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  1. alessandro vigiani Rispondi

    Il caso di Napoli sia piuttosto l'anteprima di quello che accadrà ovunque in Italia quando le discariche dove viene gettato l'indifferenziato saranno piene.
    Secondo me, qualcosa si puo' fare in modo serio e da subito (magari per qualcuno potra' esser pure fonte di reddito) usando la "cauzione", parola ormai passata in disuso, ma a mio parere andrebbe ripristinata e aggiornata in pien . Quanto sotto si potrebbe fare da subito
    1) ogni comune dovra' trovare apposite aree di deposito temporaneo
    2) a ogni famiglia o azienda del territorio il comune stesso dovra' inviare una tessera magnetica contente gli estremi anagrafici e apposito spazio di memoria per il carico e scarico del valore ( tipo tessera sanitaria per intenderci )
    3) il codice a barre e' l'identificativo del funzionamento del sistema .
    Faccio un piccolo esempio una bottiglia di acqua minerale costa circa 0,30 , facciamo pagare 1.30 di cui 1 euro di cauzione , che verra' caricato su tale tessera alla consegna del vuoto nei punti autorizzati . Perfezionando questo concetto ai vari materiali arriveremo al riciclo almeno del 90 % .

  2. lormar Rispondi

    Bell'articolo con molti punti illuminanti , Ma debbo dire -con la morte nel cuore da napoletano di studi e di famiglia che vive a Roma e ha una sorella a Napoli - che la cultura della differenziata non esiste salvo eccezioni a Napoli . Per connessione d'argomento percorrendo Corso Vittorio Emanuele (via bene si dice !?) si fa lo slalom in mezzo alle deiezioni canine.