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  1. Francesco Rispondi

    Il fatto che regolamentazioni simili esistano anche in altri Paesi è al massimo un indizio che ci siano fondate ragioni di sicurezza per non permettere accesso anonimo a reti wi-fi. Magari le ragioni ci sono, ma sarebbe interessante sapere quali sono e un governo degno di questo nome dovrebbe favorire la discussione pubblica ogni qualvolta intenda porre dei limiti alla libertà dei cittadini, così come dovrebbe rendere periodicamente conto dei risultati raggiunti grazie a quelle misure. Ricordo tra l'altro che il decreto Pisanu riguardava esclusivamente il contrasto del terrorismo internazionale; usarlo quindi per perseguire, ad esempio, violazioni di copyright è un abuso. Se siano poi i vincoli di quel decreto a rappresentare davvero il fattore limitante per la diffusione del wi-fi lo dirà il tempo. Io so solo che il mio Comune di residenza ci ha messo parecchi mesi a far partire un servizio sul territorio, spesi quasi esclusivamente per mettere in piedi il sistema di autenticazione; e l'ente di ricerca presso cui lavoro chiede il documento di identita' a tutti i visitatori che intendano accedere alla nostra nostra rete e questo e' a dir poco imbarazzante. Dimenticavo: io faccio davvero molta molta fatica a preoccuparmi di un terrorista che si fa beccare perche' non riesce comunque a rendersi anonimo sulla rete o perche' non riesce a cifrare le sue comunicazioni.

  2. Stempert Rispondi

    Non vedo quale sia il problema di una autenticazione di qualche tipo. Quando si stipula un contratto di telefonia mobile non si forniscono i documenti? Cosa ci vuole a metter su un sitema di autenticazione, magari a livello europeo nei Paesi Cee rapido e veloce? Poi per quanto rigurda le esperienze riportate di persone che usano il wi fi anonimamente sarebbe interessante sapere, ma credo che sarebbe un pò complicato, la velocità e se "nel mezzo" ci sono filtri che analizzano il traffico, quindi anche per es. il testo delle e-mail inviate (realizzando quindi un' implicita forma di controllo di cui l'utente finale non si rende conto).

  3. Silvio Villa Rispondi

    Dunque, sui treni regolari, dipende dalla linea, ma generalmente è a pagamento o inclusa nel biglietto nominativo, quindi registrato. Mentre sui treni urbani l'accesso è gratuito, pur richiedendo una registrazione. Tuttavia, questa registrazione richiede solo un indirizzo email, che può tranquillamente essere fittizio. La rete è aperta, e la registrazione avviene solo dopo l'accesso alla rete, non c'è quindi una protezione di tipo Wep. Se si parla della sicurezza dei PC e degli utenti, secondo me la responsabilità è degli utenti stessi. Il decreto Pisanu parla di sicurezza antiterrorismo, e la cosa mi fa un po' ridere. Qui in Danimarca i problemi di terrorismo sono seri, dal momento che ogni tanto qualcuno viene ancora arrestato perchè prova ad organizzare attentati contro i disegnatori delle famose vignette, eppure non credo che chiudendo le WiFi si ridurrebbero i rischi. Naturalmente è solo la mia opinione.