logo


  1. mirco Rispondi

    Io fra sicurezza e libertà scelgo la libertà. Perchè non fate un articolo anche a sulle impronte digitali nella carta di identità elettronica? Altro garnde strumento di schedatura di massa? Non vorrei mai che succedesse che l'italia cada in una dittatura (e la storia puo ripetersi) che dopo ci divertiamo se Hitler ci ha messo 5 anni di guerra per eliminare 6 milioni di ebrei con i sistemi elettronici il nuovo Hitler potrebbe metterci 6 mesi. Fidatevi gente fidatevi che vi fregano....

  2. Stafano K31 Rispondi

    Al di là della registrazione obbligatoria o meno, penso che potrebbe essere interessante trovare degli accordi di roaming tra vari operatori in modo che una persona, magari, possa avere una unica modalità di accesso univoca. Non so come si potrebbe fare ma potrebbe essere interessante, anche perchè penso che sia importante identificare le persone. Certo è che è scomodo, questo è sicuro. Inoltre, anche io sono stato alla BlogFest di Riva, e non mi è costato nulla registrarmi a Futur3 perchè lo avevo fatto già l'anno precedente e la password era la stressa. Personalmente mi ero anche trovato bene perchè la copertura era un po' ovunque; certo, in alcuni punti non era performante ma penso fosse un limite del WiFi. Avercene di coperture così in Italia... è pure gratuita.

  3. Marco Rispondi

    Ho usato reti WiFi libere e senza formalità in USA e Sri Lanka, paesi che dal terrorismo forse avevano qualcosa da temere, in Cina, che non passa per Paese liberale e in molti altri. L' unico paese che si preoccupa del WiFi è l'Italia e ora si sta a discutere su quale sistema dovrebbe sostituire l'attuale farraginoso imposto dalla Pisanu. Ma non basta guardare fuori dai nostri sciocchi confini statali e mentali? Nessun altro Paese regolamenta il WiFi. Abolite la Pisanu e basta.

  4. Silvio Villa Rispondi

    Ma perchè non guardiamo a cosa succede all'estero? Io vivo in Danimarca da 3 anni, e ho viaggiato in diversi paesi del mondo per lavoro. Qua in Danimarca, ogni bar, i treni e perfino gli autobus hanno la wifi gratuita aperta a tutti e anonima. E le tariffe dei cellulari sono infinitamente più basse rispetto all'Italia. Ci sarà mica qualche correlazione? Siamo sicuri che il decreto Pisanu abbia come fine la sicurezza?

  5. Soon in agitation Rispondi

    Ho paura che si faccia un po' di confusione. Una cosa e' un servizio potenzialmente libero e gratuito offerto da istituzioni pubbliche per ragioni sociali: esempio un comune. Qui un meccanismo di identificazione potrebbe anche essere concepito, anche se in questo caso del tutto inutile: non credo che Al Qaeda se ne servirebbe mai. Un'altra cosa e' il servizio di collegamento alla rete che un qualunque bar o albergo puo' decidere di offrire gratuitamente ai suoi clienti. Qui i problemi di antenne e di frequenze c'entrano come i cavoli a merenda. Servizi cosi' esistono in tutti i paesi del mondo: liberi e gratuiti. Persino in Usa e Gran Bretagna, che, essendo stati colpiti direttamente dal terrorismo, sensibili al problema della sicurezza lo sono di certo. Strano no? Non e' che siamo noi italiani ad essere un po' paranoici esagerati e a voler per forza infilare la burocrazia dappertutto? Non siamo forse l'unico Paese al mondo in cui si consegna un documento per dormire una notte in albergo? Qualcuno pensa davvero che un terrorista possa mandare una rivendicazione di un attentato, collegandosi al wi-fi del bar all'angolo? Ma dai...

  6. Davide Rispondi

    Ho avuto modo di vedere Futur3 all'opera alla blogfest. Dovendo restarci 3 giorni ho perso i 10min necessari alla registrazione (quando si è da cell anche il form più piccolo fa perder tempo), ma non l'avrei mai fatto se mi fossi trovato in un bar di passaggio. Tra l'altro dopo la registrazione ho notato che la rete era più lenta del mio 3G, e alla fine ho preferito utilizzare quello. Detto questo, capisco che col decreto Pisanu aziende come la vostra abbiano opportunità commerciali ma, mi spiace dirlo, con una legislazione più libera in materia non ci sarebbe bisogno di voi a dover gestire l'aspetto burocratico della registrazione. Router acceso per il gestore del bar, navigazione immediata per gli utenti. Massimo della semplicità (e attenzione, luca, non ho detto che il barista non abbia intenzione di investire per il servizio, ho detto che non ha voglia di spendere soldi e tempo per un'inutile burocrazia: a Milano ci son bar con wi-fi libero e altri in cui è chiuso ma che ti danno la password su un foglio senza chiederti chi sei...e per questo dovrebbero essere "illegali"?)

  7. luca Rispondi

    Se partiamo dal presupposto che il barista non ha voglia di investire per offrire un servizio WiFi, allora non c'è abolizione del Decreto Pisanu che serva. La questione è che bisogna trovare un vantaggio per coloro che offrono il servizio. Questo è quello che la mia società sta sviluppando. Dare in mano al barista di turno uno strumento di cumunicazione diretta o indiretta che sia. Perdonami, ma se un esercente non è illuminato... non lo diventa se si toglie il Decreto Pisanu.

  8. Davide Rispondi

    Le motivazioni sono tutte sulla semplicità d'uso: a che serve una tecnologia se rende le cose più difficili? A meno che non si voglia renderle più difficili appositamente per favorire le TelCo, dubbio che viene considerando che una legge così non c'è in altri paesi. Le ragioni di identificazione sono carenti sia dal punto di vista dello stato di diritto (sarebbe come registrare preventivamente le telefonate di tutti, perché poi possono servire in caso di indagini ) sia dal punto di vista tecnologico, dato che incrociando alcuni dati non è assolutamente impossibile, per la polizia postale, risalire all'autore di un eventuale reato. Ovvio, a meno che questo non schermi bene la sua connessione, ma in tal caso può far tutto comodamente anche dal pc di casa. Nello specifico: 1) Il software per la gestione degli accessi previa registrazione può essere gestito da un ente apposito (come nel caso di Reggio Calabria). Alcune grossi player (ad es. McDonald's o le catene alberghiere) possono avere il loro. La struttura cittadina italiana però è costituita principalmente da piccoli esercenti. Il gestore di un bar, che già per offrire il servizio wi-fi deve essere abbastanza illuminato, di certo non ha voglia di pagare per un softare di riconoscimento o, anche nel caso in cui ne esistesse uno gratuito, di "perder tempo" nel capirlo. Il massimo dello sforzo che gli si può chiedere, per non riempirlo di burocrazia, è premere un pulsante per accedere il router. 2) Stesso problema burocratico si presenta lato utente. In mobilità la richiesta fondamentale è la velocità. Devo verificare l'orario del treno, trovare un indirizzo sulle mappe, controllare l'email perché ne aspetto una importante... tutte operazioni da fare al volo, e che un form di registrazione (con passaggio di verifica dell'identità via cellulare) non può che rallentare. Finirò col farmi un abbonamento 3G, per la gioia delle TelCo.