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  1. claudio giusti Rispondi

    come spiega il crescere dei crimini in Italia fra il 2001 e il 2006 ?
    1996 2.422.991
    1997 2.440.754
    1998 2.425.748
    1999 2.373.966
    2000 2.205.778
    2001 2.163.830
    2002 2.231.550
    2003 2.456.887
    2004 2.417.716
    2005 2.579.124
    2006 2.752.275

    • La redazione Rispondi

      Tra gli altri il sociologo di Bologna Marzio Barbagli ha studiato il tema in modo approfondito, trovando che il trend di lungo periodo dei vari tipi di reati sarebbe decrescente nel nostro paese. Per due ragioni principali: perchè stiamo invecchiando e perchè ci sono sempre più donne (gli anziani delinquono meno dei giovani e le donne meno degli uomini). Il boom della criminalità dopo il 2001 non è quindi un trend inarrestabile, ma fa parte di un andamento oscillante dei tassi di criminalità. E' vero - come osserva lei - che tra il 2001 e il 2006 il numero dei reati - soprattutto a quelli ad alta frequenza - è aumentato e ciò è avvenuto in corrispondenza del boom di un'immigrazione poco regolata, spesso clandestina e correlata con una fase di stagnazione della nostra economia. Ma il boom dell'immigrazione dopo il 1991 non è associabile uniformemente all'andamento della criminalità. La correlazione esistente tra immigrazione e criminalità dopo il 2001 è più associata al fatto che gli immigrati sono spesso giovani e uomini - dunque con una maggiore probabilità di delinquere - più che ad una loro maggiore propensione a commettere reati a parità di caratteristiche demografiche. Dopo il 2006, come suggerito nel mio articolo, l'indulto sembra aver contribuito a peggiorare le cose.

  2. Lea Rispondi

    L'aumento dei crimini commessi dipende dagli indultati o dai "non" indultati? Mi rendo conto che se per tasso di criminalità si intende il numero di denunce sulla popolazione, non è possibile capire chi siano gli autori. Se l'indulto avesse davvero un effetto deterrente (se sbagli, paghi anche per quello che ti hanno abbonato), l'analisi della popolazione carceraria attuale dovrebbe dare (o darà) delle informazioni sul suo effettivo funzionamento? Considerando che le "guardie" già non riescono a consegnare alla giustizia tutti i "ladri", con l'indulto è aumentato improvvisamente il numero di elementi potenzialmente criminali liberi, ma di certo non è aumentato il numero dei gli addetti alla sicurezza. E inoltre, l'indulto, causando una diminuzione di fiducia nella legge, può in qualche modo aver causato una diminuzione delle denunce effettuate? L'indulto non è di certo la soluzione del problema delle carceri italiani, spero di essere stata chiara, mi interessa l'argomento.

  3. PDC Rispondi
    Sono totalmente d'accordo con la tesi dell'articolo. Aggiungo che trovo disgustoso il fatto che la sinistra italiana, che millanta uno spessore morale superiore a quello della destra, non abbia ancora presentato pubbliche scuse in proposito.
    • La redazione Rispondi

      Non so se è una questione di spessore morale o di cosa. Secondo me l'indulto è stato una misura sbagliata che ha svuotato temporaneamente le carceri al prezzo di accrescere temporaneamente la criminalità, la qual cosa ha aocntribuito a mettere benziona sul fuoco della retorica anti-immigrati.

  4. Roberto A Rispondi
    qui si parla della recidiva a 38 mesi dall'indulto e viene verificato come sia molto piu' bassa di quella degli scarcerati per fine pena,la metà..Di cosa stiamo parlando,quindi? http://www.abuondiritto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=223:indulto-e-recidiva-aggiornamento-al-30-settembre-2009&catid=34:liberta-personale&Itemid=72 http://www.radioradicale.it/la-verita-sullindulto-recidivi-e-reati-in-calo
    • La redazione Rispondi

      Non conoscevo questi dati e, veramente, dal link non si capisce bene da dove sono presi. in ogni caso, anche se gli indultati sono davvero meno propensi alla recidività degli altri carcerati (per i quali il calcolo è tuttavia fatto sull'arco della vita, non dei 36 mesi successivi), ciò di cui stiamo parlando è di provare a spiegare il non marginale aumento temporaneo dei crimini ad alta frequenza come i furti e le rapine, aumento avvenuto dopo l'indulto e poi scemato nel tempo. Come rispondevo ad un altro lettore ci sono studi statistici (Barbarino e Mastrobuoni, c'è anche un loro breve pezzo sul nostro sito) che hanno trovato una forte relazione tra indulti del passato e aumento dei reati di questo tipo. questo è ciò di cui stiamo parlando.

  5. Maurizio Ambrosini Rispondi

    Caro Daveri, ho letto con interesse la sua analisi. Penso che lei colga un aspetto vero, ma osserverei che i fenomeni sociali non hanno mai una sola causa. Per esempio, pur non condividendo di certo l'associazione immigrazione-criminalità, tendo a pensare che per un certo periodo l'eliminazione dell'obbligo del visto per i cittadini rumeni, senza però la possibilità di lavorare regolarmente, abbia prodotto fenomeni di illegalità, oltre a tanto lavoro nero. Mi pare anche che con la legge Cirielli sia molto facile tornare in galera per chi c'è già stato. Altro elemento: che ne è della repressione dell'impiego di lavoro nero con l'attuale governo? In Francia 900 imprenditori sono finiti in carcere nel 2008 per aver dato lavoro a immigrati non autorizzati. In Italia, quanti? In definitiva, sono d'accordo con lei nel contestare la retorica governativa, ma credo che l'analisi andrebbe approfondita maggiormente. Un caro saluto MA

    • La redazione Rispondi

      So bene che la realtà è complicata. Il mio articolo in effetti ha proprio l'obiettivo di indicare che oltre alla spiegazione ufficiale ("tutto colpa dei clandestini") sotto i dati della criminalità c'è stata anche la sconsiderata introduzione dell'indulto.

       

  6. claudio Rispondi

    I detenuti sono rientrati tutti; a seguito dell'indulto bisognava intervenire strutturalmente sulle carceri. Il fatto che le conseguenze di un provvedimento del genere non siano state prese con la sufficiente ponderatezza, che avrebbero, meritato la dice lunga sulla considerazione della sicurezza. Io trovo che gli immigrati abbiano spesso un referente nostrano. La fiducia nella legge vuol dire fare chiarezza e far sì che i progetti come l'indulto siano valutati nel loro effetto di lungo periodo.

    • La redazione Rispondi

      Proprio così.

  7. aris blasetti Rispondi

    Non ci voleva molto ad arrivare a queste conclusioni, se si aprono le porte delle galere è fatale che la delinquenza aumenti. Non sono del tutto d'accordo sul condono fiscale, immorale senz'altro, ma almeno ha portato un certo gettito che altrimenti sarebbe stato perduto per sempre.

    • La redazione Rispondi

      Condoni, sanatorie e indulti hanno lo stesso effetto: producono un beneficio temporaneo oggi al costo di peggiorare le cose domani. il condono non fa eccezione a questa regola. I condoni aumentano le entrate oggi ma suggiscono che potranno essercene in futuro, in tal modo suggerendo che non rispettare le leggi in materia di fisco sarà ancora conveniente in futuro. inoltre le risorse riportate a casa oggi sono una piccola parte di quello che è rimasto fuori e sono rientrate con uno sconto scandaloso per chi i risparmi li ha regolarmente dichiarati.

  8. valerio Rispondi

    Ma c'è stata una riduzione degli extracomunitari? da dove si trae questa conclusione? Poi: c'è stata una stretta sulla criminalità? quale, quella che è ha previsto una sanzione pecuniaria per gli stranieri irregolari o clandestini? o quella che ha previsto il carcere obbligatorio preventivo per i reati sessuali? E poi: per capire se l'indulto ha avuto effetti nefasti deve farsi riferimento al tasso di recidiva degli indultati, non c'è altro criterio. Un incremento del numero dei reati analogo ad altri presentatisi in altri periodi non è un fatto significativo scientificamente. Quello della sfiducia nella legge, poi, è un argomento che può valere se si studiano i fenomeni prendendo come riferimento non il singolo anno ma le generazioni. Infine: pensare che l'aumento degli omicidi nel 2007 rispetto al 2005 (perché non indica i dati del 2006?) sia conseguenza degli indultati è insostenibile; ancor più ridicolo è pensare che sia conseguenza della sfiducia nella legge. Lo stesso vale per la successiva diminuzione.

    • La redazione Rispondi

      Quante domande e quanto concitate. rispondo ad alcune. E' il governo che parla di stretta sulla criminalità e sui clandestini e lo fa pubblicando alcuni dati sul sito del Ministro dell'Interno. Ho preso quei dati per buoni, anche perchè l'istat non ha ancora pubbblicato dati disaggregati più dettagliati. ho riportato il dato 2007 perchè nel 2005 si osserva il minimo di reati e nel 2007 il massimo. il dato 2006 è in mezzo tra questi valori. proprio perchè per la recidività ci vuole tempo, è presumibile che il dato 2007 sia ancora influenzato dall'indulto. qualche mese fa alessandro barbarino e giovanni mastrobuoni hanno pubblicato sul nostro sito un articolo che indica la pericolosità sociale dell'indulto ben oltre le rapine in banca. il loro articolo trae spunto da analisi statistiche scientificamente documentate.

  9. Lorenzo Rispondi

    Come cittadino trovo singolare che chi è vittima di un reato perda la fiducia nella legge, al punto tale da smettere di denunciare il torto subìto (sia esso un furto, una rapina, uno stupro, ecc.). Voglio pensare che effettivamente il calo dei reati denunciati sia effetto di un inasprimento della vigilanza da parte delle Forze dell'Ordine.

    • La redazione Rispondi

      Nell'articolo suggerisco che la perdita di fiducia nella legge indotta dall'indulto dipende dal fatto che con l'indulto si indebolisce ulteriormente l'idea della certezza della pena. in più c'è che ovviamente quando si rimettono in carcere gli indultati, questi smettono di ri-delinquere.