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  1. Marco Di Marco Rispondi
    I dati, anche molto importanti, sulla crisi sono spesso oscurati dal gossip. Ultimo esempio, nel giorno in cui il dato Istat sulla disoccupazione saliva di nuovo al di sopra del 10%, la notizia che occupava i 9 decimi delle prime pagine era il Bunga Bunga con la signorina marocchina di cui non ricordo il nome. Lavorando all'Istat, mando un piccolo contributo economico personale al vostro sito ringraziandovi per il rilievo che date al nostro lavoro. Almeno voi.
  2. regiu Rispondi

    Mi sono avvicinato recentemente al vostro sito e ne apprezzo la varietà degli argomenti e la profondità e professionalità delle analisi. Non nascondo tuttavia un certo disorientamento che farei risalire a due aspetti: il fatto che la redazione sia costituita quasi esclusivamente da professori universitari quindi, ovviamente e giustamente, staccati dal quotidiano (vedi commento di Domenico Di Pietro). L'altro aspetto è la mancanza di un momento di sintesi che, alla fine della trattazione e dei contributi dei lettori tenti, almeno ove possibile, di individure delle indicazioni che costituiscano punti di arrivo condivisi. Comprendo l'intento di lasciare ai lettori piena libertà di costitursi la propria opinione, ma ciò toglie efficacia all'esercizio.

  3. luigi saccavini Rispondi

    E' da un po' che vi seguo e mi sento in debito di riconoscenza. Spero molto che lavoce.info cresca e si affermi come merita: aiuta il paese.

  4. Tarcisio Bonotto Rispondi

    Se l'impegno di ciascun economista, nel dare voce a molte istanze socio-economico-culturali, è encomiabile tuttavia sarebbe utile per la nazione sentire una voce collettiva a livello pubblico, degli economisti per dare indicazioni, direzione, suggerimenti e certezze di scelte, a chi di economia ci capisce poco, sia a politici sia amministratori locali e alla popolazione in generale. Sembra che non ci sia ancora questa collettività di opinioni sul da farsi per ristabilire un equilibrio economico in Italia e favorire la ripresa. Certo è che se il capitalismo ha fallito nel fornire alla popolazione locale e mondiale gli strumenti per l'avanzamento economico-sociale e progresso individuale, sarebbe necessario riformulare i principi della teoria economica, in senso più sociale. L'economia è al servizio della società, non viceversa. Saluti Tarcisio Bonotto Istituto di Ricerca Prout

  5. PEDRAZZA ANDREA Rispondi

    E' la prima volta che apro il vostro sito grazie al Fatto Quotidiano. Non posso che farvi i complimenti per il vostro lavoro. passo parola anche agli amici per un libero contributo finanziario di sostegno. Buon lavoro

  6. Antonio Sechi Rispondi
    Grazie come sempre del vostro lavoro che continuerò a sostenere, come vostro lettore "antemarcia".
  7. Alessandro Rispondi

    Volevo segnalarvi che nel file con la presentazione del lavoro del prof. Tito Boeri ci sono alcune pagine che non si riescono a visualizzare (quelle relative ai dati del TG1). ciao

  8. carlo grezio Rispondi

    A conferma di quanto state dicendo sulla disinvoltura, incompetenza e forse volontà di dissimulare i reali andamenti economici mi sembra si possa considerare paradigmatico il comunicato Istat di oggi circa l'andamento in agosto dell'import/export, almeno così come viene riportato dai giornali. Tralasciamo la riflessione ovvia che un dato di ciclo riferito ad agosto, già dovrebbe mettere in sospetto qualsiasi operatore serio. Bene il titolo è "volano le esportazioni in agosto 2010" che non può non sembrare un dato positivo: leggete il resto per scoprire quanto in realtà l'andamento del mese di agosto sia stato negativo. Ma se uno si ferma al titolo, oppure riporta il titolo come notizia come faranno i Tg si sarà riusciti a dare una sensazione rassicurante completamente opposta al dato di realtà. Ci si potrebbe chiedere in che cosa consista la "professionalità" dei giornalisti economici. I commentatori economici e finanziari raramente hanno uno stile di approfondimento differente da quello dei colleghi dediti allo sport o al gossip. Una volta, comunque, i comunicati degli istituti avevano titoli che non tradivano i contenuti.

  9. lucamenini Rispondi

    Ammesso, ma non concesso, che possano esistere dati "asettici", sicuramente non esiste informazione con tale caratteristica. L'informazione e' sempre la "vista dell'utilizzatore" sui dati. La cosa importante e' avere i dati a disposizione, utilizzabili per ogni scopo, e gli strumenti, soprattutto culturali, per utilizzarli.

  10. enrico Rispondi

    Anche dalla schiera di studenti diseredati avrete un sostegno... e il nostro affetto condito da una grande gratitudine!

  11. Bruno Boschi Rispondi

    Perché avete eliminato la formula del versamento di 10 € al mese? Mi sembrava un modo di coinvolgere maggiormente i simpatizzanti. Io penso di continuare con questa formula, a meno che ci siano validi motivi per cambiarla (es. spese di incasso o altri motivi che non so spiegarmi) Comunque, grazie per il vostro impegno. B.Boschi

  12. Kinga Rispondi

    Mi piace la proposta e vi seguo o meglio vi sostengo. Interessante l'idea di inserire un cruscotto con i principali indicatori. D'altra parte i numeri servono anche per fissare i concetti. Nello specifico, il vostro lavoro di raccolta e rappresentazione di dati ci permette di accedere ad un subset informativo non sempre di facile reperimento e di svolgere ulteriori riflessioni.

  13. DOMENICO DI PIETRO Rispondi

    Il vostro sito e' molto interessante. E'un vetrina molto qualificata. Probabilmente dovrebbe dare anche spazio alla voce e ai contributi di "ceti sociali" meno raffinati dal punto di vista della preparazione culturale sui temi economici, ma in ogni caso interessati a portare contributi dalla vita reale. Fuori dall'accademia, ma dentro la vita del paese. Per quanto concerne i contributi lancio l'idea di organizzare seminari a pagamento con quote "gestibili" a cui sarebbe proprio interessante partecipare. Resto in attesa di feed back e saluto cordialmente.

  14. fabio cavallotti Rispondi

    Avete perfettamente ragione e direi che il vuoto informativo interessa non solo le materie strettamente economiche, ma anche temi legati al lavoro, al diritto, al fisco. Lavoro in un grande portale, nella redazione - guarda caso - economica, ebbene il contatto con i lettori è disarmante e preoccupante. Tfr, pensioni, contratti di lavoro, c'è un totale ignoranza, eppure la qualità della vita di molti dipende da questi istituti. C'è evidentemente una colpa - se non un dolo - da parte dei media mainstream. Gli altri, e mi riferisco all'aggregato rete, non hanno ancora un seguito vasto, sono un arcipelago, fatto di eccellenti isole, ma tra loro scollegate.