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NEL PARLAMENTO ITALIANO I PIÙ PAGATI D’EUROPA

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In questi giorni politici e mezzi d’informazione si stanno chiedendo quale possa essere il compenso appropriato per i parlamentari italiani che, come è noto, sono i più pagati d’Europa (vedi Corriere della Sera e i dati raccolti dalla Commissione Giovannini). Un criterio equo può essere quello di commisurare lo stipendio dei parlamentari al benessere economico dei propri cittadini, e quindi ad una misura (per quanto imperfetta) di questo: il Pil pro capite.
In figura si vede come esista una relazione lineare piuttosto precisa tra il Pil pro capite e gli stipendi dei parlamentari europei, con l’eccezione dell’Italia che si trova ben al di sopra della retta visibile in figura, costruita escludendola. Tale retta indica per l’Italia un valore di circa 51 mila euro (le linee tratteggiate mostrano il valore del Pil pro capite e il rispettivo stipendio atteso tramite la retta di regressione).

NOTA: la retta di regressione (y = -45580 + 3.28x, R quadro = 0.84) è stata stimata per mezzo dei minimi quadrati escludendo l’Italia. Gli stipendi dei parlamentari sono quelli riportati nel Corriere della Sera del 9 giugno 2005 e quindi inferiori agli attuali.

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87 commenti

  1. Paolo Manasse

    Lo metto anche sul mio blog!

  2. Mario Seminerio

    Forse non è determinante, almeno per i paesi di più antica adesione alla Ue e più sviluppati, ma il Pil pro-capite è espresso in PPP?

    • La redazione

      Si potrebbe fare, ma non penso vi sarebbe un gran cambiamento della retta di regressione dato che la correzione per ppp avverrebbe sia sugli stipendi sia sul pil pro capite. la relazione sui valori nominali mostra una certa condivisione a livello europeo sulla relazione che ci deve essere tra valori nominali degli stipendi e valori nominali del pil pro capite.
  3. Razmataz

    Se venissero contabilizzati tutti i benefit dove andrebbe a finire quel punto rosso?

  4. OttoMorselli

    Ma insomma, tutti che ci danno addosso, ma non capite che stiamo lavorando per voi? Che se non ci fossimo noi politici a condurvi per mano voi sareste rovinati, o popolo bue? E secondo voi non dovrebbe essere adeguatamente retribuito questa nostro impegno (nonché responsabilità) al limite dell’umano? Vabbè comunque dai, dalla prossima legislatura vediamo di limare qualcosina, altrimenti con stà faccenda della casta non ci lasciate più respirare….

  5. guido

    Ma i dati sono di giugno 2005. possibile che la situazione sia ancora questa? Dal sito della camera si legge che lo stipendo è stato rideterminato con la legge finanziaria del 2006 ( http://www.camera.it/383?conoscerelacamera=4 ) Sono questi gli stipendi dei parlamentari? E in Europa, dal 2005 a oggi, cosa è successo? Scusate, ho solo dubbi, adesso cerco qualche dato.

    • La redazione

      Ha ragione, nel grafico ho utilizzato i dati degli stipendi degli eurodeputati precedenti il 2009 dato che allora essi erano allineati a quelli dei parlamenti dei paesi di provenienza e quindi sono una buona proxi degli stipendi dei deputati nazionali. purtroppo non trovo fonti piú recenti per tutta l'Europa.
  6. Roberto A

    Iil PIl andrebbe espresso in parità di potere di acquisto…

    • La redazione

      Si potrebbe fare, ma non penso vi sarebbe un gran cambiamento della retta di regressione dato che la correzione per ppp avverrebbe sia sugli stipendi sia sul pil pro capite. La relazione sui valori nominali mostra una certa condivisione a livello europeo sulla relazione che ci deve essere tra valori nominali degli stipendi e valori nominali del Pil pro capite.
  7. Fabio Cavallotti

    Mai i dati sono riferiti – se ho capito – all’euro-parlamento. Sarebbe interessante vedere il rapporto con gli “sitpendi” delle camere nazionali.

    • La redazione

      Ha ragione, nel grafico ho utilizzato i dati degli stipendi degli eurodeputati precedenti il 2009 dato che allora essi erano allineati a quelli dei parlamenti dei paesi di provenienza e quindi sono una buona proxi degli stipendi dei deputati nazionali. purtroppo non trovo fonti piú recenti per tutta l'europa.
  8. Guido

    Ho trovato. dal 2009 gli eurodeputati percepiscono tutti lo stesso stipendio di 84000 euro. ( http://www.europarl.it/view/it/vostri_eurodeputati/nuove_regole.html ) mentre per quanto riguarda i deputati italiani si sono abbassati due volte gli stipendi: con la finanziaria del 2006 e dal gennaio 2011. ( http://www.camera.it/383?deputatotesto=4&conoscerelacamera=4 ) per assurdo quindi adesso un euparlamentare lettone (o lituano?) è quello che si discosta maggiormente dalla retta pil / stipendo parlamentar.

  9. erikiri

    Considerato che se ne parla da anni direi che gli italiani sono stati a guardare anche troppo …

  10. andrea

    Il problema non è “solo” lo stipendio dei parlamentari, ma anche tutto ciò che c’è intorno: dagli stipendi dei commessi, agli 11.000 euro/mese dei barbieri, dalla mensa a prezzi irrisori, alle indennità parlamentari percepite addirittura dai vigili che prestano servizio nei pressi delle camere. Tagliare questi costi, ridurre il numero dei parlamentari, adeguarne gli stipendi alla media europea, ridurre i privilegi, trattarli da cittadini comuni (anche ai fini pensionistici), vincolare gli stipendi ad un minimo di presenze annue. E ancora: poter decidere chi eleggere (e quindi chi pagare), precludere la possibilità di essere eletto a chi ha carichi pendenti con la giustizia (o peggio ancora è stato giudicato colpevole di reati), salvaguardare il buon nome del Paese (e di conseguenza della politica stessa) dando la possibilità alla Magistratura di agire anche nei confronti dei parlamentari, pur tutelandone la libertà necessaria allo svolgimento dell’attività politica. Ed infine, chi viene colto “con le mani sporche di marmellata”, avesse almeno il buon gusto di fare un passo indietro, dimettendosi… Se davvero ci si volesse mettere mano, non si finirebbe più!!

  11. giulio

    Dei “parlamentari” dei “parlamenti” di ogni singola Regione italiana, che in fatto di riconoscimenti economici hanno intrapreso un’inarrestabile e proficua marcia con l’apertamente dichiarato scopo di raggiungere ed eguagliare i loro esosi colleghi “nazionali” della Camera e del Senato.

  12. matteo

    Come da oggetto sarebbero da verificare i contenuti anticasta di questo blog, attualmente tra i più popolari della Rete. Non so se corrispondono a verità, tuttavia il link è il seguente. http://isegretidellacasta.blogspot.com/

  13. bob

    Ma un Paese che mette il proprio destino nelle mani du un clan come la Lega si deve ancora meravigliare? Di che? Assunzioni di responsabilità per gli amministratori, riportare le Regioni ad entità amministrative ( come in tutti i Paese seri) e basta! Alzare minimo al 20% la precentuale per essere eletti al governo nazionale.

  14. fescotti

    Come si fa a fare una statistica su quanto guadagnano i parlamentari italiani con i dati dei parlamentari europei del 2005. E tra l’altro, come riporta Guido, dal 2009 è cambiata sia la loro retribuzione che la modalità di accesso ai benefit.

    • La redazione

      Ha ragione, nel grafico ho utilizzato i dati degli stipendi degli eurodeputati precedenti il 2009 dato che allora essi erano allineati a quelli dei parlamenti dei paesi di provenienza e quindi sono una buona proxi degli stipendi dei deputati nazionali. purtroppo non trovo fonti piú recenti per tutta l'europa; comunque non penso vi siano state "rivoluzioni stipendiali" negli ultimi anni. conti che gli stessi dati vengono ripresi e ripetuti molto spesso da quotidiani nazionali, dove peró la datazione della fonte non é indicata. Il messaggio dovrebbe essere: per rivedere i compensi dei parlamentari (se ne sta parlando nelle ultime settimane) si prenda in considerazione la ricchezza media dei cittadini di cui sono rappresentanti, come sembra fare il resto dell'Europa.
  15. primo

    Si confonde lo stipendio netto con quello lordo e con il costo complessivo del parlamentare. Non sono adeguatamente calcolati gli effetti della tassazione. Esempio: un parlamentare francese prende un stipendio lordo minore di quello italiano ma quello netto e’ maggiore di quello italiano. Il costo complessivo (tutte le voci) del parlamentare italiano e’ di 20mila euro, quello tedesco di 27mila, quello francese di 23mila e quello inglese di 21mila.

    • La redazione

      Ho usato i dati diffusi anni fa dal parlamento europeo, i cui stipendi allora erano allineati a quelli dei parlamenti nazionali, se mi segnala fonti piú recenti e onnicomprensive (in particolare quella da cui cita i numeri nel suo commento) ricalcolo il tutto.
  16. Marco Massena

    Ottimo lavoro, ma pongo due domande: 1) perché non integrare la vostra formula anche in rapporto alla % del Debito Pubblico? e cioè (Costo/PIL)/(% Debito Pubblico su PIL) 2) perché non estenderlo a tutta la Politica? Esecutivo, Quirinale,…

    • La redazione

      L'idea é buona e se addirittura si sottraesse al pil pro capite il debito pubblico pro capite? 2) si puó fare ma la raccolta dei dati mi richiederebbe un anno sabbatico e onestamente preferisco andare avanti con la mia ricerca accademica.
  17. carlo baldi

    Oltre ai parlamentari riduciamo anche quello dei consiglieri reigonali, che costano mensilmente per retribuzioni , compresi contributi e benefit, oltre 20 milioni ciascuno. Sono 992 consiglieri i cui compnesi vanno ridotti alemno di 2/3 portandoli a circa 2000 euro mese(reddito medio regionale) In 15 anni significa risparmiare 1,7 miliardi di euro ( 1,8 milioni in 5 anni *992) Ho preso il dato di 15 anni perchè lo ritengo un termine necessario per dirurre il debito dello Stato di circa 500 miliardi, per portarlo sotto il PIL e vicino a quanto stabilita a Basilea.

  18. Andrea Stroscio

    Può essere fuorviante confrontare voci di spesa molto diverse senza un’attenta analisi istituzionale. In italia quasi tutta la spesa per parlamentare è in mano alla discrezionalità del parlamentare stesso, ma si tratta di una spesa pressoché onnicomprensiva, all’estero spesso oltre a ciò che può spendere direttamente il parlamentare questi può disporre di moltre altre spese seppure in modo indiretto e meno discrezionale. A conti fatti credo che i parlamentari italiani siano tra quelli meno costosi o almeno in media, ma con una disponibilità di spesa molto più discrezionale e meno controllata. credo che, nel rispetto dell’autonomia politica del parlamentare, sia nel senso di un maggiore orientamento della spesa all’effettiva azione politica e di una maggiore trasparenza che si debba riformare il sistema.

    • La redazione

      Non ho informazioni sufficienti per darle ragione o torto, tuttavia l'elenco dei benefit non direttamente inclusi nel compenso non ha eguali in europa. Si pensi solo al premio assicurativo figurato che sottende il vitalizio dei parlamentari.
  19. Rosella Vivio

    A sentire acluni commentatori nel resto d’Europa chi ha funzioni di rappresentanza parlamentare lavora poco o male, visti i minori compensi percepiti. A parte ciò, il fastidio che si prova nei confronti della ” Casta”, è che siete tutti dei nominati. Nella società a-meritocratica come la nostra, esiste, tuttavia, un’attesa sempre più diffusa che i compensi debbano corrispondere a quanto si produce ed alle buone ragioni per cui si occupa una certa posizione. Forse fareste bene a darvi da fare per modificare la pessima legge elettorale e se cominciaste a coltivare un maggior rispetto per la percezione che in tanti abbiamo e che ” voi” liquidate come antipolitica e demgogia. Anche gli insegnanti, i ricercatori, i poliziotti…lavorano per far funzionare il Paese. E non so cosa succederebbe se smettessero di farlo perchè guadagnano due lir.

  20. Vittorio Emiliani

    Sono stato deputato una quindicina di anni fa e, se non erro, la nostra remunerazione netta (tutto compreso) stava allora sui 14 milioni di lire al mese. Oggi sta sui 14.000 euro. Ci sarebbe stato quindi un incremento attorno al 100 %, mentre il costo della vita, nello stesso periodo, è stato del 35,5 %. Se la remunerazione complessiva dei parlamentari italiani avesse seguito questo indice, oggi gli stessi guadagnerebbero quanto i loro colleghi tedeschi (rispetto ai quali percepiscono invece molto di più, stando al “Corriere della Sera”). Un ultimo dato di esperienza diretta: quando si parla di dimezzare il numero dei deputati e dei senatori si va a spanne, ma neanche troppo, dal momento che l’assenteismo nelle commissioni (che è poi quello che conta, in aula, tranne che nelle grandi occasioni, si ascoltano discorsi interminabili e mediocri ed è più produttivo stare in ufficio a lavorare) è pari al 50 % e anche più. Lavorano – e lavorano intensamente, credetemi, con buoni supporti tecnici e in un clima spesso operoso – i soliti 20-22 deputati. Non di più.

  21. Roberto Di Loreto

    2009: Stipendio uguale per tutti e assistenti più tutelati: entra in vigore il nuovo Statuto …Fino ad oggi il divario negli stipendi era molto elevato, perché ogni Paese pagava i propri parlamentari europei come i parlamentari nazionali. Colleghi di nazionalità diversa, quindi, percepivano una retribuzione diversa pur facendo lo stesso lavoro. Lo stesso accadeva per assicurazione e schema pensionistico, anch’essi gestiti e pagati dallo Stato di origine. Il nuovo Statuto prevede che il salario di un deputato corrisponda al 38,5% di quello di un giudice della Corte di Giustizia Europeo. Ovvero 7.655 € lordi. Anche le imposte saranno uguali per tutti: i deputati saranno soggetti alla tassazione europea. Ma gli Stati saranno liberi di applicare una tassazione ulteriore sui loro stipendi…

    • La redazione

      Questo é vero per i parlamentari europei, ma nel grafico ho utilizzato i dati degli stipendi degli eurodeputati precedenti il 2009 dato che allora essi erano allineati a quelli dei paesi di provenienza e quindi sono una buona proxi degli stipendi dei deputati nazionali.
  22. Filippo Biscarini

    Il grafico è molto efficace ed illustra quello che a naso si sa un po’ tutti: i costi della politica in italia sono del tutto sproporzionati (si pensi poi se li si mettesse a confronto con la produttività). Io però proporrei, invece di ridurre le singole voci degli stipendi dei politici, con complicati calcoli tra indennità, rimborsi. vitalizi e benefit vari (riduzioni che tra l’altro riescono sempre ad aggirare in qualche modo), di ridurre e mettere tetti ferrei alla spesa complessiva per Camera, Senato, rimborsi ai partiti e giù per tutti gli organi politici (ministeri, regioni, province ecc …). Poi che se la dividano come vogliono, tra politici, portaborse, barbieri, autoblu e così via).

  23. agostino piccinali

    Da tempo sto martellando amici, colleghi, sindacalisti, imprenditori e tutti quanti siano disponibili a formare una pubblica opinione trasversale che porti a mobilitazione. Solo l’udire la pentola che bolle, pronta ad esplodere, potrebbe consigliare un’azione alla casta! D’altro canto le mail che mando si politici rimangono regolarmente lettera morta, quindi dimostrano quanta distanza c’è tra loro e il cittadino.

  24. f

    E nonostante questo è la peggiore classe politica Europea

  25. Michele Intorcia

    Il fatto di avere misurato un’associazione statistica tra Pil pro capite e indennità dei parlamentari con Rq piuttosto alto e dunque significativa non implica affatto che questo criterio sia un criterio “giusto”anche dal punto di vista etico-politico. Mi spiego: se anche l’indennita’ dei parlamentari italiani si adagiasse sulla retta di regressione avrei forti dubbi che la retribuzione sia giusta da un punto vista morale. L’indennità parlamentare è regolata da una legge del 1965 ed è agganciata, allo stipendio di un magistrato presidente di sezione di Cassazione con 35 anni di anzianità. Cioè chi è appena stato eletto prende lo stesso stipendio di un magistrato a fine carriera, cioè del magistrato di Cassazione che quindi è il magistrato con tantissimi anni di carriera. Non c’e’ alcuna logica in questo se non di opportunismo pratico. Io ritengo invece che l’indennita’ andrebbe agganciata allo stipendio più basso percepibile nell’amministrazione pubblica, ovvero a quello di un precario.

    • La redazione

      Non so se il criterio é giusto da un punto di vista morale, ma sicuramente é condiviso dalla maggior parte dei paesi europei vista l’adesione alla retta di regressione

  26. giuseppe

    Gli stipendi adeguati a quelli fuori dal parlamento e senato, due legislature poi ricambio dei soggetti,(nessuno ha dato mandato a vita,) pensione dopo 35 anni non dopo aver messo piede dentro montecitorio, l’equità in una nazione e’ il fulcro della democrazia.

  27. wsa

    Disgusto Circa la retta di regressione, anche se l’Italia e’ chiaramente un outlier avresti comunque dovuto includerla nel modello. Non che il risultato sarebbe stato diverso. Purtroppo

    • La redazione

      Non sono d'accordo. Se cerchi la regla non devi basarti sull'eccezione. Grazie comunque per il commento
  28. zool

    Quando si dice “outlier”.

  29. Davide

    A mio avviso la dittatura si nasconde dietro il privilegio di pochi . . . quindi non siamo in un paese democratico…ma in un paese pieno di regnanti … che si chiamano politici …. una volta c’erano i feudi … ma in fondo le cose non son cambiate di molto …. che schifo

  30. Vito Ricci

    Al posto del Pil procapite ho utilizzato come regressore l’indice di sviluppo umano che tiene conto anche di altri elementi oltre al Pil. La relazione risulta sempre significativa, ma con un R2 un po’ più basso. Oltre all’Italia, sembra che anche l’Austria sia da considerare outlier.

    • La redazione

      Interessante, sarebbe bello collezionare questi tipi di grafici.
  31. Vito Ricci

    Ho stimato la regressione tra stipendi dei parlamentari e rapporto debito pubblico/PIL. Anche in tal caso l’Italia è un outlier. Tuttavia la situazione si presenta con una maggiore variabilità intorno alla retta di regressione e quindi un valore più basso di R2.

  32. alessandro red

    Condivido l’indignazione per i costi dei parlamentari – in particolare vitalizi e auto blu – ma c’è il rischio di sbagliare bersaglio. Quali sono i costi assolutamente evitabili della difesa (acquisto di aerei da caccia e altro) e quali della Chiesa ( 8 per mille, Ici, e altro) etc etc?

  33. cgiammarco

    A questa soluzione aggiungerei un altro parametro, il rapporto fra il numero dei parlamentari e quello degli abitanti: si può costruire un grafico tenendo conto di entrambi i parametri? Sarebbe anche utile conoscerne le modalità di tassazion.

    • La redazione

      Per quanto riguarda il numero dei parlamentari, penso sia un problema diverso e si potrebbe costruire quindi un grafico diverso (ora provo a vedere se trovo i dati).
      Per quanto riguarda la tassazione e' piu' complicato anche se i dati che ho usato erano quelli dei parlamentari europei del 2005 (allora allineati a quelli nazionali), che avevano una tassazione omogenea.
  34. mattia

    Mancano le unità di misura sugli assi, manca l’indicazione delle fonti, non viene espresso cosa si intende per retribuzione (vengono inclusi i benefit? si tratta di stipendi netti o lordi? perché se sono lordi dipende anche dalla tassazione nel singolo paese…). Oltre a ciò il Pil pro capite non dice tutto. Il costo della vita non è necessariamente proporzionale al Pil in tutte i paesi. Insomma, messi così questi dati non dicono niente, sono inutili.

    • La redazione

      Caro Mattia,
      sono perfettamente conscio dei limiti del grafico mostrato, anche se l’unita’ di misura e’ ovvia (euro) e la fonte degli stipendi e’ indicata nella nota al grafico.
      Come puoò constatare nella nota citata ho usato per gli stipendi dati di natura giornalistica che sono carenti di tutte le informazioni che lei richiede.
      Leggendo quei dati mi sono semplicemente chiesto se esisteva una relazione con il pil pro capite, ed effettivamente questa relazione esiste ed e’ piuttosto forte con l’esclusione dell’italia (e anche del lussemburgo, non indicato in grafico, che paga troppo poco i propri parlamentari). come si sarebbe potuto accorgere leggendo la nota, gli stipendi sono quelli erogati dal parlamento europeo nel 2005, e quindi per loro natura fiscale e di benefit omogenei, se non per la cifra che era allora allineata a quanto ricevevano i parlamentari nazionali.
      Detto questo il grafico voleva solo mettere in luce due cose, senza pretesa di precisione: 1) esiste una relazione tra stipendi dei parlamentari e pil pro capite che potrebbe essere usata per determinare lo stipendio equo di un parlamentare italiano, dato che in questi giorni giornali e politici si tanno ponendo questa domanda, 2) rispetto a questa relazione, l’italia paga i propri parlamentari troppo.
      Se poi mi si dovesse chiedere di rifare le elaborazioni perche’ il nostro parlamento ha deciso di valutare la proposta (cosa che escludo), lo farei volentieri, ma il lavoro richiederebbe una lunga fase di raccolta dati, che, come giustamente rileva, non includono i benefit, il diverso potere d’acquito dell’euro nei vari paesi (problema che ho gia’ affrontato in altri commenti) e la diversa tassazione.
      La ringrazio per il commento, ma la invito anche a guardare la luna, non il dito che la indica.

  35. filippo aleati

    Non tutti i lavori sono uguali. Costruire un muro o intermediare titoli in borsa non richiedono di aderire ad una missione. Insegnare o rappresentare gli elettori in parlamento si. Avere una missione alta e morale – educare le nuove generazioni o partecipare alla guida di un paese – presuppone zero interessi opportunistici e quindi teoricamente un salario di mera sussistenza sarebbe sufficiente. Di fatto i primi parlamenti erano composti di elite anche di censo che non avevano bisogno di stipendio ne’ di rubare. Dopo la rivoluzione francese I parlamenti hanno aperto le porte al Quarto Stato e il parlamentare e’ diventato un mestiere. I migliori tra noi dovrebbero rappresentarci e guidarci, lo fanno invece gli opportunisti In Italia nazione giovane e divisa, con una fresca guerra civile, una vecchia questione meridionale , poco senso dello stato condiviso e lungo scontro politico ideologico, dagli anni di piombo I migliori hanno cessato di occuparsi di politica e piu’ gli opportunisti prendono piede meno la politica attrae le elite del paese. Referendum per stpendio parlamentari pari al salario di un giovane ricercatore, vediamo se se ne vanno all’estero anche loro..

    • La redazione

      I ricercatori espulsi dal sistema universitario italiano sono generalmente benvenuti all'estero, ma questi parlamentari chi se li prende?
  36. Christian LOcatelli

    Ci sono i dati per fare gli stessi rapporti per i paesi africani, asiatici e sudamericani? Dividendo anche tra paesi democratici e regimi o pseudo regimi? è illuminante vedere come inconsciamente i paesi democratici occidentali stiano sulla curva, l’Italia non ci sta, ma forse sta su altre curve, forse implementando le altre curve questo rapporto Stipendio politici PIL potrebbe anche essere un indice della democraticità del paese. Si potrebbe scoprire che l’Italia si avvicina di più alla curva dei paesi sottosviluppati o delle dittature.

    • La redazione

      Questa proposta è interessante, forse non facile da perseguire per la difficoltà nel reperire i dati.
  37. Franco De Vincenzis

    Assolutamente condivisibile. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di ridurre il numero dei parlamentari. Infatti, un numero limitato è troppo facilmente manipolabile. N. 900 parlamentari a 51.000 euro lordi mensili. Mi sembra più che ragionevole per restare in media europea e in rapporto al reddito pro capite.

  38. giancarlo

    Signori, questi prendono più del triplo di quello che si meritano, e voi vi state a fare dei problemi di PPP o di correttezza della retta?

  39. Matteo Pelagatti

    Ringrazio tutti coloro i quali hanno fatto commenti al grafico. Volevo fare solo un paio di precisazioni in merito ad alcune obiezioni peraltro assolutamente condivisibili. 1. I dati sono vecchi e riguardano il parlamento europeo, tuttavia allora i parlamentari europei avevano stipendi allineati con quelli dei parlamentari nazionali. Infatti molti giornali italiani continuano a pubblicarli, tuttavia senza indicare la natura del dato (come invece ho ritenuto di fare in nota). 2. È vero che i confronti si potrebbero fare anche a parità di potere di acquisto (PPP), tuttavia la relazione che trovo in moneta nominale è piuttosto forte per tutti i paesi con l’esclusione dell’Italia e inoltre la correzione per PPP agisce nello stesso modo sia sul regressore (PIL pro capite) sia sulla risposta (stipendio), pertanto non mi aspetto grandi modifiche nella relazione anche tenendo conto di tale correzione. 3. Non volevo fare il Savonarola di turno, ma solo indicare un criterio intelligente e, a quanto pare, condiviso in Europa per stabilire un giusto compenso per i nostri rappresentanti in Parlamento, dato che negli ultimi giorni è nato un dibattito in merito.

  40. Alessandro Pagliara

    Se esistesse una legge che obbligasse tutte le cariche elettive ad avere un allineamento preciso al Pil pro capite…sicuramente: – nel meridione le regioni, i comuni farebbero di tutto per cercare di arricchire i loro cittadini, non solo pochi di loro – allineamento andrebbe fatto escludendo i decili più ricchi e quelli più poveri in modo da dipendere sostanzialmente dalle classi medie – stesso ragionamento avrebbe fatto per consulenze e dipendenti pubblici in genere, in tal caso andrebbero allineati alle medie delle relativa attività private Servirebbe una leggina da 1 paginetta….scopriremmo quanto di potrebbe rendere più giusto questo paese. I miei complimenti all’autore.

  41. matellini angelo

    E’ possibile estendere questo grafico indicando nelle ordinate il costo della pubblica amministrazione per parlamento, consigli regionali ecc. di tutti i paesi europei? il dubbio è che la originialità dell’Italia sia ancora più evidente.

  42. Giuseppe Licciardi

    L’analisi dei dati prodotta è molto interessante. Sarebbe altrettanto interessante vedere lo stesso grafico con le regioni italiane (forse la reperibilità dei dati potrebbe essere un problema).

  43. antonio gasperi

    Dopo alcuni giorni di ferie, vedo ora il semplice ma interessante grafico di regressione lineare e il vivace dibattito, compresa replica dell’autore, che ne è seguito: faccio osservare ai lettori che forse esiste una correlazione fra questi dati (notare fra l’altro come la Grecia stia circa a metà sulla verticale dell’Italia) e il dibattito di questi giorni sulla casta dei politici italiani anche sul web (vedi blog di spidertruman ecc.) e vorrei invitare tutti ad indignarsi e a reagire, prima che qualcuno utilizzi i metodi della sfortunata sponda sud del Mediterraneo complimenti all’autore e alla redazione Antonio Gasperi

  44. Vito Ricci

    Ho fatto questa analisi, considerando lo stipendio dei governatori e il Pil procapite regionale; non esiste una relazione, ma si notano alcuni raggruppamenti di Regioni con valori simili, ad es. regioni meridionali con Pil procapite basso e retribuzione del governatore elevata.

  45. Maurizio Nizzola

    Per quanto riguarda i parlamentari in Italia abbiamo tre primati: il maggior costo, le peggiori performance, il più alto livello di scandali e corruzioni. Nessun rapporto tra stipendi e situazione economica del Paese. La casta è sempre più “padrona” e non fa differenza il colore politico. Molte chiacchiere, pochi i fatti..anzi nessuno. Ciascuno tiene stretta la sua borsa dei bezzi e dei privilegi. E se Di Pietro vuole ridursi lo stipendio lo faccia sul serio. Come? accreditando una parte dell’emolumento a beneficio di un conto aperto a favore dei pensionati poveri o semplicemente restituendolo al mittente, come ha deciso di fare il presidente Napolitano.

  46. corrado

    Ditemi voi se non è una vergogna. Ora questi parlamentari con i danni che hanno fatto in questi anni dal 1980 in poi, specialmente in questi ultimi 10 anni, il minimo che possono fare è tornarsene a casa e restituire tutti gli stipendi che hanno avuto fino ad ora. Specialmente chi ha avuto in mano le sorti del nostro paese (governi) presidenti, ministri sottoministri e commisari vari. Il debito lo hanno fatto loro e loro lo devono pagare. Noi abbiamo pagato abbastanza, anzi è ora che ci ritorni il maltolto.

  47. Luigi

    Che vergogna! Parlamentari ultrapagati per mandarci a fondo! Quale scempio! Quale ingiustizia immonda!

  48. Carla Gaiani

    Scusi una precisazione. L’articolo titola “Nel Parlamento italiano i più pagati d’Europa”. Il link del Corriere al quale si rimanda invece si legge: “Eurodeputati: stipendi, vincono gli italiani”. Quindi deduco, anche dalla risposta data da Matteo Pelagatti, che i dati si riferiscono al parlamento europeo. E’ corretto?

  49. Piero

    Scilipoti guadagna più che Obama. Il trota guadagna più che il presidente dello stato di New York.

  50. Andrea Olivares

    Onde evitare equivoci andrebbe indicato anche l’anno a cui il PIL è riferito, visto che avete messo l’indicazione dell’anno a cui è riferito lo stipendio (2005) e nel caso capire se lo stesso anno di riferimento è stato usato per tutti gli stati. Detto ciò è talmente discordande dalla media degli altri stati che neanche usando il PIL dell’America e prendendo lo stipendio di Andreotti quando è entrato in politica rientreremmo nella giusta via.

  51. Alessandro

    Lungi da me difendere i parlamentari italiani in questo momento storico, ma questo articolo rischia di essere fuorviante, specialmente nel titolo. E’ bene precisare che ci si riferisce ai deputati italiani eletti al Parlamento Europeo, non a quelli eletti al Parlamento Italiano.

    • La redazione

      I dati sono vecchi e riguardano il parlamento europeo, tuttavia allora i parlamentari europei avevano stipendi allineati con quelli dei parlamentari nazionali. Infatti molti giornali italiani continuano a pubblicarli, tuttavia senza indicare la natura del dato (come invece ho ritenuto di fare in nota).

  52. Enrico D'Elia

    Perché non paghiamo 3/4 dello stipendio dei nostri rappresentanti con opzioni decennali per l'acquisto di titoli emessi dalle rispettive amministrazioni? Si ridurrebbe drasticamente la propensione ad accumulare debito, ad approvare spese improduttive e a polemizzare con gli avversari politici sulle scelte strategiche di lungo periodo.

  53. Francesco Laudani Fichera

    Pensavo che i commenti su un sito di alto livello cognitivo e serio come lavoce.info fossero cauti, paludati. Invece, vi siete scatenati. Suvvia, un po’ di contegno! Non possiamo dileggiare coloro che rappresentano, dignitosamente, le istituzioni ed il meglio del popolo Italiano; lo hanno dimostrato nel tempo. Tra l’altro, si stanno impegnando, allo spasimo, per diminuire le proprie indennità che sono, già, ai limiti della povertà (Castelli dixit). Se spingiamo oltre saremo passibili, penalmente, di istigazione al suicidio (Mussolini vajassa dixit).

  54. Michele Fundarò

    Molto possono i media, sopratutto i sociali: i primi perchè più vicini alle fonti dell’informazione, i secondi più capillari nella diffusione. Ma bisogna fare presto, perchè la bomba di Equitalia potrebbe essere solo l’inizio di una rivolta.

  55. maria di falco

    questo grafico è come una pugnalata al cuore ! Il puntino rosso che campeggia isolato e al di sopra di tutti gli altri la dice lunga sul distacco della classe politica italiana dalla realtà concreta del paese, la dice lunga sulla voracità di coloro che si autoproclamano (vista la legge elettorale esistente) rappresentanti dei cittadini e la dice lunga sul manipolo di oligarchi che tengono per la gola un’intera nazione. Che si vuole aggiungere di più…. Nulla di nulla !

  56. Franco

    Un fatto che mi lascia molto perplesso e dubbioso sulla buona fede dei parlamentari italiani nel loro dovere istituzionale e costituzionale di esercitare la sovranità loro delegata dal popolo è la assenza assoluta del pur minimo riferimento ad una proposta di legge di iniziativa popolare approvata già dal settembre scorso dall’ufficio elettorale della Corte di Cassazione e i cui moduli di raccolta firme giacciono già da mesi negli uffici comunali e anagrafi del Paese.E’ sintomatico che questo fatto sia escluso dai media e dalla comunicazione in genere ed è indice della impermeabilità di un certo sistema di interessata vicinanza a scapito della libera democrazia.E ciò nonostante in questi giorni si discuta finalmente del problema dell’equiparazione europea degli stipendi dei parlamentari:. se ne discute perchè al nuovo governo si è chiesto di dare l’esempio, ma, nel frattempo, ai richiedenti non viene detto di andare a firmare la proposta che deve venire da loro.Italiani dormienti?

  57. Roberto A

    Per prima cosa bastava andare sul sito di camera e senato e ricavere le indennità sia lorde che nette dei parlamentari italiani. E io avrei utilizzato il dato netto,visto che mi risulta che in diversi altri paesi sull’indennità dei parlamentari si paghi poco e forse in alcuni anche niente di imposte. Quindi non mi pare corretto questo confronto,fatto poi su dati del 2005 e dei parlamentari europei, tenuto conto che quelle indennità sono state ridefinite ultimamente e che anche le indennità dei parlamentari italiani sono state prima bloccate e in alcune occasioni ridotte.E io avrei provato a fare oltre al confronto con il PIL procapite,anche con il PIL per lavoratore tra i vari paesi.

  58. sgl

    Pochissimi cittadini conoscono i nomi dei ns. Europarlamentari. Conosciamo ancora meno l’attività che essi svolgono, quante commissioni dirigono, con quanta assiduità frequentano le commissioni e il Parlamento; quanto è il loro contributo alla costruzione dell’Unione? Ogni tanto sentiamo che l’Italia non fa pieno utilizzo dei fondi comunitari stanziati. In conclusione: quanto vale un Eurodeputato italiano? Poiché siamo una nazione mediterranea, potremmo equiparare il compenso netto dei ns. Eurodeputati a quello delle loro colleghi mediterranei; Portogallo, Grecia, Spagna, Malta e Cipro. Potrebbe essere più rappresentativo ed equo. Cordialmente. sgl.

  59. andrea

    E’ pregevole lo sforzo fatto per riportare i dati europei ad una base comune, ma mi piacerebbe che la Voce riuscisse ad approfondire il tema in riferimento ai Consigli regionali. Penso proprio che l’anomalia italiana stia nelle remunerazioni assolutamente fuori linea di questo livello di governo ove un consigliere, che ha limitatissime responsabilità e oneri, guadagna 3/4 volte di più di un Sindaco di una città media. E le disparità riguardano anche i dipendenti, a parità di mansione. La cortina di fumo su questi dati e l’accanimento sui governo provinciali sono per lo meno sospetti….

  60. Giorgio

    Quello che trovo veramente terrificante in questo grafico è che l’Italia ha un PIL pro capite inferiore a quello della Spagna e di poco superiore a quello della Grecia, di Cipro e della Slovenia. Cordiali saluti.

  61. Dario Quintavalle

    Un qualunque dipendente pubblico, per svolgere un’altra attività anche occasionale, deve esserne autorizzato. I nostri parlamentari spesso conducono parallele e redditizie attività professionali, talvolta in manifesto conflitto – di tempo e di interessi – con la loro attività parlamentare. L’indennità parlamentare è nata come un compenso per chi si dedica a tempo pieno alla politica: se non si può diminuire sarebbe almeno il caso stabilire anche per i membri del Parlamento l’obbligo di esclusiva. Mi pare strano che questo tasto non venga mia toccato.

  62. carmen

    Nel paese (Italia) dei buffoni (classe politica) non tutti sono uguali. Per i comuni cittadini si grida a gran voce che il criterio per la determinazione di stipendi e pensioni deve tenere conto del contesto attuale: in tempo di crisi e globalizzazione bassi salari perché altrimenti non si è competitivi, nonché salario agganciato alla produttività, basse pensioni altrimenti il sistema dei conti pubblici non regge (ma forse chissà, il sistema non regge perché si cresce poco grazie a lobbies, corporazioni, rendite e pochissima concorrenza, non regge grazie a corruzione e evasione fiscale). Per i politici invece si pretende di applicare il criterio opposto: salari, retribuzioni, prebende, pensioni e vitalizi al passo dei paesi ricchi d’Europa dove il contesto è completamente diverso dal nostro paese sotto tutti i punti di vista (maggiore produttività, conti pubblici in ordine, maggiore crescita etc.). Il contesto Paese deve valere per tutti, comuni cittadini e politicanti: i nostri sono di dubbia onestà, scarsissima efficienza e produttività ma pretendono gli stipendi dei più virtuosi d’Europa! La crisi vale per tutti!

  63. el azzaharita

    Sono certissimo che il loro stipendio sia stato legalizzato. Come fare per farglielo abbassare? Secondo me rifiutandosi di andar a votare questa legge porcata, riconosciuta e paternalizzata (se mai vanto si potrebbe trarne!)- rifiutandosi nelle primarie di partecipare se non presente al primo articolo la verginità del proprio certificato penale. Certificato penale immacolato! Con neppure nds: nulla da segnalare! Sconosciuti alle forze dell’ordine! Questo…………nel nome di Allah! potente e misericordioso.

  64. Tommaso Leso

    Una anche veloce analisi dei dati (io l’ho fatta solo per Francia e Germania, ma temo che si potrebbe ripetere per molti altri paesi) dimostra inequivocabilmente che il dato Italiano e quelli degli altri paesi sono stati analizzati in modo molto diverso. Se per il dato italiano, infatti, si tiene conto del totale degli emolumenti dei parlamentari (Indennità netta, diaria, rimborso forfettario per le spese di rapporto tra eletto ed elettore), per gli altri stati si considera solo l’indennità netta. Una rapida visita al sito ufficiale dell’Assemblé Nationale o della Bundestag chiarisce che i Parlamentari tedeschi guadagnano circa 11mila euro al mese (più benefit), quelli francesi circa 12mila al mese (più un contributo di 9mila per collaboratori, che se non viene usato va al partito di appartenenza). Con lavori come questo si fa solo brutta figura con chi cerca informazione e non indignazione a buon mercato.

  65. Gianni

    Vorrei lanciare un’idea. Parto dal presupposto che chi va in parlamento (ma anche nei consigli regionali, provinciali e via di seguito) ci debba andare non per guadagnarci ma per servire il paese, ho immaginato un tipo di retribuzione che sia basata su quel principio. Traducendolo in fatti lo stipendio del parlamentare (al netto delle spese, che però devono essere documentate) debba rispecchiare quanto dichiarato al fisco nell’anno precedente all’elezione. Siccome la norma può essere troppo stringente (se viene eletto un disoccupato, oppure un Berlusconi) si possono immaginare di porri di limiti di minimo e massimo, ma se l’anno prima il deputato ha guadagnato (e dichiarato) tra questi due limiti, continua a prendere quello. ciao

  66. ivan mosenghini

    Concordo pienamente, aggiungerei in oltre il rimborso delle spese a seguito di presentazione dell apposita documentazione fiscale con un tetto, compresi viaggi aerei etc con l’obblico si giustifica le spese alla corte dei conti. Gli assistenti e uffici vari devono essere inquadrati con contratto e stipendi direttamente erogati dalla amministrazione pubblica. Sanzioni pecuniarie per comportamenti disdicevoli in aula a giudizio dei presidenti di turno. Obbligatorietà di mettere online stipendi,rimborsi, spese delle cariche pubbliche in modo trasparente.

  67. maurizio mauri

    Propongo di calcolare il futuro stipendio dei parlamentari come funzione dello spread btp-bund a dieci anni , con lo spread non in punti base ma in cifra assoluta (paga annuale parlamentare tedesco)* tasso di sconto Bce/spread= paga parlamentare italian.

  68. giorgio pugliese

    Ritengo che l’articolo, riportando il “costo” si riferisca al solo stipendio, ma il vero costo si ottiene considerando le altre indennità, i contributi per gli aiuti e le trasferte, le liquidazioni e le pensioni. Se aggiungiamo il costo per le malversazioni, difficilmente quantificabili quanto purtroppo frequenti, abbiamo senz’altro la casta politica più numerosa (esclusa solo la G.B.) e costosa d’Europa, e quella con la più bassa percentuale di partecipazione ai lavori. E’ molto triste pensare che occorra un Grillo (urlante e non parlante) per avere un sintomo di resipiscenza al riguardo.

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