logo


  1. Luca Rispondi

    Vorrei ricordare le parole del ministro fiscalista Tremonti "le banche italiane (ed europee) hanno retto la crisi meglio di altre perché non parlano l'inglese". Questo commento sintetizza benissimo la miopia sulle cause della crisi, sulle debolezze del sistema e sulla volontà di affrontarle. Nel domestico capitalismo di relazione che si trasforma in un sistema bancario ancora definibile come una foresta pietrificata di vecchi intercci di interessi, sottovalutare il problema e' un grave errore. Se la crisi è del debito, era prevedibile un impatto ritardato sui bilanci bancari nostrani visto il maggior peso dei crediti, le cui svalutazioni sono lente ad emergere. La minore misura di debito privato aiuta ed è un punto di forza, tuttavia i problemi del sistema creditizio non derivano dallo stabile e relativamente sicuro debito delle famiglie. I problemi arrivano da quel "capitalismo senza capitali" delle aziende e relative finanziarie di famiglia, che non producono, non hanno capitale e spesso sono solo scatole piene di opinabili progetti immobiliari. Il caso Fonsai è emblematico. Speriamo bene. Saluti

  2. adriano velli Rispondi

    L'ultimo problema delle banche europee, soprattutto nell'attuale contesto economico, è quello della sottocapitalizzazione. Si continua a dimenticare che la gravissima crisi finanziaria, a oggi è tutt'altro che risolta. E' stata determinata esclusivamente da uno sconsiderato uso della leva finanziaria associata a una totale incapacità di valutazione del rischio da parte di primarie banche e istituzioni finanziarie USA, più che dall'insufficienza dei coefficienti patrimoniali. Voglio solo ricordare che Lheman Brothers è fallita con un cor tier 1 dell'undici per cento.

  3. Downcounter Rispondi

    Ripresa americana? Ma se l'economia Usa non cresce da 11 trimestri consecutivi! Non è stata fatta una sola riforma seria del sistema finanziario mondiale e il denaro stampato a valanga provocherà speculazione e nuove bolle in Asia. La guerra valutaria è già cominciata. questo articolo è pura disinformazione.

    • La redazione Rispondi

      Pubblichiamo il commento ma precisiamo che non è vero che il Pil Usa non cresce da 11 trimestri consecutivi. Basta guardare sul sito dell'Ocse

  4. Alberto Rispondi

    Purtroppo mi trovo d'accordo con Piero. Quelli della GEAB non sono proprio dello stesso avviso per quanto riguarda l'economia americana, e sembrano un po più realistici dell'analisi di questo articolo. Non sono un esperto in economia come molti di voi. Se a qualcuno va, mi dica pure che pensa di quello che c'è scritto nel link.

  5. Stefano Scarabelli Rispondi

    Partendo dalla premessa del presente articolo, secondo la quale il sistema finanziario americano è più in salute rispetto a quello europeo, mi chiedo per quale motivo il prezzo dei cds dei principali istituti bancari europei sia inferiore rispetto a quello dei cds dei competitors statunitensi.

  6. Piero Rispondi

    D'accordo che le banche europee (pure le tedesche che nascondono i titoli greci che hanno in pancia) e gli stati europei (primi fra tutti noi al 120%.. che San Draghi ci protegga) son mal messe... invece dire che gli Usa son messi meglio bhè mi sembra un pò esagerato.. stanno stampando tonnellate di liquidità che produrrà la più grande bolla Bond che abbiamo mai visto.. hanno alcuni stati che stanno fallendo.. un deficit con la Cina che lo Yuan di certo non fermerà (lo 0,5% è un pannicello caldo).. senza contare che tutte le banche del mondo hanno legalmente abbandonato il mark to market (è anche x questo e non solo x il quantitative easing che le borse salgono... x raggiungere i valori di carico).. sorry ma la mia opinione è netta: è solo questione di tempo.. mesi od anni non lo so.. ma è solo questione di tempo.. l'economia reale si riprenderà violentemente la sua rinvincita sulla finanza occidentale drogata.