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  1. Davide Stracquadaini Rispondi

    Su questo punto Prof. Giorgio Ragazzi ha ragione solo in parte.... É vero che il problema esiste ma giá con le tecnologie attuali, sforzandosi un po', é risolvibile. GE (General Electric) ha costruito in Francia una centrale a ciclo combinato (Metano / Geotermico se non ricordo male) super veloce (ne da notizia Repubblica o il Corriere della Sera non ricordo chi dei due) ovvero capace di ridurre o aumentare la potenza elettrica erogata nel giro di minuti. Inoltre (la tecnologia esiste da tempo) l'uso di celle a combustibile permetterebbe l'accumulo dell'energia prodotta in piú dalle rinnovabili (sotto forma di idrogeno) ed usare poi quest'idrogeno nelle celle a combustibile per produrre energia quando serve (le celle a combustibile sono come batterie e quindi non si pone il problema dei tempi). Una volta in produzione i pannelli a infrarossi (sembra si parli di 5 anni per rendere tale tecnologia conveniente da un punto di vista commerciale) darebbero una erogazione di energia molto piú continua. Quindi mi pare che la risposta migliore alla sua domanda sia: i problemi di natura tecnica si risolvono, ma vi é la volontá di andare in questa direzione? Saluti Davide

  2. Bruno Cipolla Rispondi

    L'Italia ha la "fortuna" di produrre oltre il 50% della sua elettricità da fonti fossili tramite centrali turbogas (fonte: Terna) che possono essere accese e spente in pochi minuti. Semmai la sostituzione di parte del metano con il fotovoltaico potrebbe causare problemi per via dei contratti di fornitura "take or pay" (si paga la fornitura concordata anche se non la si consuma) che abbiamo stipulato.

  3. enzo Rispondi

    Condivido e apprezzo l'articolo di Ragazzi, soprattutto il coraggio di affrontare con argomenti razionali una questione che come tante altre in questo paese viene discussa con posizioni preconcette e di parte. Colgo l'occasione per considerare "il vantaggio ecologico". Ogni volta che torno a casa attraverso quello che era un campo di foraggio. Ora è coperto da una miriade di pannelli ecologici, fissati al terreno con cemento ecologico, attraversato da cavi in plastica e rame rigorosamente ecologici, ovviamente i pannelli sono in ecologico silicio. Mi chiedo, quando per evitare che siano disturbati da erbe inopportune che si ostineranno a ricrescere, quale ecologico erbicida sarà usato.

  4. Massimo Rispondi

    Considerate le stime di potenza attuale installata FV sui 7000-7500MW e date le nuove tariffe onnicomprensive che praticamente conducono il settore alla grid parity nel 2016 e lasciano poco spazio a margini economici (quando positivi), come fa l'MSE a prevedere un'espansione della potenza installata a 23000MW in 5 anni e mezzo?

  5. Rino Rispondi

    Se non sbaglio gli incentivi alle rinnovabili sono da mettere in relazione al fatto che nell'accordo di Kyoto ci si è obbligati a diminuire le produzioni energetiche da fonti fossili che generano CO2 altrimenti si devono pagare multe corrispondenti. Quindi il costo va calcolato al netto di tutto questo. Mentre concordo che i ritiri da fonti intermittenti siano un problema aperto che merita attenzione e che deve farci attrezzare a gestire una situazione mutata e più complessa rispetto al passato. Però con nuovi sistemi di monitoraggio e previsione e di distacco piannificato la questione si può risolvere e non sprecare fonti e risorse.

  6. Andrea Lozzi Rispondi

    Per essere obiettivi, a decurtazione dei costi dovuti ai finanziamenti per il fotovoltaico andrebbe calcolato il risparmio dovuto al minor consumo di petrolio o metano. Per una più approfondita valutazione delle opportunità attuali si dovrebbe conteggiare e proporre anche il costo reale, a centrali finite, di una produzione elettrica tramite centrali nucleari compreso i costi per l'eliminazione delle scorie .