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  1. Carlo Cipiciani Rispondi

    Come l'articolo del Prof. Pisauro mette bene in evidenza, esistono diverse considerazioni "tecniche" per non essere entusiasti della proposta di inserimento in costituzione del "pareggio di bilancio". Il punto è che classi dirigenti serie non hanno bisogno di chiodi piantati nella parete - che, come ricordava Carlo Azeglio Ciampi a proposito dell'Euro, si possono usare per scalare le cime ma anche per impiccarsi - ma agiscono, al di là delle contingenze e degli interessi di parte, in nome dell'interesse generale. Potremmo inserire questa norma - avere classi dirigenti serie - nella nostra costituzione?

  2. gerardo lisco Rispondi

    Le analisi fatte da Boeri, Pisauro ecc.sono condivisibili. Per la verità quando ho sentito Tremonti parlarne ho avuto un attacco di orticaria. Uno perchè l'art. 81 della Cost. già prevede qualcosa del genere e due perchè mettersi a modificare la Cost. in questo momento è una perdita di tempo. Le osservazioni che ho fatto con amici e in riunioni con militanti del PD hanno trovato conforto nell'intervista rilasciata proprio dal prof. Boeri a linea notte. L'analisi puntuale del prof. Pisauro è eccezionale. Bene ha fatto a pubblicare la proposta del Sen. Rossi ed altri e il testo adottato dalla Germania. La materia è sicuramente complicata ma la riflessione su questi argomenti è necessaria. Sarebbe interessante analizzare il rapporto tra aumento del debito pubblico e politiche dei Governi a partire dagli anni 70. Comparare i modelli di Capitalismo esistenti. Riflettere perchè il debito pubblico è cresciuto in anni di egemonia neoliberista e in quali settori. Capire se la crisi del 2008 e quella di oggi sono due o è soltanto una. Il tempo che passa tra una crisi e l'altra credo che si stia restingendo.

  3. maria di falco Rispondi

    Scrivere il principio del pareggio in bilancio nella Carta Costituzionale è una proposta che la dice tutta sulla vacuità di questa classe dirigente ! Ma come la selezionano ? Ma come arrivano a questi livelli ? Ah, certo, una commissione di piduisti! Infatti, da un lato è la predetta proposta è vacua, ma dall'altro maschera l'ennesimo attacco alla Costituzione, che non vogliono accettare (loro i piduisti, i massoni deviati e compagnia cantando). Allora, si mascherano dietro un principio importante che è nelle cose, però! e così tanto per fare qualcosa, come pagare commissioni di studio, centri di ricerca si perde tempo, denaro e tutto si sfilaccia, ogni cosa perde l'orientamento!

  4. Walter Mescalchin Rispondi

    il pareggio di bilancio è già previsto nella costituzione all'art.81, se non viene rispettato dovrebbe intervenire la Corte dei Conti. Anche per gli enti pubblici vale la stessa cosa, anzi non può esserci disavanzo nell'approvazione dei consuntivi. Gli indebitamenti per investimenti, sono regolati dalla normativa (oggi di fatto sono vietati) prima era vigente la norma dei primi tre titoli della entrate. Non servono nuove leggi, tantomeno costituzionali, ma applicare quelle che ci sono.

  5. Raffaello Morelli Rispondi

    Pregevoli considerazioni tecniche che però velano la questione chiave politico costituzionale. L'einaudiano articolo 81 è sempre esistito e contiene le cose che servono per il pareggio di bilancio. Se il pareggio non è stato rispettato non è perché ne manca la logica in Costituzione, ma perché il sistema nel suo complesso, dai cittadini alla Corte Costituzionale, ha fatto finta che non la prevedesse. Prima quando si è aggirato l'art.81 con fantasia proclamando il suo riferirsi esclusivo al prima e non al dopo, poi non correggendo per anni il debito conseguente, quindi proseguendo nella pratica nonostante le regole europee. Oggi, riscoprire l'intento del pareggio è indispensabile ma la strada scelta può rivelarsi un artificio giuridico di propaganda. Di fatti, a parte le considerazioni sulla complessità, il nodo del problema sta nella distorta concezione sociale per cui nelle istituzioni pubbliche si può fare quello che i privati non fanno: vivere indebitandosi al di là degli investimenti e senza equilibri economici. Va affrontata la drastica riduzione dell’enorme debito. Agevolerà anche il rispetto dell’art.81. E il rispetto dell’art.81 eviterà il riproporsi di questa crisi.