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COME IL PEGGIOR GOVERNO BALNEARE

I cittadini italiani e i mercati internazionali si aspettavano una manovra che tagliasse la spesa pubblica ed in particolare i costi della politica. Si ritrovano con una classica manovra da governo balneare, fatta di nuovi balzelli che ricadono sulle spalle dei soliti noti, i lavoratori dipendenti. Era difficile fare peggio.

L’anticipo del pareggio di bilancio era diventato necessario dopo le turbolenze dei mercati dei giorni scorsi. Da più parti – giornali, BCE – si erano identificati i principi che dovevano ispirare la nuova manovra. In primo luogo tagliare i costi della politica, pre-condizione per chiedere sacrifici agli italiani da parte di un Parlamento che non solo lavora poco a fronte di stipendi molto elevati ma che gode di privilegi inaccettabili come mostra la vicenda dei prezzi del ristorante del Senato. Poi riformare le pensioni legandole all’aspettativa di vita, uniformando il trattamento delle donne che lavorano nel settore privato a quello delle donne che lavorano nel settore pubblico. Privatizzare,vendendo sul mercato il patrimonio immobiliare dello Stato e quote di aziende come le Poste, e magari liquidare il fondo per gli investimenti strategici appena creato come strumento del ridicolo colbertismo del Ministro dell’Economia. Possibilmente privatizzare anche la Rai, dove ormai il Direttore del TG 1 censura persino il Sottosegretario Gianni Letta, reo di catastrofismo per aver detto che la situazione era ormai “precipitata”. Liberalizzare gli ordini professionali. Combattere seriamente l’evasione fiscale, mediante una maggiore tracciabilità dei pagamenti. Insomma, tagli strutturali alla spesa pubblica e maggiore concorrenza: questo è quello che si aspettavano i mercati e anche parte dei cittadini italiani. E, accanto alle riduzioni di spesa, nessun nuovo aumento delle tasse, dato che la pressione fiscale è ormai giunta a livelli inaccettabili per gli sfortunati che non posso evadere il Fisco. Niente di tutto ciò è stato fatto dal governo. Ogni intervento serio sulle pensioni è stato bloccato dalla Lega, fiera di avere rinviato alle calende greche ogni azione di riequilibrio dei conti. Le privatizzazioni non sono state prese nemmeno in considerazione da un governo desideroso di mantenere poltrone da assegnare ad ogni livello. E ovviamente solo tagli di facciata sui costi della politica. Il taglio di Province e Comuni è rinviato agli anni prossimi, dopo il censimento. Ma non basterà misurare gli abitanti. Si dovrà valutare anche la dimensione territoriale della Provincia. E- perché no?- la presenza di monti, fiumi, laghi. Partiti da 37 province tagliate, adesso si è scesi a 29. C’è da scommettere che alla fine i tagli non ci saranno e in ogni caso non arriveranno alla doppia cifra. Le 54 mila poltrone tagliate esistono solo nella fervida immaginazione del Ministro Calderoli. Meglio non commentare il divieto per i parlamentari di volare in business class, dato che sui voli nazionali ormai c’è solo la classe economica. Sulla lotta all’evasione, i pagamenti sopra i 2500 euro diventeranno tracciabili. Maglio di niente, ma difficile non notare che si tratta di una soglia che avrebbe lasciato fuori dai controlli i pagamenti per l’affitto di un noto appartamento romano da parte di un Ministro della Repubblica. In compenso ci si trastulla con le proposte di pareggio di bilancio in Costituzione, modifica dell’articolo 41 e soppressione di feste indigeste alla maggioranza come il 25 Aprile e il 1 Maggio. E, dulcis in fundo, il contributo di solidarietà, cioè  nuove tasse, per 3 anni, su chi dichiara più di 90 mila euro l’anno, cioè i pochi sfortunati, l’1,2% dei 41 milioni di contribuenti,  coloro che non possono evadere. Risparmiati quasi tutti i lavoratori autonomi.

UNA MANOVRA BALNEARE IN MEZZO ALLA TEMPESTA

I sacrifici erano necessari, arrivati a questo punto, ma dovevano essere utili, cioè atti a risanare i conti anche nel lungo periodo, e ben distribuiti. Questa manovra non è utile, perché senza  una riduzione strutturale della spesa, tra pochi anni i governi saranno costretti a mettere di nuovo le mani nelle tasche degli italiani, ed è iniqua, perché salva ancora una volta gli evasori. E’ come essere in presenza di un medico che continua a fare trasfusioni di sangue senza curarsi di fermare prima l’emorragia del paziente. Il sangue tanto lo donano altri. Ma una cosa positiva in questa deprimente vicenda c’è. Malgrado l’imbarazzante afasia delle opposizioni, incapaci di proporre credibili ricette alternative, non si potrà più dire che questa maggioranza è impresentabile, “ma gli altri sono anche peggio”. No, peggio di un Ministro dell’Economia che aveva – a suo avviso – previsto tutte le crisi e zittito chi lo criticava e che ora dice che questa crisi non poteva essere prevista non c’è niente. Peggio di un governo che ha sprecato una maggioranza enorme, che ha avuto lo scudo del Presidente della Repubblica, l’appoggio della BCE e della Banca d’Italia nella scelta di misure impopolari e che se ne è uscito con una manovra presa dal manuale del perfetto governo balneare democristiano non ci può essere nulla. Almeno speriamo.

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43 commenti

  1. emilio longo

    Nel 2009, il 35% di tutte le entrate fiscali e contributive è stato assorbito dal pagamento di pensioni e rendite per 234 miliardi, prima voce di spesa dello Stato.
    In pochi, pubblicamente, osano interrogarsi se questo trasferimento di risorse dai lavoratori ai pensionati corrisponda sempre ad equità. Non appena si provi a farlo, sindacati e forze politiche di vario orientamento sono pronti a denunciare tentativi di macelleria sociale a danno delle fasce più deboli e a ribadire l’intangibilità dei “diritti acquisiti” dagli attuali pensionati. Ma le cosa stanno proprio come le si dipingono? “Diritti acquisiti”. I lavoratori pagano oggi più contributi di quelli versati dagli attuali pensionati, accederanno alla pensione più tardi e riceveranno un assegno ben più misero. Non si può parlare di diritti acquisiti dai pensionati, se gli stessi sono sistematicamente negati ai lavoratori che stanno pagando la loro pensione ! “Macelleria sociale a danno delle fasce più deboli”. Sulla base delle dichiarazioni dei redditi 2009, i pensionati che percepiscono redditi superiori a quello medio di un lavoratore dipendente (19.800 €) sono oltre 4,4 milioni. Quanto alla distribuzione della ricchezza, l’indagine condotta dalla Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie ha evidenziato che, a fine 2008, il 78% delle famiglie di pensionati viveva in una casa di proprietà, contro il 61% dei lavoratori dipendenti, mentre la loro ricchezza finanziaria netta era superiore di ben 4 volte rispetto a quella dei lavoratori dipendenti. Milioni di pensionati godono dunque di redditi e patrimoni superiori dei lavoratori che, faticosamente, stanno pagando la loro pensione. In aggiunta, la vita dei lavoratori è molto più complicata di quella dei pensionati: ci sono i figli da far crescere, l’affitto o le rate del mutuo sulla casa, la precarietà del lavoro e la disoccupazione. In conclusione, non tutti i pensionati versano in una situazione di bisogno tale da giustificare la cristallizzazione dei propri privilegi come “diritto acquisito”. E non è più tollerabile che i lavoratori di oggi sacrifichino sé stessi e le opportunità dei propri figli, per pagare pensioni più generose dello stipendio che essi stessi percepisono, a soggetti con patrimoni più cospicui.

  2. sauro

    Sono completamente d’accordo con il Lei, Sig. Panunzi. Ogni volta che questo governo ha fatto manovre economiche pensavo si fosse raggiunto il peggio. Ma come ci insegnano, non c’è mai limite al peggio. Piu’ che disonesti (cosa tutta da provare in sede giudiziaria – sempre si facessero processare) questo governo è un insieme di persone non competenti a svolgere la funzione loro assegnata. Mi dolgo di tutti quei funzionari e consulenti che, dovendo fare il loro mestiere tecnico, anche con passione e rigorosità dei numeri, devono sopportare tale incompetenza ogni giorno, dettata principalmente da ricatti e (come chiamarlo senno’) voto di scambio con gli evasori.

  3. Pietro Spirito

    Erano meglio i governi balneari di democristiana memoria. C’era certamente maggiore attenzione alle implicazioni di equità sociale. E’ difficile mettere assieme tanta ricchezza di marchiani errori quanta se ne trova nella manovra tremontian-berlusconiana: un contributo di solidarietà a carico dei soliti noti che dichiarano sino all’ultimo euro, una esenzione dai sacrifici a vantaggio di evasori e redditieri, un attacco all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori effettuato in modo subdolo e per questo più pericoloso, una scorciatoia verso privatizzazioni dei servizi pubblici locali senza effettuare liberalizzazioni. Insomma, un manifesto economico del corporativismo mercatista, per usare una espressione cara a quel fulgido genio che e’ il ministro Tremonti. Ridateci Remo Gaspari. Almeno, c’era uno stile personale frugale, e non una ostentazione gradassa del privilegio, come in tutti questi anni hanno fatto con protervia questi signori che ci hanno governato. Tra P3 e P4, case regalate o affitti senza corrispettivo, Bunga Bunga e prestiti a titolo non oneroso per milioni di euro, ricorderemo questo periodo come la stagione dell’irresponsabilità della classe dirigente.

  4. Cambria G.

    L’analisi è condivisibile e mi pare largamente condivisa. L’impressione è che il Governo dovesse fare qualcosa e ha buttato giù in pochi giorni una “ristrutturazione” della manovra che solo apparentemente consente di quadrare i conti. E’ chiaro che il passsaggio parlamentare servirà a correggere, e non di poco, il tiro: se, come annunciato, il governo non blinderà la manovra. Mi pare che l’astuzia abbia fatto aggio sulla serietà: il Governo ha fatto la sua proposta, i volenterosi la modificheranno, ed il risultato, sicuramente pasticciato, viste le premesse, vedrà forse un’ accordo bipartisan, xchè la situazione lo richiede. Il paese resterà con i suoi annosi problemi e ancora una volta, come per l’eurotassa ( che per la verità fu compensata al 60%, interessi esclusi), a pagare saranno i contribuenti già noti al fisco. Se solo passasse la proposta di modificare l’aliquota agli “scudati”, beh questo sarebbe un buon segnale. Non ci spero. Auguri a tutti noi, che non abbiamo un rifugio alle Cayman.

  5. andrea

    Bellissimo questo articolo. Ma perchè l’ Europa resta a guardare e non fa niente?

  6. Francesco

    L’ineffabile Ministro dell’Economia nella conferenza stampa di ieri parlando della nuova addizionale sui redditi medio-alti (sic!), ha più volte ripetuto che sarebbe stata “plafonata”. Leggete il provvedimento e fate due conti e vi accorgerete che a pagare proporzionalmente di più, nell’ambito dei “soliti noti” vessati, saranno ancora una volta i “meno ricchi”! Ma d’altronde cosa potevamo aspettarci di diverso da questo Ministro! E allora provocatoriamente propongo: perchè non prevedere, invece, una addizionale sui capitali rientrati a seguito del noto provvedimento che ha consentito di ridare la verginità a molti evasori fiscali. Attenzione a non sottovalutare il malcontento sempre più diffuso! La cosiddetta “middle class” non ne può più di essere presa in giro e “spremuta”da questa classe politica inetta e inacapace!

  7. Vincenzo

    Se non se ne vanno presto, c’è poco da sperare.

  8. Bruno Cipolla

    Applausi

  9. stefano scardovi

    E’ di tutta evidenza che lor signori sono troppo abituati a raccontar frottole, creduti, grazie a mass media compiacenti. Ma l’indifferenza che contraddistingue l’audience nell’Italietta attuale, difficilmente avrà pari riscontro sui mercati. La credibilità di lor signori nel mondo è pari a zero. Solo un’Europa alla disperazione può ammettere che la terza nazione per importanza possa far gestire un simile fardello da una banda di malfattori come quella che abbiamo al governo.

  10. emiliana carifi

    Ci fanno credere che colpiscono i redditi sopra i 90.000 euro e, invece, il popolo non si rende conto che, tra i ticket, le privatizzazioni degli enti municipalizzati che produrrano aumenti smisurati (vedi per esempio cosa è accaduto), con i traghetti), le restrizioni ai comuni porteranno l’annullamento o la diminuzione dei servizi offerti a cittadini e che di conseguenza si dovranno pagare, e la chicca del trattamento vergognoso riservato agli statali, l’abolizione delle festività e ponti, Ma togliere totalmente il privilegio a chi ha lavorato un giorno in parlamento e percepisce un vitalizio di oltre 3000 euro al mese, no eh! Ma almeno dimezzare le pensioni per esempio di Dini, Amato, Andreotti e compagnia bella, no eh! Ma colpire gli enormi patrimoni immobiliari in mano a pochi, no eh!? Ma trovare gli evasori che sanno perfettamente chi sono, no eh!? Ma colpire gli stipendi stratosferici di manager, tipo il presidente e direttore Inps, quelli delle Ferrovie, quelli dello stato, comuni e province, no eh! Ma gli alti livelli delle forze armate…? no eh! Ma quanto pensano che possa durar loro la pacchia? Ma quanto tempo vogliamo ancora lasciare i polli a festeggiare?

  11. Supporter

    Ecco cosa farei io nella manovra: una patrimoniale su conti, titoli, immobili e beni di lusso e darei il privilegio agli imprenditori di salvare dalla tassa solo i capitali che reinvestono in azienda sotto forma di ricerca, nuova occupazione a tempo indeterminato, macchinari per l’aumento della produttività, acquisto di concorrenti (specialmente esteri) escluderei solo gli immobili aziendali. In questo modo taglieremmo il debito in maniera secca, rilanceremmo l’economia, la produzione e la competittività stanando tutti quegli imprenditori che pavidamente hanno sottratto capitali alle loro aziende spostandole sul mattone, sui servizi monopolistici, all’estero, nell’oro, togliendo la linfa vitale, competitività e prospettiva alle loro aziende. Qualcuno lo dica in alto, questo bisogna fare!

  12. mirco

    A livello europeo, non credo siano contrari agli eurobond, ad un ministero unico europeo delle finanze e ad una unica regia dell’economia comunitaria. Da quello che mi pare di aver capito chiedono all’Italia, come minimo, di arrivare al pareggio di bilancio per poter, con gli eurobond, mettere in comune i debiti senza che vi siano ancora meccanismi in atto che fanno si che questi debiti aumentino. Mi sembra la richiesta minima. La manovra di ferragosto invece, secondo il mio modesto parere, risulta iniqua, non strutturale e figlia perciò di una classe poltica non degna e incapace. Purtroppo per gli italiani, tutti noi, concordo con l’analisi fatta nell’articolo.

  13. Roberto A

    Sono sconcertato che docenti e studiosi dell’economia scrivano “articoli” (tra parentesi, perchè non mi pare proprio un articolo) tecnici di questo genere. Io da voi mi aspetterei analisi serie,dettagliate,voce per voce, numero per numero, effetto per effetto e non questo insieme di opinioni e banalità varie, contentente tra l’altro anche errori evidenti (uno per tutti quella dei voli in classe economica:la norma parla di voli nell’Unione Europea e non solo per i parlamentari ma anche per la dirigenze e per ogni dipendente pubblico che debba volare per motivi di servizio). Io mi aspetto un articolo serio, che mi dica norma per norma, quale è un taglio di spesa e se è strutturale o no e a partire da quando e con quali effetti.. stessa analisi seria sulle entrate, sugli effetti ecc…non queste chiacchiere da bar, perchè tali sono: generiche, scarne, con termini e modi più da cittadino incavolato e poco informato che da studioso del settore. Abbiamo bisogno di informazione precisa e dettagliata e imparziale, non di queste cose.

  14. Sandro

    L’età pensionabile non è già agganciata all’aspettativa di vita con la recente riforma delle pensioni? Dall’articolo sembrerebbe di no.

  15. LUCIANO GALBIATI

    Il peggio riguarda il mercato del lavoro. L’intento dichiarato è depotenziare/eliminare la tutela reale dell’articolo 18. La totale libertà di licenziare rende i lavoratori ancora più deboli e ricattabili. Al contrario L’abuso dei contratti a tempo determinato -e conseguente dualismo del mercato- si elimina rendendo più costoso (oneri previdenziali) il ricorso al lavoro “flessibile”. In alternativa estendendo l’articolo 18 a tutti i lavoratori.

  16. Angelo GARDINI

    Mi sorprende vedere le persone meravigliarsi dell’inconcludenza di questo governo, e mi chiedo se ce ne fosse stato un altro, per esempio delle opposizioni, avessero fatto di meglio. Cosa vogliamo aspettarci da un governo che ha messo al primo posto le vicende personali del premier e l’economia reale nel cassetto. Non più di qualche mese addietro quando si criticava l’immobilismo di questo governo ci veniva risposto che tutto andava bene, e che erano i soliti comunisti catastrofisti a fare i gufi. Peccato che tra questi comunisti c’era anche il prossimo Governatore della BCE Mario DRAGHI, che a quanto mi risulta è un grande economista. E poi che dire del nostro attuale grande ministro dell’economia. In tutti gli anni che è stato al timone del dicastero più che tasse ed aggravi fiscali indiretti non ha fatto, dimenticandosi bellamente delle liberalizzazioni del mercato e della riforme economiche. Senza offesa per tutti i commercialisti, forse a quel dicastero ci vorrebbe un economista vero. Il vero problema è che dobbiamo riformare questo nostro paese partendo dal basso e da noi stessi cambiando il nostro vecchio modo di pensare. C’è da meditare e riflettere.

  17. STefano

    Condivido pienamente il senso dell’articolo ovvero che nella manovra non vi sono provvedimenti duraturi , strutturali. Ne cito 4 , intervento sulle pensioni, patrimoniale per colpire chi ha e non chi denuncia, riduzioni costi e privilegi della politica, liberalizzazioni. Non sono invece d’accordo con l’affermazione che l’opposizione non abbia fatto un proposta. Puo non essere condivisa ma una proposta e stata fatta dal Pd per esempio , dire il contrario non corrisponde a verità.

  18. Luigi Sandon

    Il vero problema rimane l’evasione, perché difatto crea una vasta area di cittadini che se ne può infischiare della spesa pubblica perché tanto non vi partecipa. L’evasore (autonomo o dipendente, ci sono molti modi per evadere anche di questi ultimi, ad esempio lavorare in nero o non pagare l’IVA…) vota per mantenere lo status quo, cioé un governo inefficiente che non sia in grado di rintracciarlo e punirlo. Anche perché in Italia è molto più vantaggioso evadere che ottenere una pressione fiscale minore, che per molti risulterebbe comunque svantaggiosa rispetto a quanto riescono ad evadere. Nel momento in cui l’evasione divenisse difficile e le punizioni severe, probabilmente vedremmo un diverso atteggiamento al voto. In quel caso la priorità diventerebbe trovare un governo capace di abbassare le tasse per pagarne meno *legalmente*, e non potrebbe essere fatto che abbattendo la spesa pubblica.

  19. Luigi

    L’eurozona prende a prestito una moneta straniera. Gli Stati nazionali non hanno nessun rapporto con la BCE, quindi vi è totale mancanza di sovranità monetaria. Non esiste un Tesoro Europeo, quindi la politica fiscale è totalmente distaccata da quella monetaria. perché il dibattito non si sposta su questo anziché affermare cose tipo: “abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi” “debito insostenibile” “insolvenza”. Ma secondo quale logica, uno Stato emittente della propria valuta (come Australia, Canada, USA ecc) dovrebbe essere insolvente? Lo Stato non è una famiglia. Gli Stati sovrani non tassano per poter spendere, né emettono titoli per finanziarsi, perché è tecnicamente impossibile che si finanzino tramite questi due metodi. Semplicemente spendono.

  20. HK

    Qualche considerazione per i gentili lettori:
    1. La situazione è molto grave, in particolare dopo l’arretramento dell’economia tedesca. Difficile che i tedeschi vogliano dare una mano se anche loro rischiano la crisi.
    2. Forse è meglio prepararsi ad una pesante “contrazione” come l’ha definita un eminente economista
    3. I provvedimenti del governo, per quel che valgono, sono deflattivi. Quindi possono solo peggiorare la situazione.
    4. Questa che viviamo in Italia è una “cleptocrazia”, non una democrazia. I comportamenti sono perfettamente coerenti!
    5. Se non aumenta la crescita italiana non c’è uscita dalla contrazione. Più si rimanda e peggio sarà.
    6. Non vi è una classe politica, ne un elettorato consapevole della situazione.
    7. L’aspetto demografico, (crescita 0) tende ad avere un impatto negativo sia dal punto di vista economico che politico
    8. attenzione alla propaganda sul fisco e l’evasone. L’evasione non è distribuita omogeneamente sul territorio. L’ evasione caratteristica dell’Italia è sul consumo finale. Immaginate cosa voglia dire aumento dei prezzi del 20% al Sud… L’evasione è il nemico perfetto come il terrorismo per gli USA.

  21. Alessandro Ulliana

    La cosa che fra tutte maggiormente mi spaventa è la tranquillità con la quale il Min. Tremonti dichiara che una volta raggiunto il pareggio “il debito scende automaticamente”. La manovra di luglio e l’attuale dimostrano la sola intenzione di arrivare al pareggio, quasi come fosse l’unica necessità di uno Stato la cui crescita economica è ridicolmente contenuta (difficile trovare una metafora migliore di quella del medico). Mi domando cosa accadrà se le agenzie di rating decidessero di declassare i titoli governativi, causando un aumento della forbice tra tasso d’interesse e crescita del Pil. Mi domando cosa si inventerà il Ministro per spiegare allora che, anche se in pareggio (o magari peggio, in lieve avanzo), il debito non vuole saperne di ridursi.

  22. Elena

    Quello che continuo a non capire è che dalle analisi sulle varie manovre che vengono partorite negli ultimi anni è che a fronte dei tagli (minimi) di spesa e gli aumenti (ingenti) di tasse da far pagare ai soliti tartassati, nessuno faccia anche un’analisi della ricaduta sul nostro povero PIL. Infatti se oggi taglio 45 miliardi dalla spesa pubblica o riducendo di fatto il reddito degli italiani prelevando dalle loro tasche (sic!) questi consumeranno meno, cioè, tutti noi poveri tartassati, logicamente, stringeremo la cinghia. Niente più ristorante, niente più ponti primaverili (già prontamente e delicatamente eliminati per toglierci dall’imbarazzo di dover dire ai figli che quest’anno niente gita a Gardaland o a Eurodisney per il 25 Aprile….), niente più abiti firmati, ecc.ecc, insomma tempi duri. E ciò cosa produce? crisi che chiama crisi, Il PIL che crolla e il gettito fiscale che diminuisce. E allora dàgli ad un’altra manovra, che chiama altra crisi, che riduce il PIL. Ma non vi sembra kafkiano che non ci si renda conto che stiamo imboccando una spirale negativa che non vede fine? Chedo gentilmente agli esperti de LAVOCE di illuminarmi su questa mia perplessità.

  23. alessandro

    La manovra è pessima perchè è sostanzialmente iniqua. L’unica cosa positiva è che si ritorna a parlare nei commenti e nell’opinione pubblica, senza tentennamenti, di aree privilegiate di cittadini, di evasori, di patrimoni. Spesso tutto questo era confinato nell’area dell’intoccabilità. Qualcosa insomma si sta muovendo. Questo dovrebbe favorire l’individuazione di una strumentazione efficace (penso alla tracciabilità e all’incrocio delle informazioni) e scelte politiche coraggiose dell’opposizione per la revisione della manovra in sede di approvazione parlamentare.

  24. Salvatore

    Quello che vediamo e leggiamo parla di una “corte” di (dis)onorevoli più arrogante e avida di quella della Francia di Luigi XVI. Allora, due secoli e mezzo fa, una rivolta popolare spazzò via tutto, re, regine nobiltà e assurdi privilegi della corte di Versailles. Direi che sia ora non limitarsi a parlare e scrivere dei privilegi della casta, ma di agire. Una rivoluzione pacifica in ogni città italiana. Una protesta civile ad oltranza fino a quando le cose non saranno cambiate nel senso di quanto viene chiesto dal popolo. Niente più privilegi alla casta. Eletti ed elettori uguali davanti alla legge. Retribuzioni e pensioni decise da organismi terzi sulla base di criteri oggettivi e produttivi.

  25. Franco Onnis, Via Asparago 47/C, 09045 Quartu Sant'Elena

    Pienamente d’accodo sui tagli alle spese, privatizzazioni, e liquidazione di partecipazioni pubbliche (anche per tagliare le unghie al potere clientelare dei politici). Ma tutto questo forse non potrebbe dispiegare i suoi effetti nei tempi brevissimi che sono ormai essenziali. Perchè allora nessuno sembra prendere seriamente in esame l’eventualità di una imposta patrimoniale che, fatto salvo il capitale di funzionamente di aziende di ogni categoria e dimensione, attinga al patrimonio immobiliare e mobiliare dei singoli cittadini? Senza illudersi che possa bastare prendersela con i soliti megayacht e ville di lusso, ma preparandosi a toccare anche chi (a cominciare da me stesso) possiede qualche altro modesto cespite oltre alla casa di abitazione? Posso capire la riluttanza del ceto politico (di ogni orientamento), perchè si tratterebbe di un provvedimento sicuramente impopolare, ma perchè non se ne occupano tributaristi ,economisti ed analisti politici? Quali le difficoltà tecniche, le ricadute sulla crescita economica, e dulcis in fundo, la portata della stangata da assestare final mente agli evasori fiscali?

  26. moreno Rizzonato

    Aggiungerei che si sta facendo di tutto per annullare i Comuni, unico ente veramente territoriale a contatto quotidiano con i problemi dei cittadini. I Sindaci sono consapevoli!

  27. mauro

    Sono uno dei benestanti (per caso dirigente di azienda…)che pagheranno il contributo di solidarietà. Sarei contento di farlo se proporzionalmente pagassero anche gli imprenditori che mi pagano lo stipendio, e credo lo farebbero anche volentieri se fosse utile. Il problema e l’equità, ma per essere equi bisogna essere integri e credibili, ma questo governo… Sento parlare spesso di pensioni, ma non di occupazione giovanile, di allungamento età pensionabile e patti generazionali, ma non di lavoro. Personalmente vedrei una unica e drastica ricetta nello stile della tassa sull’Europa con pagamento anticipato di tasse sui patrimoni da restituire con i proventi della lotta all’evasione e con i tagli ai costi della politica, immediate elezioni. Il sogno è che subentrino figure credibili ed oneste, ma questo è troppo..

  28. Roberto A

    L’età pensionabile delle donne verrà equiparato anche nel settore privato, anche se in un certo lasso di tempo. Già da qualche anno questo governo ha previsto l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Privatizzazioni:è stato previsto un meccanismo per incentivare gli enti locali alla vendita delle loro quote detenute in società, c’è anche stato un referendum e a quanto pare agli italiani non piacciono molto le privatizzazioni, ne dobbiamo tenere conto no? E questo governo ha già fatto diverse norme per la vendita degli immobili pubblici, anche in questa manovra. L’unico anno in cui la spesa pubblica si è ridotta in termini assoluti negli ultimi decenni è stato proprio nel 2010 con questo governo.

  29. Vincenzo

    A proposito di lavoro, mi chiedo se sia possibile nella P.A. fare in modo che il dipendente svolga una sola attività. Ad esempio un insegnante perchè deve poter svolgere la doppia attività se libero professionista? O fa l’insegnante o il libero professionista. In tempi di crisi è necessario fare delle scelte per dare a tutti l’oppotunità di lavorare.

  30. BOLLI PASQUALE

    Tutti contro tutti e tutto: non è il titolo di una commedia, ma di un dramma che inesorabilmente e ripetutamente si ripete con stessi attori,s tesso tema ,stesso scenario e stesse vittime. Gli attori sono i nostri governanti, le vittime sono gli italiani. Quale autore, anche con grande fantasia, avrebbe potuto immaginare quello che sta succedendo in questi giorni ad opera di chi si ostina a governarci? Tutti sono contro tutti e tutto: è la logica conseguenza di incopetenza, incoscienza ed ogoismo di attori scadenti e,  speriamo alla fine, della loro opera di demolizione della nostra società. L’Italia ha bisogno attualmente di uomini competenti, possibilmente non di estrazione politica, che nel solo interesse degli italiani possano prendere provvedimenti anche severi, ma utili ed essenziali per rimettere sul giusto binario un treno deragliato, fermo e non più sulle rotaie. E’ ora che gli italiani abbiano consapevolezza del fallimento del proprio Paese e si apprestino a fare notevoli sacrifici per assicurare ai propri figli un minimo di sopravvivenza. Questo arduo ed ingrato compito, però, non può riguardare chi le mani non sa dove metterle o le vuole mettere dove le fà più comodo!

  31. Matteo Quadri

    D’accordo con il lettore Emilio Longhi, i sacrifici non possono ricadere tutti sui lavoratori attuali. Per il solo fatto di essere nati negli anni 40 invece che megli anni 60 o 70 non è eticamente e moralmente giusto che una persona abbia lavorato dieci anni di meno percependo una pensione più alta, che dovrà essere pagata da chi oggi è ancora al lavoro. Una pensione di milleduecento euro al mese, senza figli a carico, senza spese di trasporto per andare al lavoro ecc..ecc.. è molto di più di una paga da operaio. Se ci saranno ancora sacrifici collegati alla previdenza sociale dovranno essere pagati da tutti, in prima fila quelli che sono già in pensione da anni.

  32. lucio sepede

    Concordo con i tagli ai costi della politica e dell’amministrazione pubblica, con la liberalizzazione dei servizi e con la privatizzazione delle aziende pubbliche, ma per ridurre l’indebitamento pubblico sarebbe molto utile una patrimoniale per tre anni sugli immobili e sui beni mobili, fatta eccezione per la prima casa. La patrimoniale sarebbe lo strumento più equo per chiedere maggiori contributi a chi possiede di più e per andare a incidere non soltanto su coloro che le tasse già le pagano ma anche su molti che hanno accumulato patrimoni anche tramite l’evasione fiscale totale o parziale. Inoltre, sempre per ragione di equità, la patrimoniale dovrebbe essere applicata anche ai patrimoni del Vaticano e delle congregazioni religiose, esclusi gli immobili direttamente e strettamente utilizzati per il culto.

  33. SAVINO

    Non è ancora successo niente e siamo già stesi a terra come 3 pugili finiti K.O. Ha ragione il Capo dello Stato quando dice che di fronte a situazioni così gravi bisogna parlare il linguaggio della verità ed occorre essere all’altezza dei problemi da risolvere. Già, da risolvere, con decisioni e non con slogan (provate a chiedere ad Obama, che in tempi non sospetti definivo illusionista al pari di Berlusconi, se si può campare di rendita con la propaganda elettorale). E per risolvere occorre anzitutto fare un gran bagno di umiltà, perchè è non possiamo elevarci a rango di altre nazioni e di altre economie. Siamo almeno 50, forse 100 anni indietro, sul piano strutturale e strategico degli investimenti da fare, sull’effettiva concorrenza, sull’assetto istituzionale, sul ricambio generazionale, sulla stessa mentalità imprenditoriale, sull’amministrazione della cosa pubblica, sulla modulazione del welfare. E, poi, siamo sotto scacco da parte di fronde lobbistiche che minano l’interesse nazionale.Tra un no-TAV, un avvocato che si oppone alle liberalizzazioni ed un Presidente di una Provincia soppressa che mastica amaro non c’è nessuna differenza. Fanno tutti il male dell’Italia.

  34. donty

    D’accordo anch’io con il lettore Longhi e aggiungo: non mi va l’adeguamento all’aspettativa di vita per le donne. Andrò in pensione a 57 anni con 40 anni di contributi, perche’ dovrei continuare a tirare la carretta sino a 65? Io non ho avuto il privilegio di uscire alle 14 come tanti impiegati pubblici, anzi. Per anni ho “dovuto” fare ore di straordinario in ufficio poi, quando sono nati i figli, ho iniziato il secondo turno a casa. Mi alzo alle 6 e mi corico alle 24, e adesso sono stufa. Stufa di avere sempre la casa sporca perche’ non ho mamme o suocere ad aiutarmi, stufa di passare i weekend a ruscare come una matta in casa per recuperare quanto non riesco a fare in settimana; stufa di non essere pagata come i colleghi maschi anche se spesso constato di persona quanto sono piu’ veloce ed efficiente di molti di loro; stufa di vedere attorno a me gente di poco piu’ anziana in pensione da 10, 20 o piu’ anni, solo perche’ nata qualche anno prima o perche’ impiegata nel pubblico e quindi in pensione dopo 15 o 19 anni di servizio.

  35. Zannarini Mauro

    La pervicacia con la quale si cerca di immiserire e schiavizzare i lavoratori Italiani, mi fa sospettare che non sia solo il prevedibile comportamento di un gruppo di sicofanti, ma un preciso disegno da tempo attuato. La corsa alla cancellazione delle regole del viver civile, la qualità di vita continuamente limata e pressanti problemi sottoposti alla popolazione, non può essere solo il risultato d’un incompetenza, alla quale dovremmo opporre una vera class action. Nelle situazioni complesse, gli antichi romani si chiedevano: a chi giova? Dovremo ricominciare anche noi a porci la stessa domanda, perchè a questa corsa verso il baratro non trovo senso. Mi preoccupa il continuo gioco al ribasso espresso bellamente da “industriali”, che hanno trasformato il capitale umano a semplici schiavi, sostituiti prima o poi da capaci robot. La classe Dirigente presenta sintomi di un virus letale.

  36. Ernesto Giorgetti

    I lavoratori dipendenti di oggi pagano le pensioni di varie generazioni (pensioni baby, pensioni di anzianità, pensioni normali) e saranno senza pensione. Perchè non si ribellano?

  37. Cesare Navarotto

    Bisogna passare al calcolo contributivo per le pensioni sopra i 2.000 euro al mese (mantenendo ovviamente la soglia minima di 2.000 euro). Sarebbe una misura di giustizia per allieviare almeno un pò l’iniquo peso della previdenza sulle generazioni attualmente al lavoro. Come mai nessuno propone nulla del genere? Non ha il minimo senso che le giovani generazioni paghino pensioni di 5.000 euro al mese ad ex-dirigenti, funzionari, etc.. che invece dovrebbero ricevere una pensione commisurata ai contributi versati durante la propria vita lavorativa. Non possono esistere diritti acquisiti intoccabili nel momento in cui diventano palesemente insosteniibili ed ingiusti!

  38. bellavita

    Quando ha fronteggiato i rilfessi della grande crisi americana con una serie di provvedimenti certo anche antipopolari, ma alcuni lungimiranti, e gestiti da persone di primordine, certamente non del suo entourage…

  39. Emilio Longo

    La spesa per pensioni erogate nell’ambito del sistema previdenziale obbligatorio è 240 miliardi. Pur trattandosi della prima voce di spesa dello Stato (34% delle uscite correnti), nessuno osa mettere in discussione questo trasferimento di reddito dai lavoratori ai pensionati. E’ già un’ingiustizia che i lavoratori di oggi accedano alla pensione più tardi degli attuali pensionati e paghino più contributi per ricevere in futuro trattamenti più miseri. Quello che però non viene detto ai lavoratori è che nemmeno i loro contributi sono sufficienti a pagare le pensioni: ogni anno lo Stato deve puntellare gli Enti Previdenziali trasferendo altri 35-40 miliardi prelevati dalle tasse (fondi GIAS + copertura disavanzi). Anno dopo anno, dal 1989 ad oggi, tali trasferimenti statali sono stati di 700 miliardi che diventano 1.000 miliardi con gli interessi maturati: oltre la metà di tutto il nostro debito pubblico (1.900 miliardi). Senza la riforma delle attuali pensioni non c’è futuro per i lavoratori e per i giovani.

  40. TEU

    Leggendo i vostri commenti sembra di assistere alla guerra tra i poveri: i poveri dipendenti che commbattono contro i ricchi pensionati. Ma dico stiamo scherzando? Quelle persone hanno lavorato decenni per arrivare ad ottenere quel vitalizio ed hanno sempre pagato le tasse e continuano a pagarle. Prima di toccare le pensioni bisogna almeno provare a stanare e bastonare gli evasori fiscali! E poi parliamoci chiaro: dal 95 ad oggi si sono susseguite una serie di riforme previdenziali! Possibile che i conti dell’inps non siano ancora in ordine? A cosa sono servite se ogni governo poi deve metterci mano? Ho l’impressione che le pensioni siano il perfetto capro espiatorio per evitare di toccare i veri privilegi che affossano lo stato: corruzione, evasione fiscale, lavoro nero, ecc.

  41. Emilio Longo

    Fortunatamente non tutti i pensionati corrispondono allo stereotipo del vecchino che si aggira tra i banchi del mercato scrutando cosa sia possibile comprare con i pochi soldi della pensione. Tra i pensionati si riproducono le stesse differenze presenti nella popolazione attiva: operai e dirigenti, impiegati e autonomi, professionisti e quant’altro. 4,4 milioni di pensionati dichiarano un reddito superiore a quello di un dipendente. L’indagine Banca d’Italia sulla ricchezza delle famiglie rileva che quella dei pensionati è in media quattro volte superiore ai dipendenti. Sicuramente concentrata in poche mani.. ma di pensionati. Quello che li accomuna è avere pagato meno contributi e tasse rispetto agli attuali lavoratori (vedi eredità debito pubblico) essere andati in pensione prima (baby pensionati, etc.) e percepire una pensione che essi si possono solo sognare (retributivo vs contributivo). Allora, questo disparità di trattamento è pure accettabile da un lavoratore se si tratta di sostenere pensionati con redditi e ricchezza familiari inferiori o uguali ai propri (veri poveri), ma non rispetto a quelli che godono di condizioni economiche ben migliori.. e minori preoccupazioni!

  42. vincenzo zoppoli

    Il punto di partenza è quello di definire in modo serio quante sono le persone che traggono sostentamento dall’esercitare una funzione politicamente dipendente. Se proviamo a sommare deputati e senatori, portaborse ed affini, membri dei consigli regionali, provinciali e comunali, nominati e comparielli, potrebbero assommare a molte centinaia di migliaia di persone che non solo costano direttamente ma che sono anche centri di costo nel senso che intorno a loro si generano altri costi per segreteria, auto viaggi ecc.ecc. Da tagliare con la scure po ci sono i finanziamenti enormi ai partiti politici: non è bastato un referendum, ci vuole forse una rivoluzione, morale si spera. E poi i finanziamenti ai giornali cosa sono se non spese riconducibili alla politica. Perché chi disponeva di una solida maggioranza non ha pensato a questo spiega meglio di ogni altra considerazione come siamo preda di una pessima politica.

  43. Fabio Pietrucci

    Incredibile, siamo in balia di un governo e di un parlamento allo sbando. Serve una discontinuita’ netta. Dai giornalisti e dai commenti sui giornali si sentono tante buone idee, ma possibile che non si riesca a organizzare una forza politica seria, a partire dalla base (persone capaci, non intrallazzate in mille interessi), che dia voce e concretezza all’Italia onesta e di buona volontà? Un partito basato su regole trasparenti e ferree rivolte al bene comune? I social network non potrebbero aiutare? Che ce ne facciamo di tonnellate di studi universitari, tecnologia, informazione, se poi sappiamo solo subire passivamente questo scempio? Probabilmente è fantascienza…

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