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  1. domenico fino Rispondi

    Siamo al basso impero. La canaglia vuole vivere a carico di chi lavora e accampa diritti su diritti, tutti su base ideologica, infondati e innaturali, la cui osservanza finirà col distruggere lo slancio produttivo di questo paese e di conseguenza il tessuto sociale. Il basso impero, infatti. Gaudeamus igitur...con i barbari che premono alle porte. Io mi auguro, se deve succedere, che succeda quanto prima cosìcchè chi rimane, se vorrà vivere, dovrà per forza rimboccarsi le maniche e ricostruire una società su base più sana e sostenibile, più naturale insomma. Nascerà qualche altra cosa, come è sempre capitato dacché mondo è mondo. Tanti saluti. Si invita la canaglia ad astenersi da insulti da suburra.

  2. dvd Rispondi

    Non si può che essere d'accordo con tutti gli interventi, ma credo che debbano essere sistematizzati e posti in priorità. Se così facciamo a me pare che chi sostiene il "partito delle tasse" si pone al paese come strategia emergenziale ma non risolutiva. Il pagare tutti per "forse" pagare meno non risolve i "problemi" che pare siano nell'ordine: l'economia criminale (diversa da quella familiare che massimizza per se evadendo un pò), prima industria del paese; l'eliminazione degli sprechi di stato; l'affrancamento di certe regioni del nostro paese da una sorta di assistenzialismo (non voglio essere frainteso) voglio con esso dire che non è fisiologico che il Pil di certe regioni dipende esclusivamente da redditi erogati dello stato e non da lavoro proprio di impresa. Allora mi chiedo: se si concorda con quanto sopra è giusto "perseguire", "stangare", la piccola attività del nord est che evade, sicuri che risolviamo il problema!? O stiamo solo schiacciando un bruffolino e aumentiamo nel contempo una grossa tensione regionalistica che non serve a nessuno!? Non sarebbe forse meglio che gli 007 del fisco si concentrassero sui punti indicati sopra con una strategia mirata!?

  3. Emilio Odescalchi Rispondi

    Prego riferirsi alle curve di Laffer e Armey ed il libro di Persson e Tabellini che dimostra che cittadini e politici abbiano obiettivi differenti (il benessere della propria famiglia i primi, la rielezione e la massimizzazione del potere politico i secondi) renda la gestione della spesa pubblica inefficiente. (www.workforall.com) dove compare il testo di Antonio Mele. Cose risapute e non attuabili in Italia dove il comparto pubblico genera oltre il 55% del Pil.

  4. fernando esposito Rispondi

    Condivido totalmente l'articolo su "Gli italiani e l'evasione fiscale" conoscendo bene l'argomento sul quale ho scritto più volte su giornali vari e in epoche diverse ma inutilmente. La mia drastica conclusione è che il caso italiano non è risolvibile per vie tradizionali a causa di fattori ben precisi: a) la percentuale evasa è tale da porci al di fuori dalla evasione 'fisiologica' dei paesi occidentali e soprattutto così radicata da doversi ritenere ormai cristallizzata ed endemica b) coloro - e sono tanti - che evadono da tempo immemorabile (es.piccoli e medi imprenditori soprattutto del NordEst) sono ormai così abituati ad operare con certe modalità, che se dovessero rientare nella legalità e cominciare a pagare il dovuto,dovrebbero chiudere bottega e rinunciare allo yacht a PortoCervo. Poiché nessuno è disposto a perdere la propria agiatezza in modo indolore, larghe fasce della popolazione che vive da decenni evadendo, sono pronte alla guerra civile piuttosto che pagare le odiate tasse. c) non esiste al momento una forza politica -dall'estrema destra al'estrema sinistra- in grado di affrontare l'impopolarità della coercizione al pagamento di quanto dovuto.

  5. Maurizio Rispondi

    Credo che basterebbero poche cose per rddrizzare questo Paese, ma che non verrano mai fatte: una bella legge anti corruzione, una riforma del sistema legislativo e del sistema fiscale. Parlare di evasione in un Paese dove non ci dobbiamo dimenticare che la prima azienda è "cosa nostra", mi sembra ridicolo. Allora riforme forti, quelle sì: allora una bella riforma della giutizia, al pari di quella fiscale; purtroppo il nostro sistema politico iper corrotto non credo che avvallerà queste due riforme, insieme ad una legge anticorruzione. Quindi si salvi chi può, non certo i dipendenti, i pensionati, gli studenti e i giovani.

  6. PIETRO VOLPATO Rispondi

    Pagare quanto ci viene richiesto per il servizio o il bene che acquistiamo senza richiedere lo scontrino fiscale quando non ci viene consegnato, significa fare solo gli interessi del venditore, che si trattiene l'iva pagata e non paga le tasse sul guadagno netto. Con nessun vantaggio per chi ha acquistato, anzi con una aggravante: si continua a far pagare le tasse a chi già le paga e si avvantaggia chi può e decide di evadere. Vuol dire farci del male. E allora chiediamo sempre lo scontrino fiscale al bar, al negozio, in pizzeria, al ristorante, insomma nei negozi al dettaglio e nei locali di somministrazione. Non costa niente o forse talvolta richiede un pò di coraggio.

  7. f.m.parini Rispondi

    Concordo con Confetti; E' vergognoso sapere che un commesso della camera prende 7000 euro netti o ci sono centinaia di dirigenti incapaci in qualche regione che prendono 300.000 euro all'anno. Il cittadino non ne può più. Tagliare, tagliare, tagliare a questi incapaci. Vedo la nuova provincia di Monza. Privilegi, denaro sottratto ai lavoratori, sfruttamento delle posizioni; a lavorare gratis per la società. Poi basta avere per essere eletti; Per favore a lavorare.

  8. antonio Rispondi

    Basterebbe ridurre il costo della politica ,dimezzando deputati e senatori, eliminando tutti i privilegi che giornalmente usufruiscono.equiparandoli ai parlamentari dei paesi europei.inasprire le pene per le cricche che si formano di volta in volta e per tutto il ladrocinio a danno del popolo che si porta avanti da anni. Per il bene del paese,in nome del popolo, di cui spesso ci si riempie la bocca- Il costo del lavoro è già alto in italia, non possono pagare sempre gli stessi. Spesso troviamo di contro servizi scadenti e il cittadino semplice si trova in situazioni molto difficili, se i soldi mancano, sarei curioso di sapere quali sono quelli che mancano, sicuramente no quelli della povera gente.

  9. pierfranco parisi Rispondi
    Mi sembra di ricordare che una volta si parlava di manette agli evasori. Come stanno le cose oggi. Non ho mai sentto parlare di "penale" per gli evasori, anche per quelli totali. Anche la sola iscrizione sarebbe un bel deterrente.
  10. Alberto Confetti Rispondi

    Per un imprenditore che spesso rischia salute, patrimonio personale ed affetti per la propria azienda, è dura dover pensare di pagare salatissime tasse per vederle sperperate in scandalosi emolumenti pubblici, con usceri del Parlamento da 7.000 euro al mese, politici centrali e regionali a 20.000 al mese con auto blu ed escort varie più megapensione dopo 5 anni, membri di consigli di amministrazione di società semi-pubbliche a 80.000 euro l'anno per una decina di sedute, pensioni d'oro da 700.000 euro l'anno per ex-presidenti, sardanapali e grand-commis di Stato etc.etc. Sarò demagogico, ma la prima operazione da fare è tagliare questi schifosi privilegi. Poi se si dotasse anche il singolo contribuente di strumenti di detrazione (ogni spesa con scontrino o fattura viene detratta dall'imponibile, sul modello societario) e tassazione sull'imponibile rimanente (con un minimo da stabilire), credo che si potrebbe ridurre anche l'evasione. Metodo da studiare e affinare, ma funzionerebbe (ecco fatto il famoso interesse anche per il privato a richiedere scontrino).

  11. antonio greco Rispondi

    E' realista pensare di arrestare l'evasione, senza prima trasformare lo stato, che non ha mai mantenuto le promesse fatte a tutti i cittadini? Perché i cittadini dovrebbero accettare che lo stato si ritiri da tante regioni o contesti, accettando cosi il potere di mafie di ogni tipo? Quando metteremo lo stato al livello europeo di professionalità? E quindi conseguentemente divenga capace di realizzare i diritti dei cittadini?

  12. Negrato Anacleto Rispondi

    Forse quel che sto per dire potrà sembrare fantascientifico ed irrealizzabile, ma penso che l'unico modo per eliminare l'evasione fiscale sia "eliminare fisicamente il denaro", ed eseguire ogni transazione economica unicamente con la carta di credito. So che ciò non è di facile attuazione, ma solo perchè va contro gli interessi di molti potentati e gruppi di potere. Con l'enorme aiuto che l'informatica ci dà oggigiorno ritengo che basterebbe solo un pò di buona volontà per attuare la cosa, e l'enorme vantaggio che ne deriverebbe farebbe risolvere gli eventuali problemi e disagi che tutto ciò potrebbe comportare.

  13. Roberto Polesel Rispondi

    Leggendo i giornali scopriamo che Il Premier di buon cuore elargisce soldi in mazzette. Da sette dieci mila euro di denaro contante: dlgs 271/2007 "antiriciclaggio" vieta il trasferimento di contante superiore ai 5.000€. Sanzioni penali o facciamo che il Guardasigilli ci mette una pezza? E poi di chi sono quei soldi? Da che conto vengono? È impertinente o è lecito saperlo? È questa la credibilità che ci attendiamo dalla massima carica esecutiva? Fini e Bossi tacciono ancora?

  14. umberto www.impresaefficace.it Rispondi

    Gentile Maria Cecilia Guerra, complimenti per il documentato articolo e per le conclusioni con cui non si puo' non essere d'accordo. Volevo però lanciare uno spunto "polemico" sull'evasione. Sono un consulente aziendale e vedo molti bilanci e contabilità di piccole e medie imprese e di esercizi commerciali del nord est. Quasi tutte le medie e piccole imprese hanno un carico fiscale (irap+ires)/utile anteimposte che va dal 50 all'80%, senza contare le imposte indirette...abbastanza per far venire voglia di evadere, soprattutto se confrontiamo il carico fiscale con le grandi aziende o con le aziende quotate (in media 30-35%). Nonostante questo le imprese che evadono sono quelle che lavorano con clienti al dettaglio, perchè le altre per evadere dovrebbero fare fatture false...cosa che pochi sono disposti a fare. E allora dov'è l'evasione...Sicuramente negli esercizi commerciali e in chi lavora al dettaglio; basterebbe strutturare un'imposta fissa (con un meccanismo simile agli studi di settore) per risolvere il problema e concentrare i controlli in chi è piu a rischio. Ho assistito a un controllo con 2 finanzieri per 5 ore che hanno accertato 12 euro di evasione...

  15. salvatore Rispondi

    1) si vuole veramente diminuire l'evasione fiscale? Si? E allora perchè Tremonti ha fatto lo "scudo fiscale" per miliardi di euro? 2) come viene fatta la contabilità delle amministrazioni pubbliche? Quali sono i "costi standard" dei vari servizi dell'amministrazione pubblica? Dobbiamo aspettare di "affettare" l'Italia per conoscerli? 3) quanti dipendenti per ciascun servizio e per ciascuna amministrazione? 4) quali i servizi minimi e quali quelli superflui? (a Milano, qualche anno addietro, ho visto un manisfesto del Comune che indicava un assessorato / servizio per cani!) 5) come viene pagato il singolo servizio? 6) welfare: per tutti o per nessuno. Nei paesi seri e persino in Spagna il diritto alla indennità di disoccupazione si ha dopo 2 anni di lavoro. Anche per i parasubordinati. 7) Ho versato contributi Inps per 20 anni e contributi "parasubordinati" per 10 anni. A me non spetta alcuna tutele di disoccupazione! Peccato non aver evaso il fisco.

  16. Alberto De Carli Rispondi

    Credo che la lotta all'evasione fiscale, che ha ormai raggiunto livelli insostenibili, debba essere la prima azione da mettere in atto per risollevare la competitività del paese. Tralasciando le implicazioni politiche di un fenomeno cosi abitudinario in Italia, ed è ormai chiarissimo come la politica economica del governo berlusconi sia quella di tutelare gli evasori (condoni etc) e sfornare ogni tanto palliativi come gli incentivi (che potrebbero anche funzionare se fossero inseriti in un contesto più organico), per rimettere in sesto il paese si dovrebbero aumentare gli sforzi nel contrastare questa piaga, con la massima urgenza. Come? con misure draconiane e durissime, come un qualsiasi governo normale avrebbe dovuto fare nel tempo. Personalmente, come prima cosa inserirei un limite di 100/200 euro per acquistare beni, servizi pagandoli in contanti (Al superamento di tale limite obbligo di pagare con bonifico, assegno, etc strumenti); in secondo luogo multare pesantemente le aziende, liberi professionisti, esercizi, che evadono; ad esempio se nell'arco di diversi controlli un medesimo l'eserecente non rilascia scontrino per 3 volte, oltre a una salata ammenda deve chiudere l'attività..