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  1. AM Rispondi

    Evidentemente nel mio commento precedente non sono stato chiaro. Sono pessimista sugli effetti attesi dalla cedolare. Per me il problema non è di aliquote fiscali. ma di imponibile e di semplificazione degli adempimenti (almeno quando il locatore è una persona fisica). Riassumo. L'imponibile non deve essere rappresentato dal canone virtuale, ma dal canone effettivamente incassato dal locatore dedotte tutte le spese inerenti la locazione purchè debitamente documentate e regolarmente fatturate. Possibile che il fisco non ci arrivi?

  2. Diego Pantaleone Rispondi

    Inoltre qualcuno mi deve spiegare come l'introduzione di una imposta sostitutiva sugli affitti, a parità di sistema, possa di per sé fare emergere il nero. Perchè mai un evasore che non ha registrato il contratto e non ha mai dichiarato il suo reddito da locazione dovrebbe essere incentivato a regolarizzare la propria posizione?se prima lucrava il registro più l'aliquota marginale, ora lucrerà sulla minore imposta sostitutiva..se non cambiano i sistemi di controllo, la quantità degli stessi, le sanzioni, ecc.. l'introduzione di minori aliquote di per sè non può cagionare una emersione di nero. Questo resta un mio fermo convincimento, applicabile al sistema fiscale in generale: non è abbassando (solo) le aliquote che si contrasta l'evasione. Se è proprio l'emersione del nero da affitti che deve compensare il minor gettito irpef da cedolare, allora dubito che l'introduzione della imposta sostitutiva abbia una seria copertura finanziaria.

  3. davide Rispondi

    Si può convenire con quando risposto dagli autori ma siamo alle solite, si critica la proposta, si dice genericamente che il gettito non aumenta e che a beneficiarne sono i ceti meno in difficoltà ecc...ecc...! Il tutto però senza dare un giudizio sulla logica della norma e sui suoi presupposti andando subito al risultato che è (vuoi mai) iniquio e classista (va beh!). Proviamo a vedere allora: 1) la logica della norma potrebbe essere "mi piace arrecare vantaggi ai ricchi", oppure 2) la logica potrebbe anche scaturire dalla constatazione che in caso di mancanza di contrasto di interessi reciproci ed in assenza di materiale possibilità di controllo esteso e capillare tale fatto potrebbe indurre i più a regolarizzare la posizione fiscale a fronte di minori pretese erariali si da dormire tranquilli. Certo questo è l'egoismo di chi ha già tanto ma avete alternative?

  4. Diego Pantaleone Rispondi

    In merito alla cosiddetta cedolare secca sugli affitti (cioè la tassazione con aliquota del 20% dei redditi da locazione) di prossima introduzione nell'ordinamento a seguito dei decreti sul federalismo fiscale volevo segnalare quanto segue: Sul Sole 24 ore del 07/08/2010, pag. 2 è pubblicata una tabella (tratta dalla relazione governativa sul decreto) in cui si evidenzia che l'introduzione della cedolare non impatta su conti pubblici, in quanto non dimisuisce il gettito fiscale (es. nel 2011 si perdono 2,560 mld di Irpef sugli affitti ma se ne guadagnano 2,644 con la cedolare). Mi domando: poiché nel nostro sistema fiscale esistono 5 aliquote progressive (23, 27, 38, 41 ,43) e poichè l'aliquota della cedolare (che sottrae gli affitti dal cumulo con gli altri redditi e dunque dalla tassazione progressiva) è del 20% (e quindi più bassa addirittura dell'aliquota minima), come è possibile che l'introduzione della cedolare non si traduca in un crollo verticale delle entrate?