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  1. mirco Rispondi

    Il vero problema è semplice e nessuno vuole affrontarlo realmente: occorre esaminare e censire le attivita delle banche indirizzate alle attività produttive e all'economia reale ( tali settori delle banche andranno sempre salvati e ripuliti), dalle attività speculative ( titoli spazzatura ecc) .Ristrutturare bene significa letteralmente azzerare i valori di titoli spazzatura in mano agli speculatori e salvare le banche nella parte produttiva di finanzaimento dell'economia reale. Fintanto che i governi saranno influenzati dai garnid agglomerati finanziari che veramente hanno ilpotere non si riuscirà arisolvere la crisi. Ma bisognerà arrivarci. Prima o poi. Secondo me ora quando toccherà alla spagna bisognerebbe salbare le banche spagnole solo nella parte produttiva e farle fallire nella parte speculativa .Il debito spagnolo sovrano non aumenterà più di tanto, , salvando l'economia reale si riassorbirà il debito pubblico a lungo andare e gli speculatori rimarrando con carta straccia. si brucerà un po di moneta speculativa senza intaccare l'economia reale. Occorre selettività, caso per caso e severità.

  2. Marco Rispondi

    L'autore dell'articolo mi pare suggerisca, per risolvere la crisi attuale, una ristrutturazone del sistema bancario "all'americana", continuando a mantenere i debiti pubblici a livelli alti, anzi, la ristrutturazione del debito attuata in Grecia non ha fatto altro che aumentere i tassi di interesse dei prestiti agli istituti finanziari privati detentori delle obbligazioni greche, a discapito della spesa pubblica. Quindi, chi ci rimette è sempre la classe con redditi bassi. In più tale sistema, che io paragono all'usura verso i paesi PIIGS, non fa che diminuire il potere di acquisto della popolazione e quindi i consumi. In pratica si butta benzina sul fuoco.