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  1. Claudio Buriani Rispondi

    Sintesi del problema legato alla riduzione del costo della politica: è dificile che i tacchini preparino un buon pranzo di Natale ! Secondo me sono troppi i politici, occorre ridurre il numero, oltre che procedere alla razionalizzazione del sistema. Poi, last but not least, non ce li togliamo più dai piedi, continuano, una volta decaduti/trombati, ad occupare posti (di regola inutili) ed acquisire prebende.

  2. massimo marini Rispondi

    Non vedo perchè chi fa politica - che secondo me è pura missione - non debba continuare a prendere lo stesso stipendio del lavoro che svolgeva e che svolgerà di nuovo finito l'impegno politico. Poi sicuramente devono essere rimborsati di tutte quelle spese "vive" che sono sostenute per vivere fuori casa, per spostarsi. Chi decide volontariamente di utilizzare le sue capacità per il bene del proprio Paese deve sapere che si tratta di grande impegno ma non di sistemazione finanziaria per tutto il resto della vita. E' vergognoso continuare così.

  3. d. valvano Rispondi

    A chi dice, se non fosse possibile per uno stato battere moneta. E proprio questo il punto se e possibile perchè non lo fa? Se lei fa una approfondita ricerca constaterà che sia la Federal Reserve, sia la Bce come la Banca d' Italia sono istituti privati che battono moneta per conto dei rispettivi governi secondo domanda ed esigenza dei mercati in cambio di un corrispettivo. Le faccio notare che le quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia sono detenute per il 94,33% da banche e assicurazioni e per il 5,67% da enti pubblici Inps e Inail.(Fonte Wilkipedia Banca d'Italia ) Una SPA che sicuramente mette al primo posto gli interessi dei suoi azionisti. E i cittadini? Chi a provocato questa crisi? Alle banche interessa solo battere cassa ( in questo caso battendo moneta). La Banca d'Italia dovrebbe essere un istituto di diritto pubblico come stabilito dalla legge bancaria del 1936 ribadita anche dalla corte suprema di cassazione.

  4. ferdinando Rispondi

    In Grecia stanno scovando coloro che esercitano il mestiere del politico e li puniscono con lo yogurt. In Italia questi superprivilegiati devono essere puniti con uova fradice , specie quando vanno con le auto blù.Questa orda famelica non ha nessun ritegno alla propria ingordigia e non si preoccupa della situazione che sta precipitando. Il saccheggio sistematico della ricchezza del paese non viene avvertito appieno dalla opinione pubblica, finora. I privilegi che si sono ritagliati sono scandalosi, è un banchetto senza fine. Eletti o designati superpagati, annidati in tutii i consessi, utili o inutili. Mazzette camuffate da consulenze, regioni speciali che guazzano nell'abbondanza, enti inutili tenuti in vita per le poltrone, organizzazioni che godono di esenzioni scandalose, 8 per mille miracoloso, una burocrazia arrogante e cattiva. Allegria, un radioso avvenire è alle nostre spalle.

  5. Roberto Fiacchi Rispondi

    Va a finire che anche tutti i privilegi dei Parlamentari sono colpa dei cittadini poco attenti! Non penso si tratti di egoismo dei politici, ma del normale egoismo dell'uomo, che, se non sottoposto a regole e ad una adeguata cultura civica, quando può, ne approfitta. Ed i Parlamentari hanno il 100% delle occasioni, visto che sono loro a decidere tutto su se stessi. Pertanto la prima cosa urgente sarebbe togliere dalle loro mani le decisioni sui loro privilegi.In quanto alla legge elettorale è un falso problema, quando mai non decidono i partiti che verrà eletto?All'egoismo naturale poi si aggiunge il menefreghismo, ovvero l'assoluto disinteresse a migliorare le condizioni dei cittadini.Mi sembra si sia tornati indietro, abbandonandosi alla legge naturale del più forte; ma l'intelligenza non è forse presente nell'uomo,affinchè possa distinguersi dalle bestie.Certo non è un solo personaggio "illuminato" che può migliorare la situazione.Forse la cultura vera potrebbe dare una buona mano ( anche guardando la storia ), ma le recenti vicende non hanno forse evidenziato che la cultura non interessa gran chè. Allora? Forse dovranno esserci ancora molte lotte per ritrovare la giusta strada.

  6. Gian Lorenzo Spisso Rispondi

    Signor Valvano, le consiglio di informarsi meglio. Il signoraggio è l'inevitabile conseguenza della sovranità di uno stato espressa nella politica monetaria (per noi europei delegata alla BCE, scelta problematica, ma che come si suol dire "è un altra storia"). Se non fosse possibile per un paese battere moneta, e quindi assegnare a un pezzo di carta del valore di pochi centesimi il suo valore monetario (che viene consacrato incamerando valore REALE dai mercati finanziari tramite le operazioni di mercato aperto), semplicemente non ci sarebbe moneta. Lungi dal generare debito il signoraggio genera valore per gli stati riverberando sui tassi di interesse e sull'inflazione delle varie economie. Nessuno ne parla perchè non c'è niente di cui parlare, e quella che circola su internet è una bufala che trae sostentamento dalla scarsa comprensione che i profani hanno della materia.

  7. d. valvano Rispondi

    Concordo pienamente con quanto esposto ma non è il vero problema a cui la politica deve mettere le mani, il vero problema da risolvere e quello del signoraggio bancario che genera il debito pubblico, questo è il nocciolo del problema..argomento di cui nessuno parla apertamente e invece dovrebbe fare la prima pagina di tutti i quotidiani e telegiornali spiegando agli italiani come la classe politica a permesso che istituti privati si appropriassero dei loro soldi. Che io sappia due persone hanno tentato di risolvere il problema, uno era un certo J.F.K. vedi ( ordine esecutivo 11110 ) L' altro Abraham Lincoln. Forse e per questo che non se ne parla. Certo e che uomini di tale fatta sono rari. Noi chi abbiamo? Finisco con una citazione di J.J.Rousseau: La parola finanza è una parola da schiavi e sconosciuta in uno stato veramente libero, in questo se veramente libero i cittadini fanno tutto con le loro mani e nulla col denaro.

  8. Luca Rispondi

    Sono abbastanza stanco di leggere ovunque commenti di gente che si aspetta che cambi "qualcosa" (notare la forma grammaticale impersonale), o che proclama al mondo la sua indignazione. Chi dovrebbe cambiare e cosa si dovrebbe cambiare? e con quali strumenti? Non so, aspettate il solito uomo o evento della provvidenza, quando Mussolini, quando Mani Pulite, quando Berlusconi, Di Pietro, Grillo, Vendola e via a proseguire, che vi faccia cadere dall'alto, non si sa come e senza la vostra partecipazione, la società "giusta" che meritate per il solo fatto di essere al mondo e lavorare? E quand'anche "qualcuno" vi offrisse ciò, pensate che sia il caso di lasciarlo lavorare, senza esigere che abiti in una casa di vetro, senza stargli col fiato sul collo tutto il giorno anche dopo le vostre 8, 10,12 ore di lavoro al giorno? Ma cosa credete che avvenga se qualcuno si indigna? Che va in strada coi cartelli? Avete visto, sì, cos'è capace di fare un regime "democratico" quando ha voglia davvero di bloccare le cose? Genova, G8, ricorda niente?

  9. Gian Lorenzo Spisso Rispondi

    "[...] argomenti tradizionali che nella teoria economica si avanzano per decidere se una particolare funzione debba restare nell'ambito privato e pubblico, si dovrebbe aggiungere anche la possibilità che una determinata collocazione ne aumenti la capacità di controllo da parte della politica disonesta." Implicitamente si sostiene che il privato sia meno disonesto rispetto al pubblico. Ma la privatizzazione del settore idrico in Gran Bretagna mostra come invece, in presenza di asimmetrie informative significative, lo stesso profitto che motiva il politico alla disonestà può ben portare il privato sullo stesso sentiero. Spostare le funzioni al privato acuisce, anzichè diminuire, il problema, generando strutture di regolazione inutili ed inefficienti. Si veda lo studio di Hans e Lobina.

  10. giuseppe, pensionato Rispondi

    La mortificazione subita dai cittadini da parte dei politici per i fatti esposti nell'articolo, si evidenzia nell'impotenza di eliminare questi politici, radicati come sono al sistema di comodo da essi stessi creato- Spero tanto in una seria iniziativa popolare che possa cancellare i privilegi di cui tutti i politici godono, non conoscendo alcuno che abbia rinunciato ad essi- Se poi a questi privilegi si aggiunge la sfrontatezza di comportamenti illegali che la prepotenza della casta attua senza alcuna remora, il disgusto, il disprezzo per i politici è ancora poco.

  11. Giannino Francesconi Rispondi

    Dopo avere letto l'articolo l'unico commento da fare: al peggio non c'è mai fine, ho speranza che tutto ciò finirà perchè sta salendo l'indignazione della gente che spera in una classe dirigente capace.