logo


  1. domenico Rispondi

    Ottima proposta quella di Visco, ma io credo si possa far meglio. Per evitare lo spread dei tassi di interessi sui titoli dei paesi UE e la relativa instabilità finanziaria, ci deve essere un'unica Autorità che emetta titoli pubblici dell'Unione, garantiti da un fondo comune. Ogni stato é chiamato poi a contribuire a tale fondo per una percentuale prestabilità in base al suo rapporto deficit/Pil. Sarebbe un patto di stabilità preventivo e concomitante, automatico e non soggetto ad applicazione postuma e politica. Per evitare i trade off risanamento/deflazione occore decidere semplicemnte di monettizzare una percentuale del debito dei paesi (magari con riferimento al rapporto Defict/Pubblico), convertendo questi titoli in azioni per effetuare investimenti strategici in settori decisi a livello UE. Chi pensa che nell'attuale contesto economico il quantitative easing genera inflazione e non sviluppo è semplicemnte legato a una stupida idelogia e non un economista. In un economia globalizzata e aperta alla concorrenza con l'euro stabile sui mercati internazionali, anzi soggetto a continue rivalutazioni, acquistare titoli pubblici sul mercato primario è una politica saggia e fattibile.

  2. Claudio M Rispondi

    Non sono un economista quindi posso solo portare dei dubbi (confutabili, lo ammetto) sulla proposta di trasferire debiti su società finanziarie internazionali. Il dubbio è: chi ripagherà i debiti di questi enti internazionali? Noi come stati? Allora non siamo al punto di partenza? E se non siamo noi come stato, nessuno altro lo farà perchè non c'è nessun altro (banche private manco ci pensano, non sono pazze). Un buon padre di famiglia, invece di fare debiti, cerca di risparmiare e spendere solo se ha la cassa da spendere. Se vuole fare un investimento, rimane molto conservativo (un basso TIR insomma) e quindi si indebita poco (non esistono investimenti molto redditizi e sicuri al tempo stesso, se non illeciti). E un buon padre di famiglia, se si facesse finanziare per coprire propri debiti saprebbe che diventrerebbe alla mercè del suo secondo creditore e metterebbe a repentaglio la normalità della vita dei suoi cari.

  3. Marino Rispondi

    Per ogni euro stampato la BCE deve emettere bond di pari importo da collocare sul mercato. Altro debito. Eccoci, Argentina... No grazie

  4. Alessia Rispondi

    E se si provasse a impostare un controllo fiscale più assiduo e davvero efficiente sui conti degli imprenditori e gli evasori fiscali, in modo da recuperare qualche entrata in più da utilizzare per coprire il debito?! Più controlli e piu severità nel riscuotere le tasse e le imposte, cosa difficile visto che sono proprio gli stessi governatori a facilitarne l'elusione, ma secondo me sarebbe un buon modo per recuperare entrate monetarie.

  5. Marcello Novelli Rispondi

    Io riprendo una vecchia proposta che continuo a fare da qualche anno e che, non essendo io un economista di professione, potrebbe essere infattibile, ma credo che, almeno nel principio, abbia una sua logica. La soluzione e' semplicissima: La BCE stampa 10.000 Euro (o venti, questo e' solo un parametro da tarare) a testa per ogni cittadino dell'Unione Europea e glieli da'. Fino ad oggi la politica espansiva ha fatto piovere soldi dall'altro, sperando che arrivassero in basso, questa proposta in vece mette i soldi direttamente nelle mani dei cittadini che possono utilizzarli per ripianare il loro debito, per fare invenstimenti o per soddisfare qualche esigenza, non importa. Cosa ne dite, e' fattibile?

  6. Roberto A Rispondi

    Finalmente qualcuno che ragiona.. Io avevo piu' o meno dimostrato che non é un'impresa impossibile e se la si sapesse gestire davvero bene, neanche cosi' tragica. http://www.lavoce.info/commenti/012-281001927.html http://www.lavoce.info/commenti/281001927.html

  7. Enrico Motta Rispondi

    Quella di rifilare parte dei debiti degli stati sovrani su altri conti mi sembra una cosa assurda, un modo per rinviare il problema nel migliore dei casi. Se la qualità delle soluzioni è questa, andiamo tranquilli verso la bancarotta e non pensiamoci più. Ci penseremo dopo. Trovo invece interessante la proposta di Visco di tassare le transazioni finanziarie, che potrebbe esssere applicata da tutti gli stati, dato che nessuno sfugge al problema, ma senza parcheggiare il debito chissà dove e per quanto tempo.

  8. luigi zoppoli Rispondi

    L'analisi proposta dimostra che il tasso di crescita è l'elemento cruciale che consente rientro dal debito e insieme alla crescita il cotenimento della spesa come elemento per ricavare risorse. Penso che, intervenendo con appropriate riforme, l'Italia possa esprimere un buon potenziale di crescita attualmente inespressa. Più difficilmente percorribile l'ipotesi di spostamento di quote di debito ad organismi sovranazionali. I paesi in condizioni nettamente migliori, quale interesse avrebbero rispetto a una siffatta ipotesi?

  9. Nicolò Rispondi

    La Germania non si staccherà facilmente dai paesi dell'Europa meridionale, semplicemente perchè ha un forte vantaggio nel restare nell'euro. Se l'euro non fosse sceso notevolemente quest'anno a causa dei timori sui PIIGS, le esportazioni su cui la Germania fa molto affidamento per crescere sarebbero state molto minori, sia verso l'esterno dell'area euro, che verso l'interno. Se esistesse ancora il marco tedesco, questo avrebbe probabilemente seguito il suo percorso degli anni 60, 70 e 90 di costante apprezzamento, annullando i guadagni di competitività ottenuti dalle imprese tedesche. Le esportazioni nette ne avrebbero risentito. La Germania con il caso Grecia ha bluffato: ha fatto finta di fare il duro per favorire il trend ribassista dell'euro, a tutto suo (e nostro) vantaggio.

  10. marco Rispondi

    Due osservazioni sulla proposta conclusiva. Un debito a livello UE significa una sua gestione a livello UE, chi se ne occupa? Non il Consiglio perchè così i capi di governo possono sempre farsi schermo dell'abusato "l'ha imposto l'Europa" di fronete agli elettori. La commissione sarebbe uno strumento migliore, a patto che diventi pienamente responsabile di fronte agli elettori. Questo presuppone un passo decisivo verso un'unione politica. Seconda osservazione scaricare un po' di debito a livello più alto può essere uno stimolo ad accumularne di nuovo , tanto è diluito. Insomma, un modo per rinviare il problema nel tempo. Aggravandolo. Lo so che suona male, ma non sarebbe il caso (non solo per i debiti nazionali) di iniziare a considerare l'opzione ristrutturazione?

  11. Piero Rispondi

    Che il Pil italiano crescerà del 2% lo trovo un pò utopistico. I tagli alla spesa ridurranno i consumi, le imprese si stanno delocalizzando e questo causa una perdita permanente di produzione che non rientrerà più (non solo l'Est, ma anche la Svizzera che finanzia lo stato con i proventi derivanti dalla sua segretata finanza) ed il costo del servizio del debito prima o poi riesploderà dai livelli ipercompressi che stiamo sperimentando col quantitative easing americano/giapponese se non altro per il riemergere dei default (curano il malato da debiti con futuri nuovi virus monetari). La competitività extra-ue diminuirà anche a causa della guerra valutaria. Non credo proprio che riusciremo a centrare questo obiettivo... è per questo che in pubblico la Germania ci ha imposto il nuovo patto. E' per questo che nel segreto la Germania stà già pensando come fare a sganciarsi in emergenza dall'euro insieme agli odiati cugini di Francia, anche se i forti legami con le altre economie ed i titoli greci che hanno in pancia le loro banche per ora li frenano.