per far fronte alle future esigenze (vincolo della spesa intertemporale). D'altro canto anche nell'ipotesi in cui il soggetto sia estremamente maturo, questi nulla può di fronte all'asimmetria informativa cui un singolo soggetto è costretto. Così il Tfr non più soggetto a vincolo a intertemporale "guidato" (dalle istituzioni) rischia di cadere facile trappola degli speculatori, piu' di quanto non lo sia già oggi. Inoltre dare maggiore possibilità di spesa oggi impiegando il Tfr potrebbe solo posticipare il problema della spesa futura che non avrebbe alcun sostegno, senza considerare che di pari sempre al tempo attuale si sottraggono risorse che oggi vengono utilizzate per l'investimento e non per la spesa come invece accadrebbe. Forse i vari lavoratori "progettisti" e a "contratto a tempo determinato" sanno che avere il Tfr subito vuol dire sapere di non averlo in futuro...difficile in questa situazione globale pensare al risparmio, anche se si è soggetti maturi.

  4. Ugo Pellegri Rispondi

    Come tanti discorsi del mese di agosto l'idea di mettere il Tfr in busta paga è tramontata. Ma l'idea è, a mio parere valida, perché si tratta di un risparmio forzoso che non ha senso. Chi vuole e può risparmiare lo indipendentemente dalla coercizione, chi non può o non vuole non c'è ragione al mondo che lo possa costringere. A meno che si vogliano considerare i lavoratori dipendenti, a differenza di altre categorie, incapaci di autogestirsi. Nel ribadire la tipicità italiana dell'istituto, osservo che l'esempio della Germania sia completamente diverso dal Tfr italiano.

  5. Fulvio Rispondi

    Assolutamente sì!  (da tenere in conto però alcune cose, non ultimo che verrà tassato maggiormente, come faceva notare un'altro forumista). In merito al si/no sono propenso al sì perchè credo (credo !) di riuscire a gestire in maniera più efficiente tali denari (che, lo ricordo, sono già miei anche quando il datore di lavoro le deposita ... chissà dove ...). Tale gestione, lo ripeto, potrà essere superiore a quella fatta ... da chi? e come? E, last but not least, se siete dipendenti statali, intanto dovrete aspettare due  anni prima di vederla dal momento del vostro 'ternime lavori'

  6. Roberto A Rispondi

    io sono d'accordo ad inserire il TFR in busta paga...da parecchio tempo lo dico e sono anche per abolire tredicesima e quattordicesima,sempre da spalmare sui 12 mesi,creando mensilità costanti. Basta con la tredicesima per il N atale, la quattordicesima per le vacanze, TFR come risparmio forzoso...Ognuno sia responsabile di quello che fa. Io sono anche per l'abolizione del sostituto di imposta, tutti i cittadini devono essere messi sullo stesso piano ed occuparsi personalmente dei versamenti dei loro contributi e imposte, accolandosene i costi invece di scaricarli sulle aziende. Mi si dia in busta paga ogni mese il lordo comprensivo di contributi (anche quelli formalmente a carico del datore,ma facenti parte di fatto della retribuzione),imposte,quota di TFR tredicesima e quattordicesima) e io ogni due mesi verserò le quote che mi spettano di contributi e imposte. E perchè il TFR dovrebbe essere tassato con maggior favore? Il reddito di un lavoratore autonomo viene tutto tassato con le aliquote normali, comprese le aliquote marginali...perchè invece quote di retribuzione del dipendente dovrebbero essere tassate con aliquote agevolate? Io sono un dipendente.

  7. Michela Rispondi

    D' accordissimo con l'articolo, sebbene ricordo anche che il tfr per me giovane contrattista a progetto da 4 anni (e penso di essere in buona compagnia tra i miei coetanei) parlare di tfr è parlare di un sostegno (un diritto?) non concesso.

  8. PMC Rispondi

    Se è una scelta isolata sono d'accordo con chi ha scritto l'articolo. Però se è accompagnata indissolubilmente da un buon incremento dell'età pensionabile, visto che i contributi sono una forma di risparmio, potrebbe essere studiata in modo da tenere complessivamente per il paese il saldo di risparmio invariato, no? Anzi potrebbe indorare la pillola dell'allungamento della vita lavorativa (lavori più a lungo, ma ti pago di più).

  9. Giuseppe Marini Rispondi

    Ma lo Stato non si era prefisso di far capire ai giovani lavoratori che senza Previdenza Integrativa al momento di andare in pensione si sarebbero trovati male? Che il TFR dovrebbe servire come minimo contributo al finanziamento delle Forme di Previdenza Complementare? La legge 296/2006 (Finanziaria 2007) aveva stanziato 17 milioni per propagandarlo ma da quello che si è visto anche questa previsione è stata disattesa. E chi commenta pensa solo all'immediato! Ai bisogni secondari per la famiglia! O a ritenersi, addirittura, il miglior investitore del suo TFR. Lasciando poi, alla Collettività con interventi sociali, di farsi carico della sua vecchiaia in caso di difficoltà. Si ipotizza anche un trattamento fiscale sul TFR di vantaggio dell'11-15% (?), alla faccia dell'art. 19 TUIR. Se esiste un trattamento fiscale di favore è proprio quello congegnato sui finanziamenti a FPC, un trattamento di eccezionale favore in uso dal 2007 ma misconosciuto alla massa dei lavoratori.

  10. Paolo Rispondi

    Le considerazioni dell'articolio sono pienamente condivisibili, soprattutto per il momento e il modo in cui è stata fatta la proposta. A bocce ferme il problema però potrebbe porsi in altro modo: siccome c'è (finché dura) un sistema previdenziale, non si capisce quale sia la funzione del TFR: o serve per la pensione o fa parte del salario. O invece siamo ormai schiavi del fatto che è un importante e poco costoso sistema di finziamento delle imprese? E per quanto riguarda i dipendenti pubblici, si ricordi che il TFR è uno solo (non ti viene liquidato se cambi Ente, per esempio) ma ti viene liquidato in unica soluzione solo quando vai in pensione o dai comunque le dimissioni.

  11. Alessandro Viviani Rispondi

    Concordo che il TFR in busta paga possa incrementare il "rischio" di mancato accantonamento (oggi infatti l'INPS interviene eventualmente come back-up per il dipendente in caso di inadempienza dell'azienda); capisco d'altra parte che possa essere vista come una leva - a costo zero per lo stato nel breve termine se non addirittura come fonte di maggiori/anticipate entrate fiscali - per sostenere i consumi. Tuttavia da piccolo imprenditore devo contestare che questo comporti un aumento dei costi per le aziende: già oggi il TFR è un costo che viene spesato per competenza sul conto economico di ciascun esercizio. Nel caso dell'azienda che ho la fortuna di guidare le cifre accantonate vengono anche fisicamente accantonate su un conto separato proprio per evitare che la situazione finanziaria della società sia "drogata" da liquidità disponibile solo in quanto retribuzione rinviata nel tempo. Temo però che una eventuale decisione di distribuzione del TFR possa essere devastante per le tante aziende che usano questa disponibilità per finanziare il circolante, soprattutto qualora non fosse applicato solo sui futuri accantonamenti ma anche su quanto già maturato ad oggi.

  12. mary Rispondi

    ottimo, fatelo prima che sia troppo tardi un coro di si!

  13. Giulio Rispondi

    Il TFR è tassato con una aliquota molto bassa tra l'11 e il 15%. Se finisse in busta paga l'aliquota sarebbe dal 23 al 45% e potrebbe far aumentare lo scaglione contributivo ed arrivare a tassazione di oltre il 60%.

  14. roberto gonzalez miragaya Rispondi

    Sono d'accordo col TFR in busta paga. Perché lo stato, un fondo pensionie ecc. dovrebbe gestir questi soldi meglio di quello che lo farebbe io (le mie finaze sono sane al meno come quelle dello stato: i miei debbiti non supperano quello che guadagno ). Chi ha detto che questi soldi serebbero spesi in 'vino' e non in risparmio o altri tipi d'investimenti?. Sono già grande, vivo per conti mio d'un sacco di tempo, so accetare le mie responsabilità e , per altro, ho già un padre. Comunque sono d'accordo col fatto di che queste tipo di misure isolate, senza cambiare il modello di mercato di lavoro, di previdenza, di Stato... servono a poco.

  15. Daniele Rispondi

    Opinioni, secondo me come misura straordinaria per un periodo di due o tre anni io ci metterei la firma ovviamente si potrebbe proporre anche su base volontaria....Vi assicuro che con la famiglia da mantenere oggi, a me farebbero un sacco comodo!

  16. roberto squaglia Rispondi

    Quello di trasferire il Tfr in busta paga è un vecchio arnese che viene rispolverato da governi incapaci di fare il loro mestiere, un sintomo della agghiacciante confusione di chi oggi governa malamente la nostra politica economica e fiscale. Pur di non aggredire l'evasione fiscale, ritenendola filo governativa, costoro non esiterebbero a produrre danni irrimediabili. Un saluto a Daniele Fano.