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  1. BOLLI PASQUALE Rispondi

    E' pur vero che gli italiani sono un popolo di Santi e Beati, ma chi è il nostro protettore? Chi ci dona uno squarcio di luce nella lunga buia notte che, da tempo,stiamo attraversando? Chi vorrà ridarci una società più giusta, più tranquilla,meno egoista e più consapevole? Chi potrà convincerci che il nostro Paese non merita una quotidianità fatta di chiacchiere, risse devastatazioni, arroganze e minacce? L'Italia non ha protettori, né in cielo, né in terra. Non a caso, gli stessi uomini di Chiesa, per evitare ritorsioni su ritorni economici, non vedono,non sentono, non intervengono e non condannano. Le gerarchie ecclesiastiche sono impegnate più alla difesa del loro potere che alla predicazione del Vangelo dell'amore. I rapporti tra Stato italiano e Vaticano sono improntati, essenzialmente, su forma ed apparire che, poi, per comodità, chiamano: non ingerenza tra stati sovrani. Il popolo italiano, pertanto, per il suo riscatto deve fare affidamento, soltanto, su se stesso,e sulla sua determinazione, se ne avrà le capacità,e non a Santi e Beati perché, anche se troppi ed italiani, non avranno alcuna possibilità d'intervento per migliorare il nostro futuro terreno.

  2. AM Rispondi

    Indubbiamente vi è stata negli ultimi secoli una valanga di papi italiani, non solo per la circostanza che la sede del papato è Roma. In un'Europa dominata da grandi potenze e Stati nazionali, l'Italia era l'unico paese cattolico che non aveva unità nazionale ed era fuori dal gioco delle grandi potenze. Ancora oggi la chiesa in Italia non ha posizioni nazionaliste come in altri paesi a prevalenza cattolica. L'internazionalismo del clero italiano è forse il principale motivo del numero elevato di cardinali italiani.

  3. mirco Rispondi

    Internazionalizzazione o no potevano scegliere una altra data, se fossero stati ad Avignone sarebbe stato un problema francese ma siccome sfortunatamente il papato risiede a Roma è un problema italiano. La confusione della data religiosa con la data civile del primo maggio non mi è piaciuta. Tant'è. Un santo poteva essere proclamato anche in un'altra domenica. E comunque queste mie parole sono dettate dal fatto che con il concordato nella costituzione si è tradita l'unità di Italia con quistata anche attraverso Roma capitale nel 1870.

  4. gabriella bettiol Rispondi

    L'analisi che presenta ovviamente è ben fatta. Ma entrando un po' più nel merito io mi trovo più che d'accordo con i dubbi sollevati da Paolo Flores d'Arcais che scrive un bell'articolo nell'ultimo Espresso 5 maggio 2011 - pag. 41 e dice tra l'altro "Il suo pontificato si svolge all'insegna di una ininterrotta crociata contro la modernità nata dall'illuminismo, di una coerentissima "guerra santa" contro la pretesa dell'uomo all'autonomia....". Gabriella Bettiol