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  1. Ruggero Rispondi

    Anni fa i dipendenti pubblici donne, madri di due figli, andavano in pensione dopo 19 anni, 6 mesi e un giorno. Questo ha contribuito al disastro della nostra previdenza attuale. Oggi si potrebbe prendere un provvedimento che persegue gli stessi obbiettivi ma non irresponsabile come fu quello, ovvero: tutte le lavoratrici donne, madri di almeno due figli, hanno diritto ad un lavoro part-time.

  2. franco Rispondi

    Defiscalizziamo il part time: avremo piu' occupazione e piu' attenzione ai ragazzi in crescita, otterremo, secondo me, risultati migliori nella scuola e nella formazione del carattere. Invoglieremo a fare piu' figli. Altrimenti avremo un buco demografico ed un certo declino economico.

  3. BOLLI PASQUALE Rispondi

    Berlusconi ha riferito di avere avuto grande assonanza con il Beato Wojtyla per quanto riguarda i valori della famiglia, del matrimonio e dei figli. A chi si riferisce? A se stesso o agli italiani? In ambedue i casi penso che non sia vero, oppure è vero, ma, a suo modo. Se molti dubbi sorgono per la situazione personale, per gli italiani non ci sono perplessità, ma certezze, visto quanto ha fatto il suo Governo. Le politiche per la famiglia sono inesistenti: non ci sono nè risorse, nè interesse. La cronica assenza di servizi per le famiglie in cui antrambi i genitori lavorano è un problema in via di soluzione perchè il lavoro, tra non molto, non ci sarà nè per uno, nè per entrambi i genitori. Di tasso di fertilità è meglio non parlarne, anche perchè l'attuale povertà infantile è già sufficiente. Non è vero, poi, che alla famiglia non ci pensa nessuno. A proposito, che intendiamo per famiglia? Il prof. Brian Powell, sociologo all'Università dell'Indiana, ha dimostrato che la famiglia non è più soltanto quella tradizionale, ma per sua definizione moderna, si presta a maggiori combinazioni. In Italia, purtroppo, la famiglia che prevale è quella politica a cui spettano privilegi, compensi e successioni ereditarie.

  4. Thomas Magnum Rispondi

    Salve a tutti, come consigliatomi sulla pag Facebook de La Voce, segnalo qui le mie riflessioni dopo la lettura di questo articolo, ringraziando sin d'ora quanti vorranno contribuire alla discussione. Saluti, TM Leonardiana

  5. maria elena abbate Rispondi

    ... quando c'è da creare vere politiche per tutte le famiglie, quando c'è da organizzare e cacciare i soldi, siamo sempre gli ultimi! Mi piacciono molto i bei discorsi gonfi di paroloni ma non supportati da azioni concrete, proprio molto!!! Per non parlare del fatto che in questo strabenedetto paese o diventi mamma o lavori, aiuti zero, tutti se ne fregano delle mamme lavoratrici e delle loro necessità! che poi son le necessità della famiglia, non della mamma perchè il figlio non è solo della mamma. Poi ci dicono che facciamo pochi figli... Sfido io in una società così maschilista e ottusa...

  6. giovanna chirumbolo Rispondi

    E' vero, l'Ocse non rivela nulla di nuovo e sono convinta che tra qualche tempo verranno pubblicati nuovi dati che ci confermeranno che la situazione non è cambiata. E visto che tutti abbiamo le idee chiare in merito sarebbe interessante informare i cittadini su che cosa sta facendo il governo centrale, ma anche quelli periferici, per affrontare un tema che di giorno in giorno diventa sempre più scottante. Certo alla base c'è un problema di scarsità di risorse e non mi rifersco a quelle umane.Lavoro nel settore dei minori da 23 anni, da 11 in quello dell'infanzia. Recentemente abbiamo costituito un gruppo di lavoro nell'ambito di Lega Coop che ha fatto uno studio sul tema culminato poi nelle pubblicazione di un libro dal titolo Cooperare per l'infanzia- una guida per lo sviluppo dei nidi e servizi integrativi nelle regioni del Mezzogiorno. L'idea di fondo era e continua ad essere quella di creare uno strumento di lavoro utile per cominciare ad AGIRE. Giovanna Chirumbolo,cooperativa Cepros Lamezia Terme (CZ)

  7. Laura Rispondi

    La soluzione a questi problemi si chiama telelavoro: ma come si fa a convincere dirigenti vecchi dentro e che si beano di esercitare il controllo fisico sulle persone, che lavoratori/trici più felici (perché magari hanno tempo libero da dedicare, nelle ore giuste, ad affetti e hobby) sono anche più produttivi. E prolifici! Senza considerare l'impatto positivo su ambiente, aria delle città, traffico, sovraffollamento delle metropoli.

  8. Lucia Vergano Rispondi

    Riguardo all'apparente assenza di effetti negativi dell'occupazione delle madri sui risultati scolastici dei figli, mi chiedo se cio' non dipenda anche dalla correlazione che potrebbe sussitere tra estrazione socio culturale, e conseguente livello di istruzione, delle madri e loro occupazione. Madri di estrazione socio-culturale,e pertanto di livello di istruzione, piu' elevato potrebbero infatti probabilmente essere piu' attente all'educazione dei loro figli e garantire loro l'accesso ai migliori percorsi formativi, non solo scolastici. Se cosí fosse, occorrerebbe confrontare gli affetti dell'occupazione delle madri sui risultati scolastici dei figli a parita' di estrazione socio-culturale delle madri e di reddito famigliare. Inoltre, nelle comparazioni tra paesi, occorrerebbe considerare che, oltre a una differente diffusione del part-time, esistono modalita´ di organizzazione della giornata lavorativa profondamente differenti, che incidono sulle ore complessivamente trascorse fuori casa e conseguentemente con il tempo libero condiviso in famiglia.

  9. mariarosa viganò Rispondi

    Le parole potrebbero essere tante, ma mi limito al detto :"Parlare bene e razzolare male"

  10. AM Rispondi

    Mio figlio e la moglie lavorano in città e risidedono fuori città. Non sono in grado per problemi di orari di inviare la figlia nella scuola elementare della località di residenza (manca un doposcuola idoneo). Abito in città a 100 metri da una scuola pubblica, ma mi è stata rifiutata l'iscrizione delle nipotina perchè priva di residenza. E' stata costretta quindi ad iscriversi ad una scuola privata costosa e scomoda da raggiungere da parte dei nonni ai quali è affidato il compito di riaccompagnarla a casa.

  11. Lucia Sironi Rispondi

    Anche su questo bel sito sono state fatte tante proposte per migliorare il benessere delle famiglie. Io che ho tre figli e lavoro penso in particolare ai servizi di cura, cioè scuole e asili nido funzionanti e ben organizzati (basti pensare al modo completamente fuori dal senso comune con cui sono organizzati i nidi). Poi è importante agire sulla flessibilità, ultimo ma non meno importante cambiare mentalità sia noi donne che gli uomini: la famiglia è un magnifico cammino da condividere. Purtroppo ai nostri governenti, che sulla carta sono tutti favorevoli alla famiglia (forse intendono solo la loro?), non muovono un solo dito anche per avviare progetti a costo zero. Il nostro futuro non può che soffrirne e i pochi figli che ancora si fanno, vista la decadenza dell'Italia, saranno destinati ad emigrare.

  12. mirco Rispondi

    Tanto è colpa dei gay che fanno la spesa all'I......a e ai supermercati. Mano nella mano. Come se senza figli (che poi è da vedere perchè ce ne sono con figli) le tasse per gli asili e la scuola le pagano anche loro.

  13. pgdaviero Rispondi

    Solo aumentare a 6000 euro anno il reddito rimanendo a carico del marito e ridurre del 50 per cento i contributi nei primi due anni di lavoro successivi alla nascita di un figlio sono politiche utili per incrementare rapidamente il lavoro femminile regolare rapidamente. Il raddopio degli assegni famigliari nei primi 3 anni di vita, da introdurre a partire dai nuovi nati dal 2012 completerebbe un buon intervento a favore della famiglia e della natalità.

  14. justatraveller Rispondi
    Bisogna imparare in questi tempi difficili ad autorganizzarsi, trovo l'esperienza dei genitori che si riuniscono insiemi a volenterosi professionisti una buona iniziativa. ho apprezzato il lavoro di questa associazione www.associanemanes.org
  15. Vincesko Rispondi

    I documenti economico-finanziari recenti del governo, in particolare il DEF col Programma Nazionale di Riforma (PNR) http://www.governo.it/backoffice/allegati/63229-6735.pdf (questa è l’analisi del DEF 2011 nell’audizione del Vice direttore gen. della Banca d’Italia http://www.bancaditalia.it/interventi/intaltri_mdir/Visco-20110420.pdf ) prevedono, per ottenere il pareggio di bilancio nel 2014, un taglio delle spese del 7%, esigenza richiamata ieri dal governatore Draghi. Ne faranno le spese anche le famiglie. Occorre battersi maggiormente per cambiare le cose e divenire compiutamente europei. Le risorse sono sempre più scarse, spesso iniquamente distribuite: è necessario attingerle dai tanti privilegiati, in alto e in basso, e dalla fascia di popolazione più abbiente e/o più renitente ai doveri fiscali. Purtroppo ne fanno parte anche coloro che controllano buona parte dell’informazione e, attualmente, la produzione legislativa.

  16. ermo Rispondi

    Sarebbe utilissimo anche per gli uomini desiderosi di occuparsi di più dei figli.

  17. mara Rispondi
    Se le aziende fossero incentivate a concedere il part time, sarebbe già un grande aiuto alle esigenze di cura dei bambini. Sono impiegata da più di dieci anni in un'azienda, parte di un gruppo multinazionale, con una maggioranza di dipendenti donne. Il part time non è mai stato concesso.
  18. Marino Rispondi

    ... Tanto è colpa dei gay che rubano le pensioni alle famiglie normali, no? L'ha detto Buttiglione...!