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  1. SALVATORE MARESCA Rispondi

    In questi giorni convulsi di manovre finanziarie e prevedibili ulteriori manovre, si fa un gran parlare, anche e soprattutto da parte di persone incompetenti in materia, di pensioni di anzianità, come se l'aumento dell'età pensionabile fosse la panacea di tutti mali che affliggono l'italia. Ora rivolgendomi ad interlocutori molto preparati, spero di poter svolgere un ragionamento che sia compreso e valutato in termini sociali ed economici. Partendo dai dati del bilancio dell'inps che per quanto riguarda la gestione dell'assicurazione obbligatoria dei dipendenti privati sono stati negli ultimi anni assolutamente positivi come ha diverse volte ed in pubblico confermato lo stesso presidente dell'istituto. Altre voci autorevoli tra cui il minstro del lavoro Sacconi avevano nei mesi scorsi affermato che le uteriori riforme (o meglio aggiustamenti) apportati dal governo al sistema pensionistico italiano lo rendevano addirittura esemplare per il resto dell'europa. A questo punto non si comprende perchè adesso si insiste da più parti per una modifica della parte che riguarda le pensioni di anzianità. Ossia si comprende bene che la necessità di questo governo di fare cassa.

  2. ferruccio gasparotto Rispondi

    Ho sentito su Repubblica il suo intervento sulle pensioni in cui lei sosteneva che la soluzione giusta sarebbe fare diventare tutte le pensioni con il sistema contributivo. Io, teoricamente, avendo iniziato a lavorare all'età di 15 anni dovrei andare in pensione nel 2015 (finestre governo Prodi chiuse da Berlusconi). Dovrei andare in pensione in quella data all'età di quasi 56 anni con una pensione da fame. Lavorare in fabbrica non è come lavorare seduti su una seggiola davanti al pc, bisogna ricordarsi questo.

  3. Mapi Rispondi

    In accordo col precedente utente, personalmente non leggo più gli articoli ma solamente i commenti dove a volte ci trovo alcune idee e proposte interessanti.

  4. Dr. Antonio ORNELLO Rispondi

    Al limite della caparbietà, continuate ad elaborare tabelle assertive dei peggioramenti dell'economia italiana che vorreste finanziariamente porre a carico dei pensionati, come anche l'evasione contributiva e fiscale e la continua diminuizione dei servizi - molto poco svedesi, qui da noi - già tartassati di addizionali e la cui riduzione ci viene spacciata per risparmio produttivo. Nelle vostre risposte del 12 luglio, pure, vi sarete accorti di aver dovuto controbattere commenti esclusivamente negativi; e voi che fate? Soltanto tre giorni dopo pubblicate i vostri sudori non richiesti, anzi bocciati!

  5. Anonimo Rispondi

    Articolo molto interessante ma la tabella dovrebbe essere spiegatae, nello stesso tempo, dovrebbero essere illustrate in modo più chiaro le varie modalità di calcolo. Scritto così rimane qualcosa che possono comprendere soltanto gli addetti ai lavori.

  6. F.Tegoni Rispondi

    Nel prospetto da voi elaborato il risparmio previsto in tutte le ipotesi tiene conto anche del mancato incasso IRPEF? Inoltre la mancata indicizzazione ha effetti continuativi sino alla morte del beneficiario.