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LA RISPOSTA AI COMMENTI

Ringrazio Andrea Torricelli che, nel sostenere una tassa che colpisca anche l’ingombro dell’auto, ricorda che un veicolo largo fa saltare lo standard urbanistico del posto auto tipico. I casi in cui un largo Suv rende inutilizzabile il posto auto contiguo fanno effettivamente parte dell’esperienza quotidiana. Analogamente ringrazio Paolo Manasse che ricorda come sia dimostrata la molta maggiore pericolosità dei veicoli pesanti in caso d’incidente. La proposta degli autori che egli cita, che invocano una tassa basata su peso e chilometraggio, presenta già applicazione nei pedaggi autostradali. A generalizzarla, tuttavia, sorgono difficoltà applicative (rischia di essere una norma "criminogena", inducendo a manipolare il chilometraggio nel momento in cui questo diventasse ex post una parte dell’imponibile fiscale). Meglio quindi accontentarsi della proxy da me proposta che aggiunge all’accisa sulla benzina una tassa fissa annua correlata anche al peso. Non codivido, invece, le tesi di chi (Bruno e Paolo) auspica l’abolizione del bollo auto, compensata sotto il profilo del gettito dall’aumento dell’accisa, con forti risparmi nei costi di esazione e controllo. Rispetto all’obiettivo della semplificazione che le ispira, ritengo prevalente lo stimolo alla riduzione dei costi esterni.
Più problematico il tema della vetustà sollevato nei commenti di Fradetti e Paolo. L’età dell’auto ne fa indubbiamente diminuire il valore e quindi richiederebbe una riduzione della componente fiscale legata alla capacità contributiva, ossia al valore stesso o alla potenza come sua proxy, con la benefica conseguenza di ridurre la frequenza del rinnovo e le spese di rottamazione. E la tesi risulta ancora più convincente per chi ritiene, come nel commento di Progitto, che il tempo non faccia diminuire il livello di protezione contro l’inquinamento quale risulta certificato all’inizio e confermato nelle revisioni periodiche. La mia proposta, che non considera il tempo, ipotizzava una quasi compensazione tra i due aspetti del tempo stesso – caduta di valore e aumento di potere inquinante e pericolosità – e apprezzava la semplificazione connessa con il tener conto solo delle caratteristiche costruttive. Benvenuti comunque approfondimenti che consentano di essere più precisi nella definizione dell’imponibile, senza dimenticare, peraltro, che nell’imposizione di massa il meglio può essere nemico del bene.

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  1. marco

    Da quando sono obbligatorie normative sulla resistenza passiva dei veicoli alla collisione nonchè all’inquinamento, masse e dimensioni sono lievitate anche per le normalissime vetture da famiglia, non solo per gli emblematici Suv, la tassa colpirebbe quindi tutti i monovolume, penalizzando ulteriormente le poche famiglie "normalmente numerose" rimaste. Del resto proprio l’indistinguibilità tecnico fiscale dei SUV "ricreativi" dalle monovolume di necessità è ciò che ha bloccato proposte analoghe. Tra l’altro le supersportive dell’ultima generazione grazie a materiali avanzati stanno alleggerendosi drammaticamente, una jaguar di oltre 5 metri pesa come una berlina da famiglia, la prossima Range Rover dimagrirà di 400 kg, le Lamborghini sono di fibra di carbonio, si rischia quindi di sovratassare le vetture da famiglia, che acciai altoresistenziali, magnesio ed alluminio non possono proprio permetterseli. Il fattore costo e complessità di riscossione poi non vanno sottovalutati, paghiamo per la cassa comune, non per fare la felicità dell’ACI!

  2. fabio mondini

    Considerando che in italia le imposte dovrebbero essere proporzionali, unica soluzione democratica, non mi sembra che nessuno prenda in considerazione la soluzione più semplice. -Abolizione bollo auto=fine burocrati, pra, esatri (pardon equtalia), furbi che non pagano. +Accisa su carburanti calcolata in ex-gettito complessivo – risparmi burocrazia. Se usi l’auto paghi, se consuma tanto (inquina) paghi ancora di più. Attendo critiche.

  3. Hastring

    Il bollo va abolito, come tutte le abusive tasse patrimoniali più o meno nascoste diffuse nella nostra società. Le strade vanno privatizzate e in tutte si pagheranno pedaggi differenziati secondo le caratteristiche dei veicoli. Prima lo Stato se ne esce da questa storia, meglio andrà.

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