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  1. il Santo Rispondi

    C'è da dire innanzi tutto che il testo normativo incide solo sulle imprese minori. Il che vuol dire che tutti i soggetti di più rilevante dimensione non sono toccati dalla norma: come a dire che sono loro che infrangono la legge più degli altri? Possibile interpretazione. Certo è che così come è il decreto parte dalla fine. Funzionerebbe pure, se però si fosse già fatto un intervento sulle varie PA. Così che se l'accesso lo fa l'ente X è in grado pure di fare rilievi utili per l'ente Y a cui poi trasferirà i dati (l'ottimo sarebbe anche la condivisione delle banche dati). Tuttavia, ora come ora non è così per cui, considerato che in Italia si sbandiera tanto l'evasione e l'illegalità diffusa, questo decreto mi pare vada un po' contro corrente.

  2. gmn Rispondi

    Lavoro in una agenzia regionale per l'ambiente e ci tocca di controllare se gli esecutori dei progetti rispettano le prescrizioni date in sede di valutazione di impatto ambientale, prescrizioni diverse tra loro che sono forzatamente messe in atto con l'avanzamento dei lavori. questi controlli ricadono nella normativa di cui trattasi? E se faccio un controllo oggi e i lavori sono indietro e la prescrizione non è ancora messa in atto, posso ripassare tra un mese e vedere a che punto sono o aspetto sei mesi? la norma mi trova totalmente favorevole: finalmente potrò poltrire al solo fine di rispettare la legge! (oppure mi terrò impegnato in controlli bagatellari molto, molto ma molto rilassanti, anche dove non se ne vede la necessità).

  3. Rossella Potocco Rispondi

    Chi pensa, e ha stabilito con la norma definita impropriamente decreto sviluppo, che una verifica fiscale ad una grande azienda con caratteristiche di complessità debba durare al massimo 15 giorni o è un incompetente (Brunetta) o è in malafede (Tremonti).

  4. Michele Rispondi
    Sconcertante!
  5. grisu59 Rispondi

    Sono un ispettore e vi assicuro che l'articolo 7 del decreto è una pura follia perchè, di fatto, impedisce i cosiddetti "controlli a vista" degli organismi di vigilanza previdenziali (DPL, INPS, INAIL) in quanto nessun ispettore rischierebbe un procedimento disciplinare per fare un accesso in un'azienda che potrebbe essere già stata controllata da altri enti, magari solo per la verifica degli scontrini fiscali. E i controlli "a vista" sono quelli che più garantiscono di trovare lavoratori in nero. Un vero e proprio via libera al lavoro nero!

  6. Bruno Della Calce Rispondi

    Il legislatore non conosce l'esecutore amministrativo: è grave? No. E' la storia da sempre che ha generato non conoscenza tra i cittadini. I controlli sono molteplici perchè ogni controllo è tipico, specifico ed ha natura di intervento professionale non fungibile. Cosa vuol dire? Che le imposte sono di diversa natura: Irpef, Iva...e Iva intracomunitaria, accise, poi controlli ispettivi dell'Inps, Inail, Asl, Vigili. Ogni aspetto dipende da un ufficio diverso e non esiste il funzionario fungibile che sa tutto, perchè le dogane fanno accessi sull'IVA e dazi, altri su Irpef. Poi c'è la guardia di finanza, che unico corpo in Italia (unico al mondo forse) fa accertamenti fiscali pur non essendo organo civile. Vogliamo evitare 3, 4 interventi? Basta dire che la guardia di finanza farà altro e strutturare unificando competenze in un'area ispettiva che dipenda da una sola P.A. all'interno della quale le informazioni e gli interventi si coordinano e si condividono (occorre tempo). Nonostante Brunetta ci stia provando quelle P.A.. non si scambiano nemmeno dati. E' opera ardua e forse si capisce perchè è piùfacile dissuadere che metter mano, che pena!

  7. Alcofibras Rispondi

    Il testo del decreto parla di accessi effettuati da qualsiasi autorità. La norma allora si applica anche alle complesse ispezioni di Bankitalia che durano anche dei mesi?

  8. sandro Rispondi

    Nella obiettiva difficoltà di un dialogo informativo fra amministrazioni locali e centrali, che rischierebbe tra l'altro di pregiudicare l'autonomia decisionale ed operativa delle prime, meglio sarebbe un doppio limite temporale ai controlli: una settimana ogni sei mesi per gli enti locali, e altri 7 gg per il coordinamento di quelle centrali, ovvero 15 gg se i controlli di enti locali e centrali sono svolti in parallelo. La tipizzazione delle casistiche per un intervento d'urgenza in materia di sicurezza e salute, igiene pubblica, ordine e sicurezza, dovrebbero restare oggetto di una giurisprudenza successiva, elaborata dai giudici. Si verificherebbe un contenzioso iniziale con le pubbliche amministrazioni, cui seguirà un'interpretazione stabile della lettera del decreto. Credo che sia corretto il principio per cui l'intervento d'urgenza è lecito se sono lesi diritti soggettivi indisponibili, di pari ordine alla libertà d'impresa, come quelli elencati nel decreto.