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I CONTRATTI DEI GIOVANI

 

Il grafico rappresenta le serie storiche delle assunzioni dei lavoratori al di sotto dei 40 anni per tipologia contrattuale sul totale degli assunti nella regione Veneto. I dati provengono dalle comunicazioni obbligatorie pervenute all’agenzia Veneto Lavoro dal 1998 al 2010. Sono evidenti due forbici il cui punto di intersezione avviene nel 2002, anno in cui l’Italia è entrata in una protratta fase di stagnazione. La prima forbice indica il superamento della quota di contratti a tempo determinato rispetto ai contratti a tempo indeterminato, mentre la seconda rappresenta il superamento del contratto di somministrazione (1) nei confronti dei contratti con fini formativi (apprendistato, inserimento, formazione). In particolare il contratto a tempo indeterminato ha visto la sua quota scendere dal 37 per cento del 2000 ad appena il 15 per cento del 2010, mentre il contratto a tempo determinato rappresenta oggi più della maggioranza delle nuove assunzioni in Veneto (56 per cento).

(1) Il contratto di somministrazione introdotto dal D.Lgs. 276/2003 ha sostituito il vecchio contratto interinale, inserendo anche oltre al tempo determinato anche il tempo indeterminato.

(a cura di Gaetano Basso)

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QUANDO GALLIANI DÀ LEZIONI DI CONFLITTO DI INTERESSI

  1. Luca de Vecchi

    Non so perché, ai fini della tua ricerca, hai differenziato i contratti di somministrazione da quelli a tempo determinato. Il contratto di somministrazione a tempo indeterminato è stato possibile dal 2003 (legge Biagi) al 2007 (protocollo Welfare) e dal 2010 (legge finanziaria) in rarissimi casi. Nella pratica è una modalità contrattuale attuata pochissimo e il fenomeno dello staff leasing è rimasto del tutto marginale. Visti in questo modo i dati sono ancora più impressionanti: il 75% delle assunzioni avviene con contratti di durata determinata.

  2. Massimiliano

    Il grafico riportato è relativo alla situazione nella regione Veneto. Volevo sapere se esiste un grafico analogo con dati relativi a tutto il territorio nazionale

    • La redazione

      Purtroppo, come già ricordato su questo sito, il Ministero del Lavoro non fornisce da più di un anno i dati aggiornati relativi al territorio nazionale. Al contrario, alcune agenzie regionali forniscono i dati aggregati per le loro regioni sui loro siti.

  3. BOLLI PASQUALE

    Se i figli ridono come i padri alle esibizioni televisive di Berlusconi, fatte di barzellette licenziose o di accuse contro i mulini a vento, non credo che faranno molta strada rispetto ai padri. Non credo che potranno riscattare dignitosamente i comportamenti dei propri genitori, condannabili, spesso, per servilismo e accondiscendenza nei confronti di un potere che ha devastato la nostra società. E’ avvilente e demoralizzante che un giovane intervistatore, ad una premiazione di laureati, chieda al Premier di raccontare una barzelletta. Se condannabile è la richiesta, ancor più grave è l’esibizione, perchè ha per protagonista un anziano soggetto politico che dovrebbe interpretare, non le stupidità, ma la serietà ed onorabilità di un popolo che è offeso ed umiliato e nel privato e nell’essere italiano. Questi spettacoli, e queste esibizioni ci indignano e ci fanno meglio comprendere la drammaticità della nostra attualità e del nostro futuro. Se i padri non possono più cambiare, i giovani per essere protagonisti del loro futuro, dovranno essere consapevoli che i contratti per la propria vita non sono gratis, ma si ottengono, soltanto, con sacrificio, determinazione e dignità.

  4. savino

    Il mercato di chi si pone tra domanda e offerta di lavoro è troppo parcellizzato. Ad esso vanno poste barriere all’entrata. I soggetti cui ci si deve rivolgere dovrebbero essere tanti quanti, ad esempio, i gestori di telefonia mobile, non di più. E vanno autorizzati soggetti la cui competenza va minuziosamente accertata. Era sbagliata l’impostazione del vecchio ufficio di collocamento, ma oggi è un’autentica babele ed un giovane di buona volontà che cerca lavoro è totalmente spaesato e non sa con precisione a chi rivolgersi. Alle riforme va data una impostazione umanistica, mettendo al centro dell’attenzione il fruitore del servizio, in questo caso rappresentato da chi cerca occupazione. Ma so già che si andrà in direzione totalmente opposta e si dirà che quelli come me non capiscono niente. Si vede dove ci stanno portanto quelli che capiscono qualcosa.

  5. S. Tutino

    Ottimo lavoro. Mi sembra un dato importantissimo, non solo ai fini dell’interpretazione del mercato del lavoro ma anche per gli evidenti riflessi su alcune variabili di finanza pubblica e di welfare (sostenibilità e copertura del sistema pensionistico, tenuta delle entrate fiscali, ecc.); magari unitamente ai dati della CIG.

  6. Carlo Botta

    Il grafico è molto interessante. Segnalo però che per esempio la Provincia di Savona ha previsto degli incentivi a favore dei datori di lavoro che trasformano a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro precario. In sostanza dei clienti che intendevano assumere a tempo indeterminato si sono sentiti consigliare di iniziare con un tempo determinato, far fare un "percorso orientativo" al lavoratore e trasformare detto rapporto in tempo indeterminato per ottenere il contributo previsto di 5.000 euro (qualora ancora disponibile…). Ritengo che sarebbe stato meglio limitare il beneficio ai datori di lavoro che "stabilizzano" dei rapporti di lavoro precario in essere a una certa data, non oltre.

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