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L’amaro midterm di Obama

Barack Obama l’ha definita una batosta. Certamente sulla sconfitta dei democratici alle elezioni di metà mandato hanno contribuito molti fattori, oggettivi e soggettivi. Tra i primi, la disoccupazione alta e una ricchezza delle famiglie che continua a scendere. Oltre naturalmente alle guerre in Iraq e Afghanistan. Ma gli elettori sono delusi anche per la riforma sanitaria e per il sostegno al settore finanziario e automobilistico. Poche speranze di successo per la politica di collaborazione con i repubblicani che il presidente cerca ora di avviare.

 

 

Nelle recenti elezioni di metà legislatura negli Stati Uniti, i democratici hanno perso 60 seggi alla Camera e 6 seggi in Senato. La maggioranza della Camera è adesso saldamente repubblicana, mentre prima era saldamente democratica. Il Senato è ancora democratico, ma con una maggioranza risicata. Barack Obama ha definito il risultato del voto una “batosta” per il Partito democratico.

PERCHÉ È SUCCESSO?

Gli elettori sono insoddisfatti dei primi due anni della presidenza Obama. Il malumore è dovuto a molti fattori, oggettivi e soggettivi. Proviamo a elencarne i più importanti.

Tra i fattori oggettivi rientrano:

  • La disoccupazione è a livelli molto alti: circa 9 per cento durante i primi due anni di Obama, contro un livello medio del 6 per cento nel recente passato.
  • Il debito pubblico ha raggiunto il 62 per cento del Pil, mentre era appena al 40 per cento nel 2008.
  • La ricchezza delle famiglie (la somma dei titoli immobiliari quali la casa di proprietà, titoli finanziari, eccetera) è oggi del 30 per cento inferiore rispetto al 2007. A questo declino contribuiscono lo scoppio della bolla nel mercato immobiliare e il forte declino della borsa titoli.
  • La doppia guerra, in Iraq e Afghanistan, prosegue senza tregua.

Nei fattori soggettivi possiamo annoverare

  • La riforma sanitaria è stata percepita da molti elettori come un nuova costosa ingerenza del governo nella salute (altrui).
  • Il programma di sostegno del settore finanziario e automobilistico è stato visto come un favore ai ricchissimi e ai sindacati. Il cittadino della “middle class” americana, sempre più in difficoltà finanziaria, ha poca simpatia per chi riceve soldi “gratis.”
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IL NUOVO PANORAMA POLITICO

Il panorama politico dopo queste elezioni è ancora più polarizzato, specialmente a causa del successo dei candidati del Tea Party. Si tratta di un nuovo movimento di cittadini conservatori anti-establishment, che ha obbligato i candidati repubblicani a spostarsi a destra e al tempo stesso ha presentato propri candidati nelle primarie del partito.
Obama ha reagito alla sconfitta elettorale muovendosi verso il centro per cercare il sostegno di alcuni repubblicani. La prima mossa è stata quella di invitare a cena alla Casa Bianca i leader del Partito repubblicano al Congresso. Ma la strada è tutta in salita: uno degli invitati alla cena, il repubblicano Mitch McConnell, ha dichiarato che “rimuovere Obama è l’’unica via per portare avanti l’’agenda del Partito repubblicano”.

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  1. PDC

    Mi scusi, ma i fattori che lei chiama soggettivi sono inappropriati, in quanto sono semplicemente le accuse mosse dai repubblicani ad Obama, e gli elettori repubblicani non avrebbero votato comunque per i democratici. Gli elettori democratici sono scontenti semmai per ragioni opposte: Obama si è mostrato un pavido, disposto a compromessi, molto vicino alla elite finanziaria che molti vedono non solo come la responsabile della crisi economica, ma addirittura come il vero potere politico che manovra come pupazzi senatori, deputati e presidenti. Insomma, Obama è la brutta copia di un repubblicano. Risultato: gli elettori democratici non sono andati a votare.

  2. Luca

    A mio avviso il verdetto delle urne statunitensi per il Midterm è piuttosto "ingeneroso" nei confronti di un Presidente che ha almeno dimostrato di aver tanta voglia di"fare", inoltre una riforma sanitaria come quella introdotta da Obama è una ventata d’ossigeno per gli States.Tuttavia per quanto riguarda i fattori oggettivi che avrebbero causato questo "fallimento elettorale"(che, ci tengo a precisare, ha colpito molti presidenti del passato da Kennedy allo stesso predecessore di Obama George W. Bush), non è certo facile stabilizzare una condizione economica come quella statunitense al momento,mi spiego meglio,ritengo che un essere umano non abbia la capacità materiale,in meno di due anni di risanare l’economia statunitense con una crisi della portata di quella che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo…per cui gli elettori statunitensi,se avessero voluto vedere dei cambiamenti radicali immediati,nel breve periodo,ritengo che avrebbero fatto meglio a votare un qualche supereroe (senza scomodare poi chi è "ai piani alti"). Detto ciò vorrei fare li miei complimenti al Professor Persico per il suo lavoro e per suoi articoli che leggo sempre con molto piacere

  3. ANDREA

    Trovo davvero incredibile l’esito delle elezioni di midterm in Usa. Tra i motivi oggettivi elencati da Nicola Persico per spiegare la sconfitta di Obama l’elevata disoccupazione e il crollo della ricchezza delle famiglie sono conseguenza della crisi provocata dalle politiche economiche perseguite dall’amministrazione Bush, mentre l’elevato debito pubblico nasce dal tentativo di Obama nel periodo 2009-2010 di ovviare a tale situazione. Tra i motivi soggettivi elencati, la riforma sanitaria (tra l’altro molto edulcorata rispetto alle intenzioni iniziali) era stata uno dei fattori principali del successo di Obama nelle elezioni del 2008 e quindi non poteva essere elusa, pena un’ancor maggior delusione del suo elettorato più di sinistra. Mentre il programma di sostegno al settore finanziario e automobilistico è stato necessario per evitare un ulteriore drammatico inasprimento della crisi (iniziato, comunque, dall’amministrazione Bush sul finire del 2008).

  4. filippo aleati

    Credo questo sia stato anche un fattore di peso della sconfitta, non dare un segnale chiaro di riforma di Wall Street alla gente della ‘main street’

  5. Ivan

    L’aver fatto la riforma sanitaria (seppur edulcorata) andrà ad imperituro merito di Barrack. Il problema è sicuramente l’economia che non tira. Per quanto riguarda il Tea Party è la voce dei redneck e puritani antiabortisti propena di morte e bigotti che rappresentano una buona parte dell’America ma non la sua maggioranza a mio avviso. Sono d’accordo sul fatto che molti democratici non siano andati a votare perché delusi. Comunque adesso i republicani piu’ attaccati all’establishment hanno iniziato a preocuparsi di questo nuovo movimento. Lo hanno utilizzato e cavalcato ma adesso devono stare attenti che la tigre non gli si rivolga contro. Il Tea party rappresenta quegli americani che vivono nelle farms del Midwest, hanno una cultura bassa o nulla, crescono ad Hamburger e calcio americano e la Domenica vanno in chiesa a sentire i sermoni dei vari evangelisti/razzisti che predicano il creazionismo. Insomma se questi andassero al potere altro che Bush.

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