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NELLE TASCHE NO. NEL PORTAFOGLIO (TITOLI) SÌ

L’avevano detto, l’avevano giurato, anche a Pontida: non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani! Così è stato. Nelle tasche degli italiani le mani no, ma nel portafoglio si: più precisamente nel portafoglio titoli. Forse quella promessa “nelle tasche mai” nascondeva un trucco: la potevano fare perché l’avrebbero mantenuta e l’avrebbero mantenuta perché nelle tasche degli italiani – eccezion fatta per il portachiavi, l’accendisigari e un fazzoletto di carta  e qualche spicciolo – non c’è niente di attraente.  Oggi possono sostenere di non aver mai parlato di portafogli, solo di tasche e quindi di essere stati, come si conviene a un buon politico, di parola. E il mantenimento della parola e la coerenza in politica pagano sempre.

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  1. MERLONE

    Ma insomma, la si chiami come si vuole.,, bisognerà pure che il governo trovi il modo di ridurre il debito pubblico. Scherzare col gioco delle carte, tasche si, portafoglio no, e viceversa etc. non porta lontano. O che si pretende che si facciano miracoli? In un modo o nell’altro, il debito che abbiamo creato dagli anni 70 va espiato. L’importante è che lo si faccia in misura proporzionata alle "ricchezze" di ognuno.

  2. giuseppe catanzariti

    L’esoso balzello sullle posizioni titoli sarà l’ultima e defintiva mazzata sul risparmio, ma anche sulle imprese emettitrici di titoli, e anche sui titoli di stato. a meno che non li si tenga nel cassetto del comò. Poiché la massa della gente non dispone di un castelletto di titoli ultra consistente, il rendimento dei titoli sarà praticamente azzerato dalla nuova imposizione. Perché allora comprarli?

  3. Franco

    Riappare nei governanti italiani il germe di rapina di cui vedemmo un’applicazione nel decreto Amato di tassazione dei conti correnti (anche semplici giacenze di giro vennero considerate reddito) .La musica non è cambiata: gli stessi orchestrali, che per mantenere il posto sul palco europeo invocano la solididità del risparmio privato, si apprestano a celebrarne addirittura la beatificazione con l’inno alla ripresa. Per avvisare loggione e platea che si tratta della sonata in re maggiore della "ripresa" per i fondelli, occorre ricordare come fini’ nel nulla l’inchiesta per capire se i movimenti bancari immediatamente precedenti fossero dovuti a fughe di notizie.No, tutto era dovuto alla professionalità di preveggenti operatori della…Mediolanum che contattarono i loro clienti con maggior depositi.Adesso che delle fughe non ce ne è più bisogno, la libertà di mercato potrebbe consigliare un precipitoso ritorno della pratica "soldi sotto il materasso".

  4. Marco Tamanti

    "L’importante è che lo si faccia in misura proporzionata alle "ricchezze" di ognuno." Purtroppo questa manovra del bollo sul conto titoli non è certo proporzionale. Per un piccolo-medio risparmiatore significa bruciare tutto il piccolo guadagno. Una manovra molto più semplice ed efficace poteva essere quella di aumentare la tassazione delle rendite. Basterebbe alzare quel 12,5% che rispetto alle altre tasse è bassa. Questo sarebbe stato proporzionale ed avrebbe creato molto meno scompensi al mercato.

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