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  1. Lorenzo Rispondi

    L'italia è caratterizzata da una forte patrimonializzazione privata a fronte di un forte debito pubblico. La domanda che vorrei porre all'autore è questa: concorda con me che la forte presenza di un patrimonio immobiliare delle famiglie italiane sia l'effetto di politiche passate lassiste sul lato delle imposte? Se concorda con questa spiegazione, concorda anche con l'istituzione di una tassa sul patrimonio rivolta a diminuire il debito pubblico?

  2. ndr60 Rispondi

    Anch’io è la prima volta che sento dipingere il nostro paese come una nazione con “diseguaglianza relativamente bassa rispetto ad altri paesi”. Certo, puoi possedere la casa nella quale abiti, ma se non hai un lavoro (o se è pagato pochissimo), prima o poi dovrai chiedere un prestito alla banca per pagare le bollette… Mi risulta (dati del 2010) che il coefficiente di Gini applicato all’Italia denota un peggioramento progressivo: era 29 nel 1991, ora è 35. Peggio di noi fra le nazioni sviluppate solo Messico, Turchia, Portogallo, Usa e Polonia. Certo, se si ascolta il commercialista di Sondrio va tutto benissimo: per il 2010, inflazione all’ 1.5% e disoccupazione all’8.6%. Peccato che questi dati (anche rispetto all’Istat) siano falsi.

  3. Ajna Rispondi

    Un po' in ritardo, ma riprenderei gli ottimi punti di Paolo Rebaudengo poco sotto il mio commento: la stessa cosa che avevo pensato pure io, ovvero se è stato fatto o meno un qualcosa per fare il "netto" di redditi in calo più brusco rispetto ad altre realtà.

  4. AM Rispondi

    L'Italia è piena di nonne e di nonni colmi di affetto e di attenzioni per i loro nipoti. Se la società in Italia non è ancora scoppiata malgrado la disoccupazione giovanile, lo si deve anche a tanti nonni che mettono a disposizione dei nipoti la casa, l'automobile, la paghetta (si fa per dire) settimanale, mentre loro viaggiano sui mezzi pubblici, non si permettono un ristorante, riducono al minimo necessario gli acquisti di capi di abbigliamento e, sino a quando possono, rinunciano alla badante.

  5. Dario Quintavalle Rispondi

    Che il nostro fosse un paese con basse disuguaglianze, è la prima volta che lo sento. Ma certo che se i calcoli si fanno così.... sembra la statistica dei polli secondo Trilussa. Sì, le famiglie italiane sono proprietarie di case. Ma basta pensare che la maggior parte dei giovani italiani vivono in casa ben oltre la maggiore età per vedere che il quadro è assai meno roseo. La disuguaglianza non è tra famiglie, ma verticale, all'interno, tra generazioni, tra anziani che hanno tutto (o qualcosa) e giovani che non hanno niente e che devono solo aspettare. Provate a rifare i conti, considerando non le famiglie, ma gli individui, e vedrete come cambiano le cose...

  6. Paolo Rebaudengo Rispondi

    L'analisi di De Bonis è molto interessante e suscita molti interrogativi. Ne cito solo tre per ragioni di spazio: 1) parliamo di redditi delle famiglie italiane o delle famiglie di residenti? Gli oltre due milioni di immigrati privi di cittadinanza sono inclusi? Questi ultimi, secondo i dati della B.d'I. costituiscono una nuova classe di under-poor. 2) la base reddituale in Italia è in termini reali in calo negli ultimi dieci anni (di circa 4.000 euro su base annua per i redditi di lavoro, contro un incremento di gran parte degli altri Paesi), quindi in rapporto ad essa la ricchezza da immobili cresce, tanto più che è aumentato il valore della casa, sempre la stessa, quella di abitazione, acquistata perchè troppi alti i canoni di affitto. 3) Più i redditi sono bassi (e precari) più si è obbligati, sino al possibile, a risparmiare per far fronte alle incertezze, per sè e ancor più per i figli.

  7. AM Rispondi

    L'articolo è conciso e di ottimo livello. Le tradizioni di parsimonia delle famiglie italiane sono note così come la volontà di accantonare per i figli e i nipoti. La scarsa tutela giuridica dei proprietari immobiliari ha reso difficile il mercato delle locazioni spingendo alla proprietà. Si deve aggiugere la notevole lievitazione dei valori immobiliari nell'ultimo decennio non ridimensionata, come in Spagna, dalla crisi. Attenzione, un forte ed improvviso aumento della tassazione sugli immobili (anche seconde case) potrebbe incidere sul livello dei valori immobiliari. Se prendiamo ad es. la Liguria, regione caratterizzata da proprietà immobiliare diffusa vediamo che l'ascesa dei prezzi delle case in generale dipende dalla domanda di seconde case. Famiglie a basso reddito si trovano a disporre di abitazioni (anche in cattivo stato) che pure valgono centinaia di migliaia di Euro a causa della citata domanda di seconde case.

  8. dottorando di economia Rispondi

    E' stato sottolineato nell'articolo che difficoltà statistiche emergono e rendono problematiche le comparazioni. Vorrei sottolineare alcuni ulteriori punti, a mio avviso, rilevanti. Il valore degli immobili in Italia è consistentemente distorto verso l'alto dalla scarsa offerta locativa (dovuta principalmente a rigidità legali): se si dovesse liberalizzare il mercato a livelli simili agli altri paesi considerati, il loro valore crollerebbe. Di fatto sarebbe determinato dall'uguaglianza di domanda ed offerta di affitti, che, agli stipendi italiani, non può portare ai valori di mercato attuali. Il secondo punto riguarda l'organizzazione familiare in Italia: gli scarsi stipendi non permettono ai giovani di creare il loro proprio nucleo familiare. Ciò comporta che la ricchezza rimane concentrata nelle famiglie allargate. Ma la sperequazione nei confronti dei giovani rimane chiaramente più marcata (anche se invisibile alle statistiche) rispetto a Francia, USA, Germania.

  9. Emilio Odescalchi Rispondi

    Sottolineo "EX": la classe predatrice: il sistema pubblico allargato, escluso il debito, ha fame di soldi.Vuole tassare la proprietà (la proprietà è un furto),ha la fame del Conte Ugolino.Non sarà un fiero pasto, sarà un massacro. Sono ricco patrimonialmente, possiedo un appartamento e non ho più risparmi. Con quali soldi pagherò le tasse? Nessun ricco tutti poveri, semplificazione del secondo principio della termodinamica applicato ai sistemi economici. La Vacca è stata munta troppo, morta la Vacca, finita la storia. Cominciamo, pena il consenso a fare cassa facendo pagare le tasse a tutti, tasse ragionevoli s'intende. Chi ci proverà? Nessuno "of course", poi i voti dove li pigli? Buona fortuna a chi resta e chi abita nella parte inferiore dello stivale...finchè dura, poi andranno a prendere anche loro: la fame dei predatori è infinita!