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  1. Ignazio Rispondi

    Occorrerebbe considerare un elemento di fondamentale importanza, la (s)proporzione tra il numero degli avvocati e quello dei giudici. Circa 200 mila i primi, neanche 10 mila i secondi. Sono numeri, a mio giudizio, da guerra civile che esplodono nell'ingovernabilità dell'amministrazione della giustizia. Le false riforme procesualcivilistiche, hanno soltanto ridotto il numero delle udienze, senza considerare che, prima o poi, si arriva alla fase delle decisione ed il giudice, in relazione al proprio carico di ruolo, non può che rinviare ad una udienza lontana nel tempo (deve in qualche modo difendersi da un attacco quotidiano fatto, spesso di cause inutili). Necessita riconsiderare il sistema di accesso alla professione forense (già dall'università) prendendo atto che la professione è giunta ad un punto di crisi. L'applicazione delle norme esistenti sarebbe già un buon passo avanti, tuttavia senza massacrare quel pò di diritto che è rimasto e di rispetto per le parti processuali, frequentemente accontonato per esigenze di "velocità" sinonimo, ormai di giustizia.

  2. Antonio Primatesta Rispondi

    Non condivido nulla di quanto scritto nell'articolo. Aggiungerei che le "norme" oltre a portare intrinsecamente caratteri che le classificano "buone o cattive", sono elementi inerti dell'attività umana che sola le attiva, interpreta, determina. In breve, è sempre la qualità e l'intento degli uomini che ne indirizza l'efficacia. Il problema, a mio avviso, intravede soluzione solo nel vincolo che l'emissione di norme deve sempre avere con principi consolidati e non ipotetici. Mi spiego, nulla è più ipotetica dell'affermazione "parità delle parti" "pari dignità" "giusto processo" e similari, e buona parte dei principi prius che sono affascinanti, ma inefficaci e improduttivi di giustizia ancorchè vincolanti alla legalità. I giudici, spesso, salvano la giustizia insidiata dalla legalità, attenendosi ai principi giuridici fondamentali del neminen ledere, honeste vivere, cuique suum tribuere, che il legislatore italico , vede con fastidio, preferendo inoculare nelle leggi il veleno della sopraffazione possibile o conclamata. Tragicomiche creatività che non giuridiche, ma criminali, andrebbero qualificate, ci stanno accompagnando verso ignoti punti di non ritorno.

  3. Barbara Rispondi

    Sto verificando in prima persona cosa significhi processo civile lento, sentenze scritte senza ne capo e coda e soprattutto illogiche. Non è solo questione di tempistiche lunghe (deposito atto nell'ottobre 2008 con udienza maggio 2011 e sentenza finale in autunno 2011 con inizio del tutto nel lontano 2004 e se penso che riguarda una ristrutturazione del bagno e cucina ad opera di un idraulico i cui lavori sono stati fatturati due volte, non ha mai emesso regolare fattura finale alla mia richiesta, ha chiesto ulteriori fondi dopo che il preventivo riportava chiaramente a saldo... mi viene male) ma mentalità. bisogna capire che ogni ora non produttiva genera un costo puro che grava sulla collettività. bisogna capire che fare una sola udienza (verso le 11.00 per carità non prima...) al giorno crea un disguido enorme, bisogna capire che le pratiche vanno evase nei tempi tecnicamente possibili e che ci sia organizzazione aziendale. ho visto con i miei occhi nelle varie aule di tribunale decine e decine di pratiche impilate su scrivanie desolatamente vuote..... e che tali pratiche sono problemi e non gli auguri di buon anno.

  4. avv. ANIELLO SANDOLO Rispondi

    Carissimo Corrado ho letto il tuo articolo e non mi convince in quanto si tocca sempre la superfice del processo e non la sostanza. Se ti fa piacere ti invio una mia proposta di riforma al codice di procedura civile( solo quattro pagine) che attualmente è al vaglio dei commsissari PD della commissione giustizia della camera e che a Cagliari ha trovato vasto consenso tra avvocati e magistrati. Avv. Aniello Sandolo del foro di Cagliari

  5. marziano Rispondi

    Ogni volta che un avvocato suggerisce ad un giudice di darsi una mossa, sapete cosa succede? Il giudice da torto - comunque - alla parte difesa da quell'avvocato. Tuttavia, come noto, chi ha davvero ragione ha tutto il vantaggio ad una pronta decisione (quella che viene appunto sollecitata) per cui gli avvocati devono trattenersi per non danneggiare il cliente. Sanzioni per i magistrati e stipendi in relazione al carico. Merito, merito merito. Altre riflessioni: Ma sapete quando condanne ha ottenuto un PM come woodcock? E sapete quanto costano le indagini? Vi pare che la corruzione dimunisca per effetto delle medesime? costi/benefici anyone? Perché chi arriva secondo ad una gara di appalto la impugna sempre davanti al TAR? perché non ci sono sanzioni (disincentivanti) per chi le impugna sapendo di aver torto e poi perde ma intanto blocca tutto? Perché il sistema della PA è talmente complicato che quale svista la compie sempre anche il miglior segretario comunale e questo vizio consente l'impugnativa? Perché siamo il paese dove la forma regna sopra la sostanza (anche quando la sostanza e corretta) e dove il rispetto della forma non costituisce in realtà alcuna garanzia?

  6. antonio fasanella Rispondi

    Finalmente su questo sito un articolo ben fatto sulla giustizia civile, se si eccettua qualche "concessio" di troppo all'articolo della Marchesi (tutt'altro che interessante, come viene qui dimostrato), essenzialmente frutto di eccesso di zelo nei confronti dell'autrice. E' senz'altro necessario che, sui problemi della durata dei processi civili, qualcuno cominci a scrivere cose sensate e che, prima di trarre conclusioni dalla "evidenza empirica", si cominci ad analizzarla a fondo, magari cercando di conoscerne meglio le regole e con un minimo di sforzo statistico in più - e i tanti economisti collaboratori del sito potrebbero certamente aiutare nell'impresa. A proposito, perchè per esempio non ci si comincia a spiegare perchè prima della presidenza Saja la Corte Costituzionale chiudeva i giudizi di legittimità costituzionale in quattro-cinque anni mentre dal 1988 in poi ci mette un anno ? Forse hanno cambiato il metodo di remunerazione dei giudici ?