logo


  1. Daniela B. Rispondi

    Mi chiedo in che misura la mancata diffusione dei progetti legati all'articolo 9 della legge 53/2000 sia dovuto ad una carenza di richiesta "dal basso". Intendo dire che il problema è senz'altro reale e avvertito nella vita di tutti i giorni di lavoratrici e lavoratori, ma forse non emerge per una questione di cultura in senso lato: il lavoratore italiano non considera il tema ancora rilevante nel rapporto con l'azienda né l'azienda nei confronti del lavoratore. O forse perchè le famiglie che decidono da sè e a priori di rimandare la nascita dei figli o di affidare il problema della conciliazione famiglia-lavoro ad altri canali, interni alla famiglia stessa. O forse ancora per una questione di sfiducia nella capacità e nelle competenze della leadership statale (a livello nazionale e locale) rispetto a problemi del cittadino riguardanti aspetti della vita diversi dal lavoro. O forse ancora semplicemente perchè tali problemi in Italia non sono ancora diventati problemi politici, ma solo burocratici e non incidono nemmeno sull'orientamento del voto.

  2. Marella Momaro Rispondi

    Condivido totalmente la nota sul ruolo del sindacato sul tema della conciliazione. Lavoro in una delle maggiori imprese italiane, fra l'altro una delle poche che ha registrato negli ultimi anni rilevanti utili. Qui il sindacato è concretamente assente da anni e il tema della conciliazione ne soffre. Le indagini di clima degli ultimi anni hanno evidenziato una marcata insoddisfazione generale in particolare sul tema della conciliazione famiglia-lavoro. Nessuna controproposta del sindacato...

  3. Maurilio Menegaldo Rispondi

    Chi scrive ha contribuito, come delegato sindacale RSU, alla stesura (qualche anno fa) e alla gestione (tuttora) di un accordo che ha costituito la base di un progetto per la conciliazione vita-lavoro secondo l'art. 9 della l. 53/2000. Oltre all'efficacia immediata, le misure previste dall'accordo si sono rivelate estremamente utili sia in termini di clima aziendale e di soddisfazione di lavoratrici (la stragrande maggioranza) e lavoratori, sia in temini di organizzazione del lavoro, specialmente come ora in tempi di crisi. Ben venga quindi un maggiore coinvolgimento degli enti locali (regioni e comuni), che possono tra l'altro fare da sprone alle aziende poste nel loro territorio: occorre però fare presto, perché le famiglie sono sempre più in difficoltà causa i tagli a scuole e servizi sociali. In questo frangente, dovrebbero essere molto più attive anche le organizzazioni sindacali, che purtroppo però, quasi sempre per carenze culturali, non riescono a comprendere la portata dei benefici che una buona implementazione della l. 53 può portare a chi lavora.