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  1. Tiziano Rispondi

    Siamo alle solite. Il nostro governante, padrone tra le tantissime altre di televisioni, fa in modo che le frequenze restino alle TV (concorrenti ma anche a sé stesso) sapendo che una TV che ora dispone di decine di canali non può produrre una gamma tanto vasta di contenuti (lui, però, sì!). E le frequenze libere messe all'asta...!? Solo per la telefonia!!! ...MAVAFFF

  2. Alfonso Potenza Rispondi

    Non ho capito bene una cosa. Lo stato non può farsi valere sulla Rai (di stato) per riprendere le frequenze. Ovviamente anche la Mediaset (di stato, almeno in questo momento) non ridarà le frequenze. A quando la vendita della Rai? Almeno non sarà tutto in mano ad uno.

  3. Montermini Marco Rispondi

    Romani è semplicemente im-pre-sen-ta-bi-le. Un lobbista di Mediaset a capo dello sviluppo economico del paese...chissà che bello sviluppo. E non sono anti-Belusconiano...

  4. Giancarlo Mazzone Rispondi

    E' stato affermato da persone qualificate che l' "etere" occupato oggi dall'analogico passando al digitale si amplia al minimo di quattro volte, cioè 1 canale analogico vale 4 canali digitali. Ciò significa che i canali televisivi nazionali (Rai, Mediaset e La7) possono moltiplicarsi per 4 gratuitamente senza alcun esborso, il cosidetto dividendo interno. Secondo il buon senso almeno due canali digitali per ogni canale analogico nazionale dovrebbero ritornare allo Stato per essere ceduti ad altri utilizzatori aumentando in tal modo le entrate per coprire gli urgenti fabbisogni. I media non si occupano di questo problema secondo la migliore tradizione del nostro Paese.