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  1. michele bromo Rispondi

    In caso di crisi, forse la salvezza può venire solo dalle famiglie che possono garantire un stato sociale decente per le persone. Pensare che lo Stato possa garantire sempre i diritti sociali è una utopia che la realtà quotidiana ci mette davanti. Finamola con le ideologie, ci vuole buon senso e tutelare la famiglia unica ancora di salvezza.

  2. ALBERTO OLMI Rispondi

    Possibilità effettive per le famiglie non ne vedo. Come si legge dai commenti, l'ideologia è di buona qualità perchè distoglie dagli strumenti specifici che incidono sulla vita delle persone e senza produrre alcunchè si crea consenso. E' il servizio che costa meno di tutti. Ad una fiscalità favorevole alle famiglie con figli si è rinunciato. Anche se complessa, gli addetti ai lavori sanno perfettamente come sarebbe possibile procedere senza distorsioni. La sperimentazine dei servizi sui territori c'è ma è palesemete ignorata dalla conferenza. Anche la banalità e la superficialità del dibattio sulle reti di solidarietà è stucchevole rispetto alle pratiche già presenti sui territori. La cancellazione del fondo per la non autosufficienza, la sostituzione del fondo per la famiglia in favore di un concorso a premi e le scelte complessive sul welfare hanno pesato.

  3. carlo simeone Rispondi
    Vi sarei molto grato se poteste chiarirmi cosa significa " pluralizzazione dei modi di fare famiglia ", poichè mi sembrano termini che andavano di voga nell'epoca dei soviet, quando al posto del termine democrazia, si ricorreva al succedaneo " pluralismo ". Grazie Carlo Simeone
  4. Diego Alloni Rispondi

    L'equazione Istat famiglia=nucleo abitativo è una riduzione ideologico-immobiliarista. A parte i divieti legali al matrimonio (attesa di divorzio, età minore, ecc), che ci sono e che non possono essere circolarmente imputabili come causa del non-essere famiglia, va ricordato che che il matrimonio è un diritto civile, da agevolare come fonte di progresso, senza barattarlo con altri diritti. Più grande ancora è il diritto costituzionale europeo alla famiglia, cioè ad avere e crescere i figli. I nuclei monogenitoriali non sono famiglia, perchè negano al padre il diritto/dovere di aver cura dei figli; le coppie gay/lesbiche non sono famiglia, perchè negano il diritto ai figli di ricevere cura da un genitore non dello stesso sesso; le coppie conviventi non sono famiglia, perchè espongono i figli ad un rischio del 50% superiore di non ricevere cura dal padre; ecc. La famiglia è, tra tantissime cose, una forma di unione che ci tutela da un capitalismo di stato o di mercato, che invece ci vorrebbe tutti divisi, come monadi (Veltroni, in un famoso discorso: operai separati dagli imprenditori, uomini dalle donne, figli dai padri) per venderci anche l'inverosimile.

  5. Chiara Fabbri Rispondi

    Condivido l'osservazione delle autrici che il documento sia curiosamente redatto ignorando una porzione consistente delle realtà familiari italiane diverse da quella eterosessuale fondata sul matrimonio. In relatà, tuttavia, la cosa più sorprendente è che anche per il modello familiare "giusto" nella visione dei redattori del documento, cioè la famiglia "tradizionale", la situazione apppare tutt'altro che rosea: in realtà il documento presuppone non tanto una famiglia tradizionale, quanto una famiglia in cui almeno uno dei coniugi abbia un reddito elevato, idoneo a consentire il sostentamento dell'altro coniuge dedito al lavoro di cura e di tutti gli altri componenti (minori e anziani, ma anche disabili e lungodegenti). Personalmente ritengo che la migliore forma di investimento per la famiglia sia l'offerta di servizi di cura in quantità e qualità adeguate, naturalmente, come giustamente sottolineano le autrici, con un adeguato investimento di fondi.

  6. Iceland_Man Rispondi

    Fatto salvo il caso di unioni tra individui dello stesso sesso (per il quale va fatto un discorso a parte) vorrei tanto sapere perchè sia necessario riconoscere alle unioni di fatto i diritti che sono già garantiti alla famiglia "tradizionale". Esiste una procedura "veloce" che richiede una semplice firma in comune (senza la "sovrastruttura" religiosa). Se il problema sono i costi della cerimonia, basta cavarsela con una pizza per quattro amici. Sono realmente interessato a conoscere le oscure ragioni per le quali una semplice firma è così "impegnativa". Altrimenti potrebbe sembrare un capriccio. Saluti.

  7. Claudio Resentini Rispondi

    Brave le autrici! In questi tempi bui ci vuole anche una buona dose di coraggio per denunciare la deriva reazionaria dilagante. Quanto al tono deciso direi che è quello che ci vuole per cercare di risvegliare dal torpore le coscienze assopite. La ricetta è sempre quella: meno tasse, meno welfare, meno servizi pubblici, più servizi privati, più famiglia (leggi donne che restano a casa e svolgono lavoro di cura). Insomma meno stato più mercato: è la stessa ricetta del famigerato Libro Verde di Sacconi sul futuro del modello sociale: un futuro che assomiglia tanto ad un passato, a un tuffo all'indietro nell'Italia degli anni '50. ps si consiglia tra l'altro la lettura dell'aureo libricino anche chi si occupa di satira o a chi vuole semplicemente farsi quattro risate, anche se un po' amare: in alcuni punti è un capolavoro di comicità involontaria e sembra evocare atmosfere da "Pane, amore e fantasia" o "Peppone e Don Camillo", con farmacisti e carabinieri che fanno le veci degli assistenti sociali: impagabile!

  8. mny Rispondi

    Ho molto apprezzato l'articolo di Del Boca e Saraceno e l'invito a considerare inseparabile le politiche dai fondi che dovrebbero sostenerle. per ciò che concerne le famiglie e i commenti letti, se è vero che ancora è riconosciuta in Italia la sola famiglia eterosessuale e basata sul matrimonio è anche vero che va sostenuto e amplitato il dibattito per capire se questo modello, superato nella realtà, non debba essere anche e finalmente superato nella legislazione.

  9. G. Garatto Rispondi

    Stando alle agenzie di stampa, ieri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi a margine dei lavori della seconda giornata della Conferenza Nazionale della famiglia avrebbe dichiarato: "Sappiamo dalle proiezioni demografiche che già nel 2050 il nostro rischia di essere un Paese in cui gli italiani sono la minoranza della popolazione''. Potrebbe essere utile al Sottosevretario e soprattutto all'opinione pubblica che un demografo commentasse questa affermazione, con l'appoggio di dati in suo possesso. Grazie.

  10. Arianna Visentini Rispondi

    Oggi ho partecipato al gruppo di lavoro Famiglia-Lavoro. E anche in questa occasione è stato sottolineato il valore delle scelte famigliari o meglio delle scelte "coniugali". E' difficile esprimere giudizi sulla base di una carrellata di interventi accomunati dalla volontà ragionevole e condivisa di favorire la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro ma non riesco a fare a meno di esprimere un senso di delusione dovuto al fatto che non sono state date risposte concrete a chi lavora quotidianamente su questi temi. I fondi dedicati alla 125/91, seppure strumento importantissimo per le organizzazioni di lavoro pare siano stati ridotti a poco più di 1 milione di euro, l'articolo 9 modificato pare non essere ancora pronto per la pubblicazione e ci si chiede quali e quanti progetti si possano presentare quand'anche venisse emanato nei prossimi giorni e se le risorse non utilizzate per il 2010 verranno aggiunte a quelle del 2011. Mah... sono molto perplessa.

  11. Sagliano Salvatore Antonio Rispondi

    Gentili autrici, mi permetto solo un appunto. Affermare che qualcuno ha una visione ideologica di qualcosa vale a dire che antepone la logica della sua idea al fatto vero, deformandolo. E a me sembra che Voi stesse rischiate di cadere in questo errore, quando affermate l'idea secondo la quale non esistono differenze tra i diversi tipi di famiglia. Che l'utilità sociale del sostegno alle famiglie con figli sia maggiore, mi sembra un fatto palese. Che le coppie di fatto (riluttanti verso il matrimonio) promettano meno stabilità - e perciò amore - della famiglia tradizionale, mi sembra altrettanto palese. Vi assicuro, per esperienza, che dietro la famiglia tradizionale non c'è appena un'idea, bensì la scoperta della possibilità di poter desiderare tutto e per sempre. Alla luce di questo fatto condivido l'importanza e l'urgenza di rivalutarne l'immenso ruolo sociale. Anche a costo di segnalarlo tramite una differenziazione di incentivi.

  12. Danilo Rispondi

    A parte che l'ultimo paragrafo dell'articolo mi è sembrato leggermente astioso verso questa specie di "ideologia" professata da Sacconi e Giovanardi, rammento agli autori dell'articolo in questione l'articolo 29 della Costituzione italiana: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare". Ecco il semplice motivo per il quale nel documento non rientrano i cambiamenti e le pluralizzazioni dei modi di fare famiglia. Altrimenti, il Forum si sarebbe chiamato "Forum delle coppie"...