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  1. PDC Rispondi
    Trovo tutto il discorso alquanto dissonante. Prima si dice che il nuovo patto non funzionerà (ed è giusto che non fuzioni) perché alla fin fine ogni governo nazionale, democraticamente eletto, seguirà la propria agenda a dispetto delle decisioni prese in sede europea (tra l’altro l’autore sembra pensare che Commissione e Consiglio Europeo non siano istituzioni democraticamente rappresentative). Sarebbe quindi necessario delegare ogni responsabilità alla buona volontà dei governi nazionali. Come dire, gettare la spugna. Poi si dice che, visto che il problema reale non è tanto il debito pubblico ma quello privato, avrebbe dovuto essere la BCE a tenere sotto controllo la situazione, imponendo a tutte le banche europee un comportamento responsabile e conservativo. Come se lo sviluppo del credito facile non fosse un importante elemento della politica economica di diversi stati e potesse quindi essere gestito da un ente tecnico centrale senza doversi più preoccupare della rappresentatività democratica dell’ente decisionale.
  2. Confucius Rispondi

    Appellarsi alla “pressione dei pari” ed alla “pubblica vergogna" per un paese come l'Italia, che non solo non si merita di non adempiere agli impegni presi in sede internazionale (vedi quale esempio le trattative all'Onu per il finanziamento delle attività anti-AIDS) e chiede l'"aiutino" di rateizzare i 290 milioni di € dovuti e non pagati, mi sembra una pia illusione! Già il nostro ministro Tremonti ha affermato che le nuove regole andranno in vigore nel 2016 (a "babbo morto") e comunque non varranno per l'Italia (non si capisce se perchè l'Italia avrà già ridotto l'indebitamento dal 118 % al 60 % del PIL [e come?] o perchè gli italiani sono particolarmente simpatici). Sarebbe questa la "pressione dei pari"? In ogni caso, debiti dell'entità del PIL di un paese del G8 hanno lo stesso peso della multa da 4,9 miliardi di € comminata al trader francese della Societe General. Si tratta di cifre talmente spropositate da non avere alcun significato reale. Debiti simili non verranno comunque mai saldati ma soltanto rinnovati fino a che i mercati faranno finta di crederci e poi cancellati dal default.

  3. raffaele principe Rispondi

    C'è solo un "piccolo appunto" da fare a questo ragionamento: la moneta comune (Euro) che fine fa. Al di là della legittimità, c'è un problema di merito. L'Euro come lo si governa, solo con BCE e poi ogni paese fa quello che vuole? Oppure bisogna coordinare, con regole certe e automatiche, le politiche fiscali, di bilancio ed economiche, ma aggiungo anche sociali dei paesi membri?

  4. Federico Giri Rispondi

    Facile alimentare la crescita quando ogni cittadino spende il triplo di quello che possiede. Si potrebbero anche inserire parametri qualitativi sul debito. Maturity più lunghe garantiscono più stabilità, un debito in mano prevalentemente nazionale è meno soggetto a rischi di uno detenuto principalmente in mani estere,etc... In ultimo credo che il vero punto dirimente sia il fatto che deve nascere un bilancio comunicario. Se vogliamo stare dalla Grecia alla Finlandia sotto l'ombrello euro i paesi del nord europa devono trasferire fondi a quelli del sud con i quali poter fare interventi di tipo strutturale. Oggi i paesi del sud non sono in grado di competere con quelli del nord in termini di produttività e se i tassi di cambio non variano più come possono i paesi come Grecia o Spagna ad esportare qualcosa in Germania o in Olanda? Questioni scritte di getto e di fretta e da raffinare! Scusate per la confusione.