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  1. AM Rispondi

    I CdA bancari sono costosi, ma le remunerazioni sono notevolmente differenziate. Un semplice membro del CdA mediamente percepisce un piccola frazione di quanto prende un CD o un manager di vertice, forse 1-10%. Le sanzioni da parte degli organi ci controllo CONSOB e Banca d'Italia sono invece assai meno diversificate. Quanto all'affollamento dei CdA è opportuno ricordare che i membri sono talora numerosi, non solo per rappresentare una pluralità di soci e di sigle sindacali, ma anche per dare spazio agli amministratori indipendenti, la cui utile funzione è sottolineata da Banca d'Italia, CONSOB, Magistratura, Comunità Europea.

  2. BOLLI PASQUALE Rispondi

    Il nostro sistema creditizio attraversa un periodo di grandi turbolenze e nervosismo.Le gestioni sono diventate complicate dal punto di vista economico a causa di redditivà decrescenti,di costi del personale, di costi della governance e di concorrenzialità sempre più aggressiva. I consigli di amministrazione affollati non sono più possibili, né più tollerati e dalle autorità di controllo e da esigenze di bilancio. Con Basilea 3 le banche dovranno limitare drasticamente la distribuzione di utili per favorire le capitalizzazioni richieste, ma non ancora sufficienti. Le banche, quindi, si trovano in una morsa tra esigenze di bilanci, capitalizzazioni e mercato depresso. A tutto questo si deve,inoltre,aggiungere un sistema politico completamente fermo perchè privo di risorse e governanti giusti per moralità ed amore per i rappresentati. Il dito di Cattelan, di cui si richiede la rimozione da piazza Affari, completa il disagio dal punto di vista psicologico perchè non rimuove le angoscie dei risparmiatori e degli operatori economici per i tanti danni patiti e li rende più diffidenti ed avveduti. Le nostre banche non andranno all'inferno,ma sicuramente resteranno a lungo in purgatorio.

  3. MarioRossi Rispondi

    Articolo interessante, che peraltro esce proprio nel periodo "decisivo" per il rinnovo del CCNL bancari e poco dopo le dichiarazioni del Dottor Draghi sulla necessità di "tagliare", ma che non tiene conto di un fattore determinante nell'analisi dei costi del personale: la differenza di "retribuzione" a parità di mansione tra un giovane (spesso laureato) e quella dei "vecchi" bancari (con integrazioni sostanziose ispirate ai vecchi contratti). Mi auguro che questa dimenticanza non sia lo spunto per abbassare ulteriormente le condizioni dei nuovi entranti, magari giustificando manovre statistiche alla Trilussa: NON siamo tutti polli.