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  1. William Rispondi
    Buongiorno !Unica cosa che vorrei fare notare sul problema,sono le infinite parole seguite solo da effimeri fatti.Con la carenza di posti di lavoro i Talia è mai possibile che non si possa creare la professione di "badante" da candidati Italiani.Cosi si potrebbe creare posti di lavoro per chi orma e per chi è formato .Allora cerchiamo di agire con e ance i giornalisti siano più positivi nelle loro dichiarazioni.Grazie
  2. Eliana Rispondi
    Sono molto interessata all'argomento, come operatrice in Veneto di incontro famiglia e assistente alla famiglia ma mi trovo isolata nel l'espletamento delle funzioni che ritengo di fare al meglio nel contesto operativo.Avere dei modelli funzionanti in altri stati ed avere una bibliografia aggiornata sarebbe l'ideale.ad esempio non sono riuscita a trovare l 'articolo di "Francesco" qui sopra menzionato nonostante l'indirizzo inserito.
  3. Giuseppe Scandizzo Rispondi

    L'Italia merita di essere governata dalla scienza politica d'inspirazione europea e di metodo comparativo.

  4. chiara c. Rispondi

    Sicuramente l'aspetto economico è fondamentale, ma anche la dimensione "culturale" pesa molto. Quello dell'assistente familiare viene ancora troppo spesso considerato un lavoro di serie b, proprio perchè (come avete rilevato anche voi) si tratta di un'occupazione prevalentemente femminile, svolta da immigrate e caratterizzata da invisibilità, perchè chiusa tra le mura domestiche. Il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze di un'assistente familiare è un passaggio fondamentale, che naturalmente la Francia ha fatto. In Italia i progetti per migliorare il mercato del lavoro dell'assistenza prestata a domicilio sono molti, ma sono a macchia di leopardo, sperimentali, temporanei (legati per lo più a finanziamenti pubblici, FSE, ecc.). Un'altra opportunità sprecata da questo Paese.

  5. Francesco Rispondi
    Ho realizzato un breve articolo sull'argomento. Che confronta il modello di Francia,Germania e Italia. http://www.mulino.it/edizioni/riviste/scheda_fascicolo.php?isbn=13585&ilmulino=
  6. f.m.parini Rispondi

    Noi italiani non siamo manco capaci di copiare. Esiste un sito in Francia dedicato ai servizi alla persona; esiste la possibilità di utilizzare dei voucher detraibili per i servizi alla famiglia.. ma noi siamo superiori, abbiamo una criminalità che blocca lo sviluppo sia di alcune regioni sia condiziona altre. Abbiamo malavitosi totalmente ignoranti in ville pacchiane e con un'esibizione di ricchezza tipica di una mentalità... mafiosa. Ben venga la rivoluzione alla francese, ma soprattutto la volontà d'introdurre sia il contrasto d'interessi sia l'introduzione dell'ICI per la prima casa (calcolato in funzione del reddito chi più guadagna più paga) e chi non ha reddito debba giustificare le prorietà immobiliari. Il lavoro nero, le col, le baby-sitter, ecc che desiderano essere pagate in nero per ottenere poi la pensione sociale sono numerose

  7. Laura Benigni Rispondi

    In Italia i diritti del soggetto non interessano tutti. Se fossero una priorità per tutte e per tutti non ci ritroveremmo un quasi welfare così dispendioso. Eppure, basterebbe avvicinarsi alla realtà che nell' articolo di Andrea Stuppini è così ben descritta. I fondi zero per la non autosufficienza sono uno dei comportamenti di evitamento nell'affrontare una realtà molto più vasta.Giorni fa, cercando informazioni per creare una piccola guida per la prevenzione delle cadute negli anziani, ho trovato che la migliore guida su questo argomento è quella del Servizio per la Salute degli Anziani del dipartimento per la salute del governo della Regione di Hong Kong. Bella guida su tutti problemi quotidiani degli anziani. E' in inglese e in cinese.Pensando al fatto che in Italia reparti di ortopedia sono ormai paralizzati dai ricoveri e degenze anziani sarebbe utile che in Italia che ha una andamento demografico simile alla Cina, fosse disponibile una guida per la prevenzione. Ho pensato che vale la pena tradurla, adattarla e renderla disponibile. Una goccia nel mare della lotta al mancato rispetto delle leggi per la eliminazione delle barriere architettoniche.