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  1. bruno manzin Rispondi

    Attenzione al ruolo del treno nel trasporto regionale in Piemonte. La percentuale apparentemente bassa (poco più del 2%) degli spostamenti fatti su ferro non rispecchia esattamente la realtà (che dovrebbe essere valutata in spostamentixchilometri per un confronto più serio con le altre modalità di trasporto), poichè i spostamenti su ferro sono mediamente più lunghi dei tragitti fatti su bus e anche sulle automobili (spesso preferite per il piccolo cabotaggio, mentre il treno è utilizzato da pendolari per lo più su distanze medio-lunghe, proprio per il costo inferiore). Inoltre dove il treno c'è ed è frequente, la squota di mercato della mobilità "sistematica" è rilavante superando anche il 50%. I servizi bus rispetto al treno sono lenti e scomodi, e di fatto sono utilizzati in prevalenza da studenti che non dispongono di alternative, mentre il treno, pur nelle condizioni attuali di "trascuratezza", riesce comunque ad attrarre anche i lavoratori come pure viaggiatori occasionali. Ritengo che per i servizi regionali sia necessario un contratto di servizio e tariffe integrate con i bus. Che si facciano le gare anche a lotti e vinca il migliore...

  2. daniele borioli Rispondi

    Vi ringrazio per l'articolo. Come assessore ai trasporti del Piemonte, insieme alla Presidente Bresso, siamo stati i promotori di una contrastata apertura al mercato del trasporto ferroviario. Per quanto riguarda Arenaways, ricordo che in almeno tre occasioni abbiamo dovuto ripetere il nostro nulla osta a RFI per un servizio totalmente a rischio d'impresa. Ma la nuova giunta ha vanificato tutto, cedendo alle pressioni del monopolista. Quanto alle gare, stessa cosa: l'articolazione per lotti aveva esattamente lo scopo di fare una gara "vera" e contendibile. Con la decisione della nuova giunta di mettere a gara in un unico lotto tutto il servizio, si sa già di fatto chi sarà il vincitore. In barba al recupero di efficienza e ai pendolari.

  3. paolo41 Rispondi

    Suggerisco di leggere il post pubblicato sul blog "Intermarket and more" dell'11-11-2010 e il seguente post.

  4. luigi del monte Rispondi

    Sono d'accordo sull'aprire al mercato il trasporto ferroviario ma occorrono delle regole. AW fa un servizio paro paro a TI e cioè di tipo iR con fermate nelle maggiori città (anche non capoluoghi). Prima di entrare nel merito bisognerebbe chiedersi se sia giusto finanziare un servizio del genere che non è propriamente locale. Si potrebbe dividere in 2 la tratta e creare dei collegamenti Dir TO-NO e NO-MI di competenza regionale e anche qui si riaprirebbe la faccenda: affidare a TI o cercare una nuova IF? Si veda bene la fonte e la storia che la competenza di questa tratta sia della regione Piemonte e che a giu 2010 abbia univocamente cambiato la fermata da Rho a Rho Fiera con tutti i bus urbani attestati a Rho con immaginabile disagio. Detto ciò, se non deve rientrare nelle competenze regionali allora sì che è giusto aprire al mercato. Ma come? Si appalta tutta la tratta ad un operatore e lo si lascia fare marketing o si convenziona al servizio regionale, si vendono le tracce singolarmente: tante possibilità. Il presupposto è che non sia finanziato, nel ns caso TI si becca un sussidio (anche se non ce ne fosse bisogno) e che quindi ha ragione a lamentarsi.

  5. A Rispondi

    Giusto! Anzi, facciamo al contrario: centri urbani chiusi alle auto private e mezzi iperfrequenti. Prezzi reali per i mezzi pubblici e contributi a chi abita in zone non servite dal mezzo pubblico e a chi ha davvero redditi bassi!

  6. alberto santel Rispondi

    Faccio una domanda che varrebbe la pena di approfondire: chi e a che livello ha deciso di non fermare i treni nelle stazioni intermedie? La domanda è motivata dal fatto che la questione è stata oggetto di discussione specifica a livello di un "gruppo di lavoro tecnico" fra le Regioni e l'ufficio regolazione del ministero (per altro costituito da tre persone, più o meno provvisorie rispetto alla struttura), cui partecipavo come rappresentante della Regione Campania, prima che la Regione mi licenziasse. In quella sede era stato, faticosamente, concordato un parere di tenore opposto, vale a dire che bisognasse considerare prevalente l'interesse dei cittadini ad un servizio migliore e non un inesistente danno per i conti di Trenitalia, autorizzando quindi un servizio comprensivo delle fermate intermedie. Non sarebbe quindi male sapere se il cambiamento di decisione è "politico", in sede di Conferenza Stato-Regioni, oppure "tecnico", nel senso che il Ministero ha deciso di dare ragione a Trenitalia e non ai suoi tecnici. Quindi: grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente. Grazie e buon lavoro

  7. Arturo Rispondi

    Un'analisi lucida e attenta che condivido appieno. Una bella lezione di economia dei trasporti che i signori politici piemontesi dovrebbe studiare attentamente e fare propria.

  8. Piero Rispondi

    1) la concorrenza obbligherà le ferrovie statali a far meglio in qualità e costi; 2) le tratte buone date ai privati si autofinanziano; 3) se al servizio statale levi le tratte buone che generano utile finisce che poi quello che lo stato ha risparmiato in termini di minori contributi su queste tratte lo deve dare in più alle ferrovie statali a cui rimanendo solo le non redditizie (ora parzialmente compensate dalle redditizie) aumenteranno le perdite da coprire: 4) che l'arbitro sia di uno dei concorrenti è cosa molto comune in Italia ... tv.. e non solo..