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  1. Tommaso Rispondi

    Indipendentemente dal fatto di essere stranieri o italiani, la stituazione demografica in Italia resta estrema. http://italiapiu20.wordpress.com/2010/08/07/gli-anni-sulle-spalle/

  2. Alberto Lusiani Rispondi

    L'articolo riassume numeri utili a comprendere l'immigrazione, ma offre una raccomandazione pro-immigrazione per me sbagliata e fuorviante. Dal 1995 ad oggi la Germania (che ha la medesima natalita' italiana) ha aumentato considerevolmente il suo reddito pro-capite rispetto all'Italia, pur sostanzialmente azzerando l'immigrazione (saldo negativo negli ultimi anni). Dati analoghi valgono per Francia e UK (con natalita' superiore alla nostra). Tra i Paesi elencati, l'Italia e' la piu' sovrappopolata su territorio abitabile, e quella col minor reddito pro-capite, reddito costantemente in diminuzione rispetto ai Paesi citati dal ~1995. I dati elencati riguardano stime attendibili Eurostat sull'immigrazione totale, clandestini inclusi. Il confronto indica che la strada italiana, che dal 1995 ad oggi prevede tasso di immigrazione ai vertici mondiali, e' fallimentare nel confronto con Paesi comparabili. E' probabile anzi che la bassa natalita' italiana sia la reazione piu' corretta ad un territorio troppo congestionato dall'impronta umana (doppia rispetto alle risorse, secondo alcune stime, con densita' di popolazione oltre il doppio rispetto a Francia e Spagna).

  3. Luca Rispondi

    Tra tante parole sull'immigrazione, finalmente un articolo che mette nero su bianco le cause del fenomeno. Demografia. Quindi economia, non sinistra, cattocomunisti e via blaterando. L'unica alternativa all'immigrazione, come qualcuno ha già ricordato in un commento precedente è innalzare l'età pensionabile (chissà come sarà contento Bossi!). Comunque non credo che sia la soluzione migliore. Proprio perché la popolazione aumenta vertiginosamente in altre aree del pianeta, le migrazioni porterebbero a un riequilibrio demografico mondiale. L'Italia dovrebbe invece pensare a sfruttare al meglio le competenze di chi entra (molti sono laureati), modificando il sistema produttivo. Ad esempio, meno mattone, meno autotrasporti e più ricerca, più green economy, più istruzione. Detto questo, trovo il finale dell'articolo un po' fuorviante. Dimentica di dire che se il numero dei "neo-assunti" stranieri e' rimasto relativamente alto è soprattutto per via della sanatoria, quindi non proprio dei neo-assunti. Poi e' chiaro, l'imprenditore spesso cerca il dipendente più ricattabile, un fenomeno che si contrasta dando a tutti pari diritti.

  4. roberto Rispondi

    C'è chi non gradisce il termine "nuovi italiani". Oddio, visto che nell'articolo si parla di "figli di genitori stranieri" con tutta probabilità stiamo parlando di nati in Italia e con cittadinanza italiana. Il termine "nuovi italiani" mi sembra adeguato, anzi toglierei persino il "nuovi". Per carità, nessuna polemica, ma la realtà è questa.

  5. walter Rispondi

    Perché non cambiare punto di vista ? Un declino di popolazione è necessario a livello mondiale, a causa della sovrappopolazione, del consumo di risorse ecc..perché il discorso non può valere a livello nazionale? Il problema si pone a livello pensionistico, con troppe pensioni da pagare e pochi contribuenti inps. Se si vuole adottare questo punto di vista è ragionevole aumentare l'età pensionabile? O esistono meccanismi di contribuzione alla pensione più diretta di questo?

  6. Giorgio Agrini Rispondi
    Premio George Orwell all'autore. Da "immigrati" a "nuovi italiani": eccellente esempio di neolingua. Il Grande Fratello ringrazia.
  7. Dino Battistuzzo Rispondi

    Continuerà il flusso di uomini e donne disposti ha lavorare per un salario da fame, questo sicuramente .Un contesto produttivo come quello veneto, fatto di microimprese e medie aziende, non assume certamente il laureato o il diplomato, ma l'analfabeta, meglio se straniero, così è più facile sfruttarlo.Sono lontani, anzi lontanissimi i tempi in cui l'operaio veneto si sentiva partecipe dell'azienda, assieme all'imprenditore. Forse non aveva capito,non ha capito e non capirà mai,che l'imprenditore si fà in ogni caso i suoi interessi. Lo dico da veneto DOC che il nostro modello di sviluppo non ha futuro in un mondo globalizzato. Serve investire soprattutto sui giovani, sulle nuove generazioni, ma sinceramente ho poca fiducia, almeno nel breve termine.