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  1. Armando D'Asdia Rispondi
    Ho molto apprezzato le ragionevoli e pacate osservazioni di Ranci, tanto più quando sono in risposta a critiche logicamente sconnesse se non a veri e propri insulti. Probabilmente, per poter riprendere il discorso con la necessaria razionalità, occorre prima che l'onda emotiva di quel che è successo (o che si tema possa succedere) agli impianti di Fukushima si plachi.
  2. acocella salvatore Rispondi

    Dott. Ranci, studi economia (investimenti e tasso si interesse, costi "completi" di dismissioning e scorie), studi fisica nucleare (incluse le possibili emissioni dirette in funzione della distanza e quelle indirette), rifletta che le decisioni di "oggi" valgono tra 20-30 anni, per figli e nipoti, ignari delle decisioni "di oggi" (i decisori saranno morti e stramorti), consideri che la ricerca, se finanziata, potrà andare avanti, non pensi solo agli "affari" presenti. Grazie Salv. Acocella

  3. federico Rispondi

    Anche il costo della rinuncia all'importazione dell'energia nucleare è un dato scorretto, l'ha dimostrato il GSE. Chi sostiene il nucleare ha paura. Ha paura di modificare il proprio stile di vita. Ha paura di mettere in discussione il nostro modello di sviluppo economico. Ha paura di percorrere seriamente la strada, sicuramente incerta, dell'emecipazione dalle energie non rinnovabili. il nostro futuro andrebbe invece deciso da persone coraggiose

  4. Michelangelo Gigante Rispondi

    C'è una corposa evidenza circa la contaminazione delle aree circostanti le centrali con un aumento delle neoplasie. Ripeto, l'evidenza di questo fenomeno è corposa e incontrovertibile. Nei modelli costi benefici entra questa variabile, ovvero la contaminazione degli ambienti circostanti e relativo aumento delle malattie tumorali? Quando una centrale atomica entrerà nel bersaglio dei terroristi, cosa direte? Con che parole lo spiegherete? Ritengo che questo modo di argomentare la scelta del nucleare in termini di costi-benefici sia intellettualmente scorretto. Anche il parallelo tra ciclo del carbone/nucleare viene fatto in uno scenario medio, ignorando l'intera distribuzione degli eventi.