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  1. Bruno Perin Rispondi

    Per rendere esigibile l'accordo sarebbe necessaria una legge. La legge verrebbe applicata in tutti i settori, quindi occorre innanzitutto eliminare la soglia dei 15 dipendenti presente nella legge 300. Milioni di lavoratori e interi settori stanno sotto tale soglia e per loro è precluso il diritto all'iscrizione sindacale tramite delega o la rappresentanza sindacale. Se permanesse la storica indisponibilità della CISL alla legislazione in merito, tutto sarebbe demandato ai singoli contratti. Il meccanismo della certificazione degli iscritti demandato all'azienda dovrebbe essere corredato dalla possibilità di verificare la veridicità da parte di una commissione sindacale territoriale e ovviamente il terzo riservato ai firmatari dei contratti nelle RSU deve essere abrogato perchè sarebbe sufficiente solo il 18% di quella RSU eletta da tutti i lavoratori per rendere operativo l'accordo senza la possibilità di referendum. Solo lo spirito di responsabilità delle parti sociali, in un delicatissimo equilibrio troppo condizionato dal contesto politico-economico in cui si decidono le regole, potrà determinare la tenuta delle relazioni e la certezza dei patti sottoscritti. Troppo debole!

  2. Stefano Valenti Rispondi

    "Si tratterà di verificare come questi strumenti verranno posti in essere ma, qualora si prevedesse la necessaria sottoposizione delle piattaforme contrattuali e degli accordi a referendum, l'attacco motivato sulla base della scarsa democraticità del sistema sarebbe davvero un'arma spuntata". Una cosa è certa: non avete alcuna idea di come vadano le cose, nella realtà, sui luoghi di lavoro. Nel settore bancario, nel quale lavoro io, gli accordi firmati dai sindacati (tutti i sindacati, escluso il SALLCA-CUB, cui nella mia banca aderisce solo l'1 per cento dei dipendenti) sono sottoposti ad approvazione dei dipendenti mediante votazioni farsa, per alzata di mano dopo assemblee condotte, ovviamente, dai soli sindacati che gli accordi li hanno firmati. Sindacati i cui rappresentanti non sono mai eletti in maniera democratica, cioè con votazioni a scrutinio segreto. Questo sistema aberrante sarà ora esteso a tutte le categorie. Le conseguenze sono facili da immaginare: i "datori di lavoro", cioè i padroni, avranno mano libera, con la connivenza dei sindacati o di una maggioranza di essi. Contenti?